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Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:00 - Lettori online 499
MODICA - 21/06/2017
Attualità - Almeno per un altro anno comunque cambierà poco per docenti, alunni e genitori

Scuola Giovanni XXIII va in reggenza

Il trasferimento in un unico edificio delle classi, l’ex sede dell’Azasi, potrebbe aiutare Foto Corrierediragusa.it

La scuola Giovanni XXIII (nella foto la storica sede di via Fabrizio) risulta sottodimensionata, quindi va in reggenza ma mantiene comunque l´autonomia almeno per un altro anno scolastico, non perdendola quindi fin dal prossimo, come era stato paventato in precedenza. In ogni caso non ci sarà nessun dirigente e direttore amministrativo. E’ quanto si evince dal decreto 24 dello scorso 23 maggio firmato dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale che include la scuola media Giovanni XXIII tra quelle sottodimensionate, a causa dei suoi 572 alunni rispetto al minimo di 600. Il decreto è successivo a quello del 15 febbraio con il quale lo stesso ufficio delinea il quadro delle istituzioni scolastiche in Sicilia. L’inclusione della Giovanni XXIII, unica nei 12 comuni iblei, tra quelle sottodimensionate, comporta per il prossimo anno scolastico, come accennato, la perdita del posto di dirigente scolastico e del direttore amministrativo. E’ il preludio all’accorpamento ed alla perdita dell’autonomia nel futuro prossimo, a meno che la scuola non superi la quota minima dei 600 alunni. Solo in quel caso potrà evitare l’accorpamento, probabile a questo punto con la «Albo» visto che la Falcone ha oltre mille studenti.

Per il prossimo anno scolastico, sia il dirigente sia il direttore amministrativo saranno nominati in reggenza alla scuola di via Fabrizio. Per i docenti e per le famiglie saranno pochi i cambiamenti in termini pratici, anche se la presenza a tempo parziale di un dirigente scolastico comporterà, sempre dal punto di vista organizzativo e didattico, qualche disfunzione e di certo renderà più difficile la spinta a quella crescita dei numeri che è vitale per la scuola.

Sulla carta, dunque, la scuola manterrà anche per il prossimo anno la sua autonomia, ma si trova comunque in uno stato di preallarme visto che in un secondo tempo entrerà ufficialmente tra quelle accorpate, a meno di un incremento sostanzioso delle iscrizioni e di sconvolgimenti nel panorama scolastico della città. I docenti ed il personale della scuola vivono con qualche preoccupazione questo momento difficile e con una legittima speranza di salvare il salvabile. Molto dipenderà dalle strategie che saranno messe in atto nel corso del prossimo anno scolastico. A questo proposito il trasferimento in un unico edificio delle classi, l’ex sede dell’Azasi, potrebbe aiutare.

CONFERMATO L´ACCORPAMENTO DELL´ISTITUTO SANTA MARTA CON LA CIACERI
Confermato invece l’accorpamento dell’Istituto S. Marta con la «Ciaceri» per un totale di circa mille 250 alunni. Il centro storico avrà quindi un unico istituto comprensivo che andrà dalla primaria alla media con ben sei plessi. L’istituto S. Marta è la scuola accorpante visto la Ciaceri è sottodimensionata. Il progetto è di concentrare nell’attuale sede della Ciaceri la dirigenza e gli uffici amministrativi lasciando così liberi almeno 4 aule nell’attuale sede di via Vittorio Veneto. Il S. Marta ingloberà anche la primaria di Piano Ceci.

In attesa dell’apertura del plesso di via Garibaldi, chiuso da anni nonostante i lavori di ristrutturazione siano stati completati al 90 per cento, saranno funzionanti anche le classi presso la sede dell’ex tribunale. L’accorpamento consentirà risparmi e una migliore fruizione per alunni e famiglie oltre a garantire un unico progetto didattico.