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Sabato 26 Maggio 2018 - Aggiornato alle 2:04
MODICA - 07/09/2012
Attualità - Presa di posizione di Paolo Nigro, che chiede la trattazione in consiglio dell’argomento

Convenzione "Caitina": per Territorio è tutta da rifare

Non convincono le modalità di affidamento della struttura sportiva ad un privato che potrà utilizzare un ben pubblico per fini commerciali sfruttando gli spazi pubblicitari ed organizzando spettacoli Foto Corrierediragusa.it

Una convenzione tutta da rivedere, anzi da revocare. Paolo Nigro (foto) ha chiesto al sindaco di fare un passo indietro rispetto all’affidamento ventennale del Polisportivo della Caitina al Modica Calcio. La delibera di giunta viene contestata dal capogruppo di Territorio che ha chiesto anche che l’argomento venga discusso in consiglio perché si tratta di un atto di competenza del massimo consesso cittadino.

Il Modica Calcio rischia di trovarsi impelagato in una vicenda di risvolti politici proprio all’inizio del suo campionato e soprattutto con i lavori di rifacimento del terreno di gioco già avviati per iniziativa del presidente Piero Cundari, che non ha perso tempo dopo la firma della convenzione.

Per Territorio non convincono le modalità di affidamento della struttura sportiva ad un privato che potrà utilizzare un ben pubblico per fini commerciali sfruttando gli spazi pubblicitari, organizzando spettacoli, autorizzando caffè e rivendite all’interno del polisportivo. Inoltre Territorio denuncia che la selezione del privato tramite avviso pubblico ha avuto tempi troppo ristretti, appena una settimana, perché qualcuno potesse essere interessato o comunque avanzare una proposta.

Dice Paolo Nigro: «Ci sono diversi dubbi e vizi nella procedura seguita, riteniamo che sia necessario fare chiarezza su questo affidamento diretto effettuato dalla Giunta Buscema e nelle more che l’argomento venga discusso in consiglio, atteso che trattasi di un atto adottato da un organo incompetente (la Giunta Comunale) sottratto alla competenza esclusiva del Consiglio Comunale invitiamo il Sindaco e la Giunta, il Dirigente competente ed il Segretario Generale, ciascuno per le rispettive funzioni e competenze, a valutare l’opportunità di annullare in autotutela il contratto di comodato. Se la nostra proposta non dovesse essere presa in considerazione, non escludiamo l’eventualità di informare le competenti autorità amministrative e giudiziali».