Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 23 Luglio 2018 - Aggiornato alle 23:47
MODICA - 10/09/2012
Attualità - Sette consiglieri comunali del centro destra chiedono spiegazioni al sindaco

Ruspe al "Caitina", la convenzione non piace a tutti

La gestione del polisportivo era ormai un onere insostenibile per le casse comunali e l’amministrazione ha pensato bene di disfarsene, come dovrebbe fare per tante altre proprietà, vedi i tanti palazzi o l’ex asilo della Raccomandata, che non riesce a mantenere lasciandoli nel completo abbandono o peggio nel pericolo che crollino
Foto CorrierediRagusa.it

Le ruspe sono già attive sul rettangolo di gioco del polisportivo della Caitina (nella foto). Da una settimana ormai i lavori fervono e Piero Cundari, presidente del Modica Calcio, e firmatario, insieme al sindaco, della convenzione con la quale si affida al Modica Calcio la struttura per un periodo di venti anni è fiducioso che entro una decina di giorni il campo di gioco cambi volto. Non ci sarà più l’erba ma un fondo in terra battuta; si tratta di una soluzione temporanea per questa stagione sportiva in attesa che dal prossimo anno il «Caitina» riassuma una veste più confacente.

«Vogliamo dare alla città – dice il presidente Cundari – una struttura funzionale ed accogliente che possa servire a far calcio in modo dignitoso e per tutte le altre attività». La firma della convenzione tra l’amministrazione comunale ed il Modica Calcio ha suscitato tuttavia una serie di polemiche. Paolo Nigro ha sollevato i suoi dubbi chiedendo subito l revoca dell’atto in autotutela, altri sette consiglieri comunali non hanno condiviso la scelta del sindaco. Nino Gerratana, Luigi Carpenzano, Bartolo Azzaro, Giorgio Stracquadanio, Maurizio Di Mauro, Salvatore Cannata e Piero Covato rilevano infatti "gravissime violazioni di legge e di trasparenza sulla convenzione, hanno chiesto l’immediata revoca dell´atto, e la trasmissione degli atti alle autorità competenti».

Dicono i sette consiglieri di centro destra: «Il bando di gara è stato pubblicato per soli sei giorni a cavallo della festa del patrono San Pietro, di cui 3 festivi, in silenzio e senza alcuna pubblicità, quasi a volerlo tenere nascosto e ad evitare che altri potessero aderire al bando, violando ogni principio di trasparenza e concorrenza. Oltre alle modalità, è anche il contenuto e la tempistica dell´atto a far ingenerare pesanti dubbi ed oscure ombre sulla decisione dell´Amministrazione, atteso che il pubblico avviso per la gestione è stato solo pubblicato all´albo comunale e su internet, senza che ne sia stata portata a conoscenza la città anche con un misero manifesto o comunicato stampa se ciò non bastasse sono i tempi di pubblicazione a dare la certezza che il misfatto è stato consumato, visto che il pseudo bando è stato pubblicato solo per 6 giorni, di cui tre festivi ed a cavallo della festa patronale di San Pietro, tra il 27 giugno e il 2 luglio data di scadenza. I sette consiglieri comunali sferrano anche un attacco a Piero Cundari adombrando un interesse dell’amministrazione a riconoscere il ruolo del presidente che «giunto da Lentini e senza alcun interesse in città ha deciso di salvare il Modica calcio dopo l´incapacità dell´Amministrazione a creare una cordata di imprenditori modicani».

La convenzione diventa dunque un caso politico nel momento in cui per la mancata omologazione del «Vincenzo Barone» e l’impossibilità di giocare sul terreno del «Caitina» il polisportivo è stato sottoposto ad un vero e proprio maquillage. Si tratta dell’impianto in cui sono stati spesi soldi pubblici senza alcun costrutto nel corso degli anni, progettato male e negli anni gestito ancora peggio. Basti pensare alla copertura della tribuna B divelta dal vento e mai sostituita e la costruzione di una curva mai utilizzata e costata 100 mila euro solo per accontentare le richieste degli ultras.

La gestione del «Caitina» era ormai un onere insostenibile per le casse comunali e l’amministrazione ha pensato bene di disfarsene, come dovrebbe fare per tante altre proprietà, vedi i tanti palazzi o l’ex asilo della Raccomandata, che non riesce a mantenere lasciandoli nel completo abbandono o peggio nel pericolo che crollino. Ben vengano dunque gli affidamenti ai privati e quello della «Caitina» sia il primo passo verso la dismissione di un patrimonio troppo vasto ed oneroso per le casse comunali.