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Giovedì 17 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:20 - Lettori online 319
MODICA - 24/01/2017
Attualità - Il presidente della Regione precisa: "Presenteremo fatti"

Crocetta a Modica e Scicli per nubifragio

Modica ha presentato un conto dei danni di 10 milioni di euro
Foto CorrierediRagusa.it

Il conto è pronto. I danni causati dal nubifragio di domenica (i dati dei pluviometri parlano di 120 millimetri nell’arco di 7 ore) ammontano a 12 milioni 150 mila euro. L’amministrazione con il supporto della protezione civile comunale e dei tecnici ha elencato i danni a strade e infrastrutture del territorio. Dall’elenco sono esclusi i danni subiti da privati ed aziende e per i quali è in corso la quantificazione.Alcuni interventi di somma urgenza sono già stati effettuati con i fondi del bilancio comunale. Nel dettaglio sono stati rimossi i detriti, fanghi, materiale alluvionale franato dalle sedi stradali per uno sviluppo di circa 20 km. Le ruspe hanno anche rimosso fanghi e materiale varie dai bassi di condomini e abitazione. Prioritario risulta l’intervento sulla condotta fognaria che porta le acque reflue al depuratore di contrada Fiumara. L’amministrazione ha segnalato nell’elenco delle somme da investire quelle da destinare alla via Nazionale, il cui cedimento provoca disagi e rallentamenti a tutta la viabilità comunale.Altri interventi urgenti riguardano la strada comunale Gigante – Piedigrotta, la Modica-Ragusa, la Modica-Noto, il terrapieno San Marco Mista–via Gerratana, la San Giuliano Sant’Elena, la Sant’Andrea Piedigrotta Ufra, lo sbocco dell’alveo coperto Torrente Modica Scicli a valle dell’abitato, il percorso pedonale all’interno del Parco archeologico di Cava d’Ispica ed annesso parcheggio, il percorso pedonale Conca Salto, la strada Calanchi.

A queste vanno aggiunti gli interventi strutturali che riguardano le opere di convogliamento delle acque bianche di via Gianforma e contrada Scardacucco–Piano Ceci, le opere di sistemazione idraulica del torrente Passo Gatta, l’adeguamento e la salvaguardia dell’impianto di depurazione. Il presidente della Regione Rosario Crocetta ha garantito un primo sostegno di tre milioni di euro grazie alla dichiarazione dello stato di calamità che dovrebbero essere deliberati dalla giunta di governo regionale. Tutto da vedere quanto e soprattutto quando queste ed altre somme saranno disponibili e spendibili su un territorio che porta profonde ferite.

LA LUNGA CONTA DEI DANNI
Depuratore della Fiumara, viabilità, agricoltura. Sono queste le tre emergenze sulle quali intervenire. Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta (nella foto con il sindaco Ignazio Abbate al suo arrivo in città nell´atrio di palazzo San Domenico), in visita a Modica e Scicli per un sopralluogo, ha voluto rendersi conto personalmente dello stato dei luoghi ed ascoltare i rapporti di tecnici e funzionari. A palazzo S. Domenico il presidente della Regione ha assicurato un intervento finanziario di 3 milioni di euro che la giunta regionale con procedura di somma urgenza destinerà a Modica grazie alla dichiarazione di calamità naturale. Nel frattempo si farà una valutazione complessiva di danni e risorse da garantire ai territori interessati dal nubifragio. Il presidente è stato chiaro e netto: "Non facciamo chiacchiere, procederemo con atti e risorse per venire incontro alle emergenze creatasi". Dopo il summit avuto con il sindaco Ignazio Abbate, gli assessori e i funzionari locali, provinciali e regionali della Protezione civile, tra cui il responsabile Foti, sono state individuate le priorità. Il presidente ha anche fatto una prima lista della spesa; due milioni servono per la viabilità, 700 mila circa per scuole e immobili comunali. Il resto per le campagne. A parte la spesa per il depuratore della Fiumara che è in cima ai pensieri del presidente. Buona parte delle acque reflue non arrivano al momento al depuratore perché la rete fognaria è andata in tilt, intasata in vari punti ed in alcuni tratti inesistente. I tecnici sono al lavoro per individuare ostacoli e tappi.

