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Domenica 22 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 16:20 - Lettori online 962
MODICA - 01/02/2017
Attualità - Analisi della vicenda relativa al piano sanitario regionale

Cosa resterà di questa sanità iblea?

Le beghe politiche hanno finora catalizzato l’attenzione rispetto ai problemi reali Foto Corrierediragusa.it

Adesso che le polemiche e le contrapposizioni politiche si sono sedimentate, dopo il Consiglio Comunale aperto di domenica, è il momento di fare riflessione serene ma decisa sulle sorti dei servizi sanitari nel comprensorio modicano e dell´Ospedale "Maggiore "in particolare.
Innanzitutto, il primo dato che balza agli occhi riguarda la palese indifferenza con al quale la cittadinanza ha accolto la riunione dei civici consessi del comprensorio tenutasi domenica mattina. Le cause vanno ricercate non solo nell´angusto palcoscenico scelto forse ad hoc dall´Asp (con macabro cattivo gusto uno sgabuzzino adiacente alla camera mortuaria dell´ospedale spacciato per sala convegni), e forse neanche nella scelta dell´orario antelucano domenicale. Molto più concretamente l´assenza dei cittadini è da imputare ala scarsa considerazione che gli stessi hanno riposto in una interlocuzione tra l´Aspi e la politica che sembra non decollare, stretta tra logiche campanilistiche degne degli anni più bui della storia iblea, e la fanciullesca caparbietà delle istituzioni regionali e provinciali a trasformare un diritto di tutti, quello alla salute, in una lotta tra bande e, peggio ancora, tra città.

Quasi una lotta a mostrare chi ha più muscoli, o più potere, mentre nei Pronto Soccorso e nei reparti d´emergenza i cittadini continuano a morire ed a soffrire. L´ennesima dimostrazione, semmai ce ne fosse bisogno, di una scollatura irreparabile tra politica, istituzioni e sentimento popolare. Il secondo dato riguarda la governance della sanità in provincia. Ancora una volta dal Direttore generale dell´Asp, Aricò, abbiamo ricevuto solo un´arida difesa di decisioni illogiche, spesso anche antieconomiche, sublimate dalla scelta di utilizzare ben 50 mila euro per un fantomatico piano di aggiudicazione (aggiudicato ed assegnato nel buio amministrativo del fine anno), piuttosto che la presa di coscienza di una situazione, quella modicana, ai limiti della tensione sociale.

Neanche il "J´accuse" di qualche primario ospedaliero che c´ha messo la faccia pur di denunciare l´assenza di personale, attrezzature e persino presidi medici, ha scosso l´ineffabile Direttore generale. Al ritmo di "tutto va bene Madama Marchesa", aspettavamo solo che da un momento all´altro, novello emulo di Maria Antonietta, al popolo che reclamava annunciasse "Hanno fame e non hanno pane? Dategli le brioches".

In mezzo i sindaci e la deputazione regionale che hanno dato l´impressione di vascelli sballottolati tra i marosi di decisioni palermitane che, in molti casi li prescindono (i sindaci) e che in altrettanti casi li vedono protagonisti (i deputati) di scellerate scelte utili solo a coltivare piccoli interessi di bottega.

Intanto, nel silenzio della Regione, il sasso lanciato dal Ministro della Salute, con il riconoscimento dello status di ospedale "spoke" per il "Maggiore", e dunque l´evitato declassamento proposto dal piano regionale, ha smosso le acque, chiamando ancor di più l´Assessorato regionale alla Sanità e la deputazione iblea alle proprie responsabilità.

Con una semplice domanda, che rimbalza tra i social, e che i territori lanciano ai protagonisti palermitani "può un comprensorio cosi ampio, dalla storia decennale in materia di assistenza ospedaliera, frontiera dei nuovi fenomeni migratori ed anche dell´accoglienza turistica, restare senza un ospedale completo e degno di tal nome?". Un quesito semplice che merita una risposta semplice ma immediata.

In fondo ai cittadini di tutte queste beghe politiche, di queste lotte di potere, di questi manager indifferenti alle preoccupazioni dei pazienti, non interessa nulla; interessa solo sapere se a Modica ci si potrà ancora curare; se a Modica si potrà andare al pronto Soccorso sapendo che si verrà curati bene ed in maniera tempestiva; se l´urgenza e l´emergenza verranno ancora affidati ad un manipolo di medici ed infermieri eroi che sono costretti a sobbarcarsi turni disumani, senza poter garantire tempestivo soccorso, ovvero, se i viaggi della speranza non riguarderanno più solo le grandi patologie ma anche la vita e la morte.

Questo interessa ai cittadini, e chi saprà rispondere ne avrà merito. Gli altri, quelli delle inutili chiacchiere, delle lotte di potere, della rassegnazione, la prossima domenica stiano a casa con le proprie famiglie piuttosto che celebrare stanche liturgie come quella cui abbiamo assistito in una fredda domenica di fine gennaio, gomito a gomito con le tragedie che si consumavano in camera mortuaria. Non vorremmo che il luogo scelto dall´Asp per discutere di sanità fosse stato l´ennesimo, macabro gesto evocativo di un Ospedale che rischia di morire dopo decenni di onorato servizio.

