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Lunedì 21 Maggio 2018 - Aggiornato alle 14:40
MODICA - 20/05/2012
Attualità - Nessuno riesce a mettere fine agli attacchi al territorio

Alveo S. Liberale e impatto ambientale, esposto alla magistratura

Collezione ricca in città: collina del’Idria, edificio via Quasimodo, torrente Pozzo dei Pruni
Foto CorrierediRagusa.it

La collezione si arricchisce. C’è qualcosa che non va nei meccanismi decisionali di palazzo S. Domenico, di Sovrintendenza e Genio Civile ed in genere di tutti quegli enti che sono preposti alla tutela del territorio. La città è ancora una volta costretta a prendere atto di una concessione che dal punto di vista tecnico – burocratico sarà ineccepibile ma che è una autentica sfida al buon senso.

Si tratta della costruzione autorizzata sull’alveo del Torrente S. Liberale all’altezza di via Trani al quartiere S. Cuore (nella foto). Qui insistono palazzine e case che danno sulla strada ai margini di un terrapieno che affaccia poi sulla vallata sulla quale scorre il torrente che finisce la sua corsa in piazza Rizzone.

Su un appezzamento di terreno a valle un’impresa ha ottenuto dopo anni ed un contenzioso andato avanti a passo di lumaca la concessione edilizia. Il palazzo sorgerà a ridosso del terrapieno e sull’alveo del torrente. Lo sbancamento è stato avviato da giorni ed ieri gli operai erano alle prese con il convogliamento delle acque reflue. La preoccupazione dei residenti nella zona è palpabile e molti di essi seguono da vicino ed anche di presenza l’evolversi della situazione. Dopo appelli ed incontri con gli amministratori i residenti si sono affidati ad un legale per presentare un esposto alla magistratura; il legale ha acquisito tutta la documentazione tecnica presso gli uffici comunali comprendente tra l’altro la richiesta all’Ispettorato Forestale per verificare l’impatto dell’edificio sul costone ed presentato l’esposto alla Procura.

Dice un residente: «Siamo molto preoccupati perché in questo canale confluiscono molte delle acque bianche del quartiere S. Cuore; inoltre i tubi della fognatura del quartiere sono convogliati anche qui. Ci chiediamo come è possibile che possa essere stato autorizzato un edificio che rischia di mettere in pericolo quelli circostanti per l’intasamento che già oggi si viene a creare ogni volta che piove».

L’edificio sull’alveo del Torrente S. Liberale fa il paio con l’insediamento abitativo previsto sul torrente Pozzo dei Pruni al quartiere Fontana, che è anche esso al centro dell’attenzione per il dissesto idrogeologico che può causare. Alla collezione di palazzo S. Domenico non bisogna dimenticare di aggiungere il palazzo autorizzato in via Quasimodo sempre sull’alveo del Pozzo dei Pruni ed attualmente bloccato in attesa di un accordo con l’impresa interessata. E visto che la collezione è ben ricca non si può non citare lo scempio della collina dell’Idria dove è stata autorizzata una costruzione dal notevole impatto proprio al centro della collina sotto forma di ampliamento della struttura esistente.

Come ha più volte rilevato il sindaco Antonello Buscema, perché chiamato in causa da residenti e pubblica opinione, gli uffici tecnici e la stessa amministrazione non possono non autorizzare le richieste delle varie imprese costruttrici purchè conformi con quel che resta del Piano regolatore perché ricadenti in aree dove è possibile edificare.

Dal punto di vista formale dunque nulla da eccepire ma è proprio qui che la politica e la buona amministrazione dovrebbero intervenire con tutti gli strumenti a loro disposizione anche rischiando in proprio. Si assiste invece al violentamento del territorio in tutti gli spazi possibili alla faccia della sicurezza, della tutela ed anche del buon senso trincerandosi dietro bolli, firme e pareri ma mai andando al vero cuore del problema.

Insomma, a palazzo San Domenico pare sia sconosciuto un vecchio adagio: sbagliare è umano, perseverare è diabolico.