I macchinari dell’impianto della Fiumara funzionano ma non sono alimentati dalle acque reflue che confluiscono insieme alla grande massa di acque bianche nel torrente Modica-Scicli. C’è dunque un pericolo inquinamento da non sottovalutare sia per Modica ma soprattutto per Scicli se l’impianto, ma soprattutto la rete fognaria non dovesse essere ripristinata in tempi celeri. Emergenza nell’emergenza è tutto il sistema di accesso all’impianto perché le strade sono state spazzate via e anche buona parte degli argini che costeggiano il torrente.

La viabilità è altro punto critico nel territorio perché soprattutto nelle campagne le strade secondarie sono inesistenti. Contrada Rassabia e il frigintinese sono le zone più colpite e solo l’opera costante e ininterrotta di mezzi meccanici, pale e trattori, ha intanto liberato case, aziende agricole e masserie. In città è delicatissima la viabilità interna. Un tratto della via Nazionale ha ceduto e si circola solo a senso unico. Bisognerà intervenire con un progetto importante per sostenere la carreggiata e non sarà facile vista l’orografia. La città rischia di patire alungo disagi sotto tutti i punti di vista per i collegamenti. Anche in via Modica Sorda viabilità precaria anche se si circola, via Trani ancora chiusa al traffico.

L’agricoltura è il terzo comparto che soffre di più perché le aziende sono state invase dalla grande quantità d’acqua, i muri a secco che fungono da contenimento hanno ceduto in più punti e le frane di colline e muri sono tutte da verificare ancora.

MODICA PRESENTA UN CONTO DEI DANNI DI 10 MILIONI
Il conto che Modica ha presentato al presidente della Regione Rosario Crocetta è di circa 10 milioni di euro. Servono per ripristinare condizioni di vivibilità e soprattutto sicurezza nel territorio comunale ma soprattutto nelle campagne che da sempre sono la peculiarità del territorio ibleo. Il presidente della Regione ha chiesto relazioni tecniche ma soprattutto progetti esecutivi perché la Regione, intensa come Assemblea regionale, possa intervenire e attingere ai 120 milioni che sono disponibili le situazioni di emergenza da Sciacca, a Ribera, al messinese, al catanese per finire negli Iblei. La Sicilia ha fragilità diffuse, il rischio idrogeologico è sempre dietro l’angolo. Dice Rosario Crocetta. «In Sicilia abbiamo un fondo di un miliardo per il dissesto idrogeologico ma è difficile spendere perché bisogna seguire procedure farraginose. Servono dunque strumenti più agili e semplici che garantiscano velocità. La Protezione civile è ingabbiata da questo sistema ed io ho chiesto anche a livello nazionale che ci mettano in grado di semplificare il sistema delle gare. Grazie al Patto per la Sicilia firmato con il Governo Renzi abbiamo già avviato 20 interventi nelle zone già colpite da alluvioni e frane. Nelle prossime settimane sono in cantiere altri 50 interventi in varie zone della Sicilia. Devo dire che abbiamo trovato sempre amministrazioni pronte, sollecite, ben organizzate, che si sono mosse bene e ci hanno aiutato. La Regione c’è e farà la sua parte al meglio»

LA DEVASTAZIONE DELLA NATURA A MODICA
"L’ondata violenta di maltempo che ha colpito il territorio nella notte tra il 22 e il 23 gennaio ha messo in ginocchio Modica. Devastazione ovunque, danni per milioni di euro, famiglie sfollate, interi quartieri senza luce. Uno scenario impensabile che si è concretizzato in poche ore. «Modica saprà reagire, si rialzerà e tornerà più forte di prima". E’ il commento del Sindaco Ignazio Abbate che dal tardo pomeriggio di domenica ha seguito in prima persona l’evolversi della situazione passando la notte insieme agli uomini della Protezione Civile, della Polizia Municipale, dei Vigili del Fuoco e i volontari che hanno perlustrato tutto il territorio facendo registrare numerosi interventi nelle zone più colpite. «In un primo momento dal comando regionale della Protezione Civile ci avevano segnalato un miglioramento all’orizzonte, declassando l’allerta da arancione a gialla. Nonostante ciò abbiamo continuato a pattugliare incessantemente disponendo la chiusura delle scuole. Questa mattina, già alle prime luci dell’alba, abbiamo cominciato a ripulire le arterie principali dai massi e dai detriti portati da veri e propri fiumi in piena. Le situazioni più critiche sono state quelle registrate in via Fontana e in via Tirella, in corrispondenza con gli alvei dei torrenti. Decine di auto accartocciate, l’una sopra l’altra. Scantinati allagati, la via Tirella letteralmente spaccata in due per il cedimento del manto stradale.