CHI LA SPUNTERA´ IN QUESTA "BATTAGLIA SANITARIA"?
Di Duccio Gennaro


Chi vince nella battaglia tra ospedali di primo livello, di base e di comunità? Vince la buona sanità o la politica? Sono le doverose domande che ci si pone alla luce delle vicende di queste ultime settimane che hanno visto l’annuncio della riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana secondo criteri di efficienza e di efficacia come ha aveva annunciato l’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi. Un piano che prevedeva una rete ospedaliera diffusa e integrata secondo diversi livelli che, andando a spulciare tra le carte, evidenziava come i punti deboli della bozza dello scorso anno erano stati riparati per placare le ire di vari parlamentari di riferimento, da Cefalù a Marsala, da Catania a Palermo. Il territorio ibleo aveva incassato due spoke, invece di uno, quello di Ragusa, come risultava nella precedente bozza poi abortita. Il polo Vittoria-Comiso, guarda caso territorio di riferimento del presidente della commissione sanità all’Ars Pippo Digiacomo. Modica veniva tagliata fuori dagli «spoke», che in termini pratici significano reparti, investimenti e primariati. Il territorio modicano ha fatto muro e lo stesso ministro ha tirato le orecchie all’assessore Baldo Gucciardi e «suggerito» che da primo livello il Maggiore venga promosso. I 12 comuni iblei avranno quindi tre ospedali di primo livello e non si può non essere contenti di questo risultato. I dubbi sorgono su come e perché certe decisioni vengono prese, poi riviste, e quindi corrette.

Se la logica dell’efficienza e della razionalizzazione è guida irrinunciabile nel contenimento dei costi sempre crescenti della sanità oppure vale la ragione politica, ovvero un parlamentare giusto al posto giusto e soprattutto se compagno di partito del ministro al tempo prossimo delle elezioni. La politica, è vero, deve fare la sua parte e difendere le buone ragioni dei cittadini ed allora spacciare per razionalizzazione decisioni che invece hanno ben altro sapore non convince, fa male alla credibilità di amministratori e politici perché la pubblica opinione si sente sempre più disorientata ed orientata invece a pensare che tutto è possibile alla faccia dello sbandierato contenimento dei costi e dell’efficienza. Ci si rende soprattutto conto che i manager che i tecnici della sanità, e quindi i più competenti, al momento decisivo contano poco o nulla. In altri tempi si chiamavano raccomandazioni, un’arte mai dismessa che pervade da sempre la società italiana alla faccia del merito, dell’efficienza, delle professionalità, delle competenze.

IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO: ECCO GLI ESITI
Nulla di ufficiale, bisogna attendere gli atti formali. Nel frattempo ognuno gioca le sue carte, fa passi avanti o indietro a seconda delle convenienze. La battaglia sul nuovo piano sanitario regionale si giocherà sul tavolo regionale di Palermo nel momento in cui bisognerà formalizzare l’atto. Sarà redatto un documento condiviso dai sindaci e dai consigli comunali del comprensorio e da quei comuni del Siracusano che intendono sostenere il potenziamento del polo ospedaliero Modica – Scicli. Documento che deve essere approvato, in seduta ordinaria, dai civici consessi. Altra proposta finale: la richiesta ai sindaci, ai presidenti dei consigli comunali, ai parlamentari regionali e nazionali del territorio perché trasmettano un invito urgente all’Assessore Regionale alla Sanità, Baldassarre Gucciardi, e alla Ministra della Sanità, Beatrice Lorenzin, per affrontare nello specifico il tema oggetto del consiglio comunale aperto.

Consiglio molto partecipato, due ore e mezzo di lavori e 17 interventi, che sono stati aperti dal presidente del consiglio comunale di Modica, Roberto Garaffa che ha illustrato una cronistoria della vicenda e per ultima la notizia secondo la quale la Ministra Lorenzin ha deciso con l’assessore regionale alla Sanità, Gucciardi, di rendere «spoke» il polo ospedaliera Modica- Scicli, declassato a nosocomio di base.

Al momento i consiglieri comunali e gli amministratori presenti alla seduta aperta tenuta all’ospedale Maggiore hanno quindi preso atto e discusso dell’annuncio arrivato da Roma da parte di Nino Minardo, non presente al Maggiore, il quale ha riferito della volontà del ministro della sanità, Beatrice Lorenzin di elevare il Maggiore a Spoke piuttosto che mantenere la struttura come ospedale base. "Non ci sono in questo senso atti formali ma un impegno del ministro che ha coinvolto l’assessore regionale Baldo Gucciardi e la certezza del tutto - ha riferito il sindaco Ignazio Abbate - verrà solo quando il piano sarà approvato dall’Ars condizione per dare il via ai concorsi, ai trasferimenti dei reparti". Il presidente della commissione sanità all’Ars Pippo Digiacomo in questa direzione ha anticipato che non farà alcuna opposizione alla richiesta a beneficio del polo ospedaliero Modica-Scicli.

