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Martedì 25 Settembre 2018 - Aggiornato alle 18:05
MODICA - 06/06/2018
Attualità - Lo strano caso di una materna

Quando la scuola è in... "trincea" (in senso letterale)

Succede in contrada Treppiedi Nord Foto Corrierediragusa.it

Può capitare che in questo periodo, dove si inaugurano a Modica gli asili «fuori le mura», ne esista uno che vive "in trincea" da ben nove mesi. Lo so, anche voi vi chiederete perché mai un asilo debba denominarsi «fuori le mura» - come l’Eremo di San Corrado, che i netini, più pratici e per capirsi meglio hanno da sempre chiamato «di Fuori» – ma così sembra che si chiamino le strutture al di fuori delle strutture murarie dell’asilo, quelle che una volta si sarebbero chiamate «parco giochi» e che adesso così vengono nomate per quel vezzo tutto italico di preferire le rivoluzioni semantiche a quelle vere e proprie perché ritenute meno faticose.

Può capitare, or dunque, che una "trincea" della profondità di un metro scavata tutta attorno alla Scuola Materna Statale di Treppiedi Nord (foto) sia rimasta intatta dal mese di settembre dell’anno scorso, quando all’apertura di anno scolastico si iniziarono questi lavori poi inopinatamente interrotti e rimasti così fino ad oggi. Non ci addentreremo nei meandri dei lavori pubblici, dei quali non si conosce con certezza l’inizio e la fine e, a volte, nemmeno lo scopo ultimo, quindi non ci chiederemo perché mai questi siano iniziati in coincidenza dell’anno scolastico, quali tubazioni o cavi vi si dovessero posare e perché si siano interrotti, perché siamo uomini di mondo e sappiamo come vanno queste cose.

Peraltro, è appena il caso di ricordare che a Modica, già capitale di Contea, non si applicano le solite leggi e regolamenti sui cantieri, quindi l’opera tradizionalmente è senza alcun cartello indicante lo scopo dei lavori, il progettista, l’importo a base d’asta e tutti quegli inutili cavilli che rendono impossibile la vita di un amministratore decisionista. E’ possibile, quindi, che sia nato il solito contenzioso fra stazione appaltante e ditta, fra ditta prima classificata e altra esclusa o che, più prosaicamente, siano finiti i quattrini, insomma brancoliamo nel buio (col rischio di cascare dentro la "trincea").

Per la sicurezza dei piccoli utenti della scuola si è dunque pensato di metter su una recinzione di plastica da cantiere che, in effetti, circonda tutto l’edificio in maniera tale da averlo … ingabbiato! A nulla sono valse le proteste e le segnalazioni di insegnanti e genitori dei piccoli, per cui è possibile che questi abbiano frequentato «intra moenia», per dirla raffinata, onde evitare che la precaria e quanto mai «provvisoria» recinzione potesse costituire un pericolo per la loro sicurezza oltre che ricettacolo per rifiuti, animali e insetti.

Insegnanti e genitori chiedono a chi di dovere – non sappiamo chi di preciso per i motivi già descritti – che i lavori vengano completati almeno durante la chiusura dell’anno scolastico, visto che quello in corso si avvia alla fine o che tutto il cantiere sia almeno messo in sicurezza con dotazioni meno precarie.