E’ solo un miracolo che non abbiamo registrato vittime ma solo danni (seppur ingenti) a cose. Dal 1902 è l’evento calamitoso più grave nella storia di Modica. Ma sono convinto che come allora, anche oggi i modicani si sapranno rialzare. La Giunta - prosegue il sindaco - ha deliberato la richiesta di calamità naturale inviandola a Palermo. Abbiamo predisposto un apposito modulo da stampare dal sito istituzionale del Comune e compilare, consegnandolo presso l’ufficio comunale della Protezione Civile a Palazzo Azasi, dove allegare foto e descrizione dei danni subìti per ottenere il rimborso da parte della Regione.

Preciso che le scuole ritorneranno ad aprire i propri cancelli. Solo la scuola dell’infanzia di Treppiedi Nord, che a causa di infiltrazioni alla caldaia è rimasta senza riscaldamenti, resterà chiusa fino al 25 gennaio con riapertura giovedi 26. Stessa sorte per le palestre di Piano Gesù e De Amicis a Modica Alta, che hanno bisogno di un profondo intervento di pulizia. Gli istituti invece rimarranno regolarmente aperti.

Ci tengo particolarmente a ringraziare chi è stato con me questa notte. E mi riferisco agli uomini della Protezione Civile, della Polizia Municipale, dei Vigili del Fuoco, agli uffici comunali coinvolti, ai tantissimi cittadini che si sono offerti volontari per dare il proprio contributo. Alle aziende private che hanno messo a disposizione i loro mezzi ed i loro uomini. All’Assessore Lorefice e al responsabile della Protezione Civile di Modica, Enzo Terranova, che insieme al coordinatore dei volontari della Protezione Civile, Alessandro Cicciarella, hanno giostrato i soccorsi. Insomma - conclude il sindaco - la risposta di Modica c’è già stata e non si fermerà qua».

DANNI INGENTI IN TUTTI I COMPARTI
I danni sono ingenti in tutti i comparti, dal turismo ai trasporti, dall’agricoltura alle infrastrutture e servirà un intervento massiccio che con varie interrogazioni ed interventi da parte di parlamentari, comuni, istituzioni sono rivolti sia allo Stato sia alla Regione. Molto difficile la situazione nella parte bassa dell’ispicese dove i canali non hanno retto l’impatto della pioggia. Il canale circondariale del consorzio di bonifica è tracimato perchè si è formato un tappo di canne di circa 30 metri nei pressi del ponte di Contrada Cozzo Muni che ha aggravato la situazione da tempo precaria. Allagate alcune abitazioni con molti residenti impauriti e costretti a dormire in macchina. Diversi animali moribondi (foto) a causa dell´alluvione dei campi.

I DANNI A SCICLI
La massa d’acqua riversatasi dalle colline è stata impressionante. Momenti critici lungo il torrente di S. Maria la Nova e al ponte del Carmine dove confluisce anche il Moticano. La furia dell’acqua ha divelto numerose basole di calcare duro che costituiscono la base del torrente. Lungo l’alveo sono stati invasi alcuni garage e macchine roulette parcheggiate sono state trasportate e danneggiate. Grave la situazione anche nella zona dell’ospedale Busacca e in via Ospedale a causa del fiume d’acqua che è sceso dalla collina e che ha accelerato a causa della quantità ma anche della pendenza. Nei pressi del passaggio a livello l’acqua ha raggiunto il massimo dell’impatto con danni alle macchine che erano parcheggiate lungo la strada. A S. Maria La Nova, invece, una stalla a fondo valle è stata spazzata via e gli animali, tra cui tre cavalli, sono andati prima dispersi e poi ritrovati. Anche le borgate sono state interessate dal nubifragio. A Sampieri, Cava d’Aliga e Donnalucata danni soprattutto alle strade con rimozione dell’asfalto ma sono stati gli impianti sericoli quelli più colpiti perché in molti casi le coperture sono state rimosse da vento e pioggia e all’interno delle serre si sono creati veri e propri pantani. Molto difficile la situazione nella parte bassa dell’ispicese dove i canali non hanno retto l’impatto della pioggia. Il canale circondariale del consorzio di bonifica è tracimato perchè si è formato un tappo di canne di circa 30 metri nei pressi del ponte di Contrada Cozzo Muni che ha aggravato la situazione da tempo precaria. Allagate alcune abitazioni con molti residenti impauriti e costretti a dormire in macchina. Il sindaco Enzo Giannone si è recato di persona sui luoghi per rendersi conto della situazione di persona.