Al di là dei singoli interventi di consiglieri e parlamentari partecipanti al dibattito, è stato il direttore generale dell’Asp di Ragusa Maurizio Aricò a ricordare a tutti che l’unico atto ufficiale riguardante il riassetto della sanità in Sicilia è quello risalente al 29 giugno dell’anno scorso che è stato frutto del confronto con operatori della sanità, amministrazioni locali e sindacali e che ha poi indotto il sindaco di Ragusa a proporre un ricorso al Tar. Nel frattempo due ipotesi di lavoro, ufficiose, quasi contraddittorie, che non hanno tuttavia distolto l’attenzione sul Maggiore dove si continua ad investire, vedi Pronto soccorso e sale operatorie, e al Busacca con la convenzione con la Bonino Pulejo.

"In ogni caso - ha sostenuto il deputato regionale Orazio Ragusa - la Balduzzi offre delle deroghe e sulla base di questo si può riclassificare il polo ospedaliero Modica-Scicli. La proposta partirà da Palermo e l’assessore Gucciardi farà partire la proposta per il Ministero della Salute in modo che sia accolta la riforma". Nel frattempo i consigli comunali interessati, i 4 del polo modicano oltre a Rosolini, recepiranno l’ordine del giorno sul quale hanno concordato i presenti alla seduta e delibereranno in proposito. Una delegazione sarà inoltre nominata perché abbia un incontro con l’assessore regionale alla Salute e il ministro.

LO SCETTICISMO DELLA CGIL
La Cgil attende gli atti ufficiali «Per capire concretamente - si legge nella nota del sindacato - se il pericolo del declassamento del «Maggiore» è davvero scampato». Il sindacato prende posizione e rileva che «una significativa frammentazione dell’offerta ospedaliera ed è alto il rischio di una disarticolazione dei servizi sanitari, ospedalieri e territoriali». La Cgil è quindi per la classificazione a spoke degli ospedali riuniti di Modica e Scicli e rileva che rimangono molte altre criticità nella sanità iblea. Dice ancora il sindacato: «Non condividiamo alcune posizioni politiche emerse più parti, in quanto dimostrano quasi sempre un approccio di tipo campanilistico al problema e priva di una visione d’insieme sulle problematiche della sanità Iblea e dei reali bisogni sanitari dell’utenza di tutto il territorio.Valutiamo positivamente il recupero dell’Ospedale di Scicli e la valorizzazione degli ospedali riuniti di Vittoria-Comiso, e non potevamo condividere che gli ospedali riuniti di Modica e Scicli fossero stati classificati ospedali di base, senza avere tenuto conto del consistente bacino di utenza provinciale ed interprovinciale di quell’area, del numero massiccio di immigrati che sbarcano a Pozzallo, dei numerosi servizi prestati nonché della presenza di una pista notturna per l’elisoccorso.

Per questo riteniamo che, nell’ambito della valorizzazione del territorio provinciale e limitrofo, è necessario che gli ospedali riuniti di Modica e Scicli fossero riclassificati di primo livello (spoke) e che rimangano nel presidio ospedaliero di Ragusa i reparti di otorinolaringoiatria e malattie infettive. Chiediamo all’Assessore Regionale Baldo Gucciardi di modificare in questa direzione la rete di emergenza urgenza della nostra provincia ed esortiamo la politica iblea, dai sindaci alla deputazione, al di là delle appartenenze partitiche e geografiche, a lavorare uniti nell’interesse dei bisogni di salute della collettività».

TUTTI SPOKE!
L’Ospedale Maggiore (o ospedali riuniti Modica Scicli) diventerà di primo livello («Spoke» secondo la terminologia utilizzata dall’amministrazione sanitaria). Il Maggiore è quindi equiparato al polo ospedaliero di Ragusa e a quello di Vittoria-Comiso. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha confermato che nessun declassamento per il «Maggiore» sarà posto in essere visto che nella bozza di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana era stato classificato come ospedale di base. Il ministro Lorenzin ha accolto i rilievi del parlamentare modicano Nino Minardo, che aveva evidenziato come il Maggiore serva un bacino di circa 120 mila persone ed è punto di riferimento per l’emergenza sbarchi essendo il più vicino al porto di Pozzallo. Nonostante la Sicilia sia una Regione a Statuto Autonomo anche in materia di sanità, è comunque il Ministro della salute ad avere l´ultima parola sul piano sanitario presentato, come spiega lo stesso Minardo, apportando quindi le modifiche necessarie in funzione delle esigenze di un territorio, che, in tal modo, avrà ben tre ospedali di primo livello, considerati anche quelli già citati di Vittoria Comiso e di Ragusa.

Il Polo Modica - Scicli (ospedali riuniti) avrà dunque lo status di ospedale di primo livello con tutti i reparti attualmente in funzione e sarà potenziato. Soddisfatto Nino Minardo che ha rilevato l’impegno mantenuto dal ministro e che la Lorenzin aveva assunto davanti ai sindaci del bacino del Maggiore. Anche il sindaco Ignazio Abbate ha salutato con soddisfazione la notizia proveniente da Roma e parla di «trionfo della giustizia»