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Domenica 20 Maggio 2018 - Aggiornato alle 16:31
MODICA - 20/11/2013
Attualità - Dopo la mostra a Modica dell’artista coinvolta nel sequestro Moro alla fine degli anni 70

Polemica tra Barone e Faranda a Modica

Acceso dibattito anche su Facebook su una questione che divide l’opinione pubblica Foto Corrierediragusa.it

«Gli storici dovrebbero interrogarsi davvero sugli anni 70, sul perché i giovani scelsero un conflitto radicale con lo Stato, non sul perché noi esistiamo. Sono una cittadina libera oggi, ho scontato interamente la mia pena e non mi sono mai sottratta alle mie responsabilità, né tantomeno alla giustizia». Questa la replica dell’artista Adriana Faranda, ex brigatista, all’opinione dello storico Uccio Barone, preside della facoltà di Scienze Politiche di Catania, che si è scagliato contro la Faranda (nota per essere stata una delle protagoniste del sequestro Moro culminato nel suo assassinio alla fine degli anni 70) in occasione di una mostra tenutasi la scorsa settimana in una nota libreria del centro storico. «Perché mi devono dare l’ergastolo proprio gli storici? Mi sono a suo tempo assunta tutte le mie responsabilità, pagando le mie colpe e soprattutto scontando la mia pena nei confronti della giustizia – aggiunge la Faranda – eppure ancora oggi mi tocca sentire polemiche sul mio passato. Cosa dovrei fare – chiude la Faranda – espatriare dall’Italia»?

«Curve di transizione», questo il titolo della mostra dell’artista, è una galleria di immagini digitali, ideate e realizzate dalla stessa Faranda, attraverso la rielaborazione creativa di ritratti fotografici di Gerald Bruneau. Parecchi i curiosi e gli appassionati che si sono recati alla mostra, ascoltando con interesse le parole dell’autrice. Ma c´è chi non ha apprezzato, come il professore Uccio Barone: «Sarà un’artista oggi affermata, si sarà pure dissociata e «pentita», ma per me rimane la «postina» delle Brigate Rosse durante i drammatici 55 giorni del sequestro e dell’assassinio di Moro. Vederla a Modica, sentirla parlare di poesia e arte, circondata da curiosi e da qualche ammiratore, mi lascia un vuoto profondo nel cuore e da storico mi procura un senso di impotente frustrazione».

«E’ stata una mostra interessante ed originale – dicono i titolari della libreria che ha ospitato l´evento – al di là del passato della sua autrice. Restiamo basiti da questa presa di posizione, che riteniamo quantomeno fuori luogo, e rifiutiamo quindi questo buonismo, questa sorta di «politically correct» a tutti i costi che sfocia quasi nel ridicolo. Non entriamo nel merito del passato di una persona – concludono – ma ne apprezziamo le attuali qualità artistiche che abbiamo voluto esaltare con questa mostra, che, a giudicare dal successo di critica e di pubblico, ha colto nel segno». Intanto anche su Facebook dilaga il dibattito, con lo storico Barone che ha ricevuto numerosi attestati di solidarietà e di sostegno al suo pensiero sulla questione, che non ha mancato di dividere l´opinione pubblica.

Nel fotomontaggio in alto Adriana Faranda e Uccio Barone