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Martedì 17 Luglio 2018 - Aggiornato alle 15:00
MODICA - 07/05/2018
Attualità - Nota del Movimento Azzurro presentata al sovrintendente di Ragusa e al sindaco

Mucche al pascolo nella chiesetta rupestre della "Larderia"

Bovini e ovini trovano riparo all’interno senza che nessuno intervenga per preservare il sito Foto Corrierediragusa.it

Pecore e mucche alla «Larderia» (foto). Succede al Poggio Salinitro all’interno del Parco Archeologico di Cava Ispica, dove si trova la chiesa rupestre. La chiesa conserva le tre belle absidi, pitture murali, il pilastro superstite dell’aula, ed è un bene rilevante del parco. Una denuncia del Movimento Azzurro, Daniela Boscarino, è stata presentata al Sovrintendente di Ragusa, Calogero Rizzuto e al sindaco. Nella nota si evidenzia come all’interno del sito da ani trovano riparo pecore ed ultimamente anche bovini.

Scrive nella nota il Movimento Azzurro: «Facile immaginare cosa questa convivenza comporti: escrementi animali dentro e fuori, oltre al biasimo dei turisti. Seppure segnalata più volte, la convivenza è comunque continuata, anche perché gli ovini, spontaneamente, abbandonavano il sito al sopraggiungere degli «umani». Adesso però la situazione è diventata insostenibile, in quanto all’interno della Spezieria non dimorano più pecore, bensì mucche, che non vogliono saperne di lasciare il monumento, per cui chi arriva lassù deve organizzarsi in un rapido dietrofront. Non è possibile, a nostro avviso, consentire una simile devastazione. Facile immaginare questi bovini, mentre si strusciano alle pareti, mentre con i loro zoccoli rovinano irrimediabilmente il pavimento, gli scalini, forse anche il prezioso «subsellium». E’ necessario che la Soprintendenza, con la medesima inflessibilità che la contraddistingue in altri ambiti di prevenzione di danni al territorio, si impegni a richiamare immediatamente il proprietario degli animali e ad intimargli di attivarsi per recintare adeguatamente il pascolo, in modo tale da evitare assolutamente che l’episodio si ripresenti né con mucche, né con pecore, né con altri animali da pascolo».