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Martedì 22 Maggio 2018 - Aggiornato alle 23:06
MODICA - 11/10/2011
Attualità - Il punto di vista dei lettori: incoerenza o inconsapevolezza?

Faccia di... tolla. Minardo riappare beato tra le farfalle!

Se fosse ancora in vita il grande Totò, alla luce di tutto ciò non avrebbe esitato ad esclamare "...Ma mi faccia il piacere"!!!
Foto CorrierediRagusa.it

La nostra redazione è stata sommersa da decine di commenti (pubblicati nell´apposita sezione) e da altrettante e-mail di scandalizzati lettori, sorpresi di ritrovarsi Riccardo Minardo presenziare ad eventi pubblici (vedi la Casa delle Farfalle) come se niente fosse, dopo aver ripreso il suo ruolo all´Ars e alla commissione. Cinque mesi ai domiciliari e un processo per truffa allo Stato in corso non cambiano le vecchie abitudini, che, come recita un vecchio adagio, sono dure a morire. Abbiamo quindi scelto la emblematica e-mail di un attento lettore (non solo del Corriere di Ragusa .it, ma della situazione modicana in generale) che abbiamo deciso di pubblicare in maniera integrale, perchè riassume e spiega le motivazioni dello sdegno di chi, guardandosi bene dal condannare chi è innocente fino a prova contraria, non puù però trattenersi dall´esternare alcune considerazioni, in larga parte condivisibili. Buona lettura.

Vabbè che la legalità oggi è un valore malleabile, piegabile rispetto agli interessi del momento ed all’opportunità delle scelte, ma, forse, un confine andrebbe anche tracciato. A Modica prima che altrove, viste le scene cui abbiamo assistito in questi giorni. Dapprima un deputato regionale, Riccardo Minardo, che torna in libertà ed in esercizio come niente fosse, non dopo una vacanza, ma dopo 5 mesi di detenzione che seppure detenzione scontata comodamente in villa, sempre detenzione è, al punto da vedersi sospeso dal suo ruolo istituzionale, ed oggi, per la prima volta nella storia del tribunale di Modica, sottoposto a giudizio immediato vista la gravità delle accuse.

Meno male che, come si sa, San Padre Pio e la Bibbia hanno non solo una funzione salvifica, ma persino una assolutoria e dunque, sotto tali insegne ci si può tranquillamente riciclare come se nulla fosse accaduto. Lo sa bene Riccardo Minardo che, unto dal Signore, durante la detenzione, ha proclamato appena libero, «urbi et orbi», «Sono un uomo nuovo, ho imparato la Bibbia a memoria, mi è apparso Padre Pio , i cittadini mi invocano ed hanno bisogno di me, la città senza la mia presenza è perduta..»ergo «..torno a fare politica attiva senza alcuna vergona..»

Ed anche senza pudore, visto che non si è solo accontentato di riprendere il suo posto lautamente pagato all’Ars, ma ha ripreso a campeggiare indisturbato sui media, alcuni dei quali sono animati dal sacro fuoco della legalità solo fino a quando non c’è da applicare le regole agli «unti dal Signore»; allora, anche in quel caso l’opportunità, come per miracolo ed incanto, cede il posto alla fede.

Se c’è però un’immagine che più di ogni altra rende l’idea della ambiguità e dei tempi che viviamo oggi a Modica è quella impressa nelle foto della recente inaugurazione della Casa delle Farfalle a palazzo San Domenico. In quelle foto, infatti, sempre come se niente fosse, il buon Minardo troneggiava al fianco del prefetto e delle autorità civili e militari, le stesse che lo avevano svegliato in un’assolata mattina di fine aprile per notificargli un’ordinanza d’arresto.

Ma a rappresentare la bandiera del fariseismo cattocomunista ha pensato con risultati assolutamente apprezzabili il Sindaco Buscema il quale, guardando il suo alleato negli occhi, con tanto di amorevole sorriso, ha tagliato il nastro augurale in piena sintonia con il redivivo onorevole. Per un attimo è sorto un dubbio: si trattava dello stesso Buscema che da tempo si erge a moralizzatore?

Si trattava dello stesso Buscema che, preso dalla sua ansia riformatrice, arriva persino a bacchettare come inopportuni i dipendenti comunali senza stipendio da mesi? Si trattava dello stesso Buscema che, insieme ai suoi sodali è sempre pronto ad additare il male, distinguendolo dal bene che, caso vuole, coincide sempre con le sue scelte? Si trattava di quel Buscema leader del Pd, partito che in questi anni ha fatto della questione pseudo morale il suo cavallo di battaglia? Si trattava dello stesso Buscema componente degli organismi regionali di quel Pd disposto a scandalizzarsi e ad invocare il referendum per rompere l’alleanza con l’inquisito Lombardo e giustificare, invece, quella con l’arrestato Minardo?

Ma, si sa la coerenza non è una virtù di questo mondo per nessuno, neanche per il Pd e neanche per Buscema. Molto più comodo di giorno puntare il dito ed accusare per giustificare le proprie mancanze, e di sera sedersi attorno ad un tavolo ripudiando, nei fatti, tutti i principi per i quali si è annunciato di combattere. Questa si che è vita, questa si che è coerenza! Se fosse ancora in vita il grande Totò, alla luce di tutto ciò non avrebbe esitato ad esclamare "...Ma mi faccia il piacere"!!!

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