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Domenica 24 Giugno 2018 - Aggiornato alle 10:34
MODICA - 06/07/2012
Attualità - Fine di un’era. Quella che seguirà sarà davvero migliore?

Se Ragusa scompare come provincia, che futuro sarà per il territorio ibleo?

Il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi ha confermato: "Soppressione o all’accorpamento delle province esistenti entro la fine dell’anno. Se gli enti non rispetteranno le scadenze e non decideranno autonomamente interverrà per legge lo Stato. Questo processo porterà a circa 50 province in tutto" Foto Corrierediragusa.it

Cosa resterà di quella che per 60 anni è stata conosciuta come provincia di Ragusa? E’ caduto già il tribunale di Modica, la sorte della provincia è praticamente segnata ed entro l’anno il progetto si concretizzerà.

Il governo Monti ha confermato che sopprimerà 50 provincie procedendo ad accorpamenti ed in Sicilia saranno almeno tre le provincie a saltare: Ragusa, Caltanissetta e Trapani. Saranno accorpate rispettivamente a Siracusa, Enna ed Agrigento.

Chiaro il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi: «Per quanto riguarda le province si delinea un processo che porterà alla soppressione, o all´accorpamento delle province esistenti entro la fine dell´anno. Se gli enti non rispetteranno le scadenze e non decideranno autonomamente interverrà per legge lo Stato. Questo processo porterà a circa 50 province in tutto. Alle nuove province spetterà solo più la gestione della pianificazione territoriale e la viabilità ed i trasporti – ha aggiunto Patroni Griffi - saranno poi istituite le aree metropolitane, che gestiranno i servizi in rete delle grandi città e dei comuni limitrofi. Saranno poi riorganizzate le prefetture e tutti gli uffici decentrati non nei capoluoghi".

Ragusa diventerà un territorio più povero in termini di presenza dello Stato e di istituzioni perché la scomparsa della provincia, come ha spiegato il ministro, vorrà dire anche niente prefettura, questura, e tutte le varie ramificazioni periferiche dello Stato. Un modello di sviluppo che cambia, una riorganizzazione con cui bisognerà fare i conti e soprattutto prepararsi. «Piccolo è bello», diceva uno slogan qualche anno fa ma oggi chi è piccolo paga dazio e scompare.

Nella foto di Francesco e Stefano Blancato, Archivio Nonsolografica Ragusa, una panoramica della città