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Sabato 20 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 23:46
MODICA - 29/05/2018
Attualità - Morirono 6 operai e molti furono feriti dalle milizie fasciste

Modica ha ricordato eccidio di Passo Gatta di 97 anni fa

Amministratori, sindacalisti, associazioni hanno partecipato alle cerimonia in via Roma Foto Corrierediragusa.it

A 97 anni dall’eccidio di Passo Gatta amministratori, sindacati e associazioni hanno ricordato il luttuoso evento. Il 29 maggio del 1921 morirono sei lavoratori e molti furono feriti per mano delle milizie fasciste nel corso di un comizio tenuto proprio sul ponte che colega Modica Alta alla frazione di Frigintini. Un concentramento si è tenuto in Piazza San Giovanni alla presenza del Sindaco, Ignazio Abbate, di assessori comunali, esponenti delle confederazioni sindacali di CGIL,CISL,UIL, consiglieri comunali, delle forze dell’ordine e di una delegazione di studenti delle medie della «De Amicis».

E’ stato il segretario generale della CGIL di Ragusa, Peppe Scifo a definire nel corso del suo discorso ufficiale «l’Eccidio di Passo Gatta uno dei momenti più virtuosi della lotta al fascismo e uno dei tasselli più significativi per la costruzione delle istituzioni democratiche del territorio in un contesto in cui il vento e gli aneliti di intolleranza politica, spesso sfociati nelle violenze e negli atti di puro teppismo ideologico, stava per nascere nel Paese. Quei valori oggi sono ricordati non solo per rendere onore alla memoria di chi perse la vita per una causa alta e nobile, come la difesa del lavoro e dei lavoratori, ma per trasmetterli alla giovani generazioni perché ne facciano tesoro».

Un amarcord con una lettura teatrale è stata poi l’esibizione dell’attore e regista Enzo Ruta che ha recitato un pièce dallo stesso scritta dal titolo «Io Turiddu Ciaramunti classe 1896». Un testo in cui si narra la storia di quel tragico evento. E’ stato il sindaco, infine a chiudere le celebrazioni dell’Eccidio di Passo Gatta ricordando, nel suo discorso, ai giovani questa esperienza perché non possa più accadere e che sia da monito a tutti perché i valori della democrazia e della tolleranza di idee e di azione possano essere sentimenti comuni e condivisi da tutti. Le note del «Silenzio di ordinanza» e l’Inno di Mameli della banda musicale «Belluardo – Risadelli» ha chiuso la manifestazione.