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Sabato 26 Maggio 2018 - Aggiornato alle 16:24
MODICA - 02/10/2011
Attualità - Invocazioni a Padre Pio e Bibbia a memoria, Riccardo riprende da dove aveva lasciato

Minardo "uomo di fede" sotto processo all´Ars. Amen!

Fede cieca: "Dio mi protegge e non ho nulla da temere"
Foto CorrierediRagusa.it

Come già annunciato Riccardo Minardo (nella foto con Lombardo) ha fatto ingresso nell’aula del Palazzo dei Normanni. Alle 16.24 di martedì il presidente dell’Ars lo ha infatti reintegrato nel suo posto di parlamentare del gruppo Mpa. Riccardo Minardo era stato sospeso infatti il 26 aprile scorso per effetto del provvedimento di custodia cautelare emesso dalla procura della Repubblica di Modica. Per cinque mesi esatti Minardo è stato sospeso e sostituito da Giuseppe Sulsenti, sindaco di Pozzallo, che da ieri è ritornato a tempo pieno alla guida del comune marinaro.

Riccardo Minardo riprende in automatico anche il suo posto di presidente della prima commissione all’Ars e ritorna a fare politica a tempo pieno in attesa che il processo a suo carico, di cui si sono celebrate già le prime due udienze, faccia chiarezza sulla vicenda che vede coinvolto il parlamentare insieme alla moglie ed ad altri tre imputati nell’ambito del processo Copai.

Chi lo ha visto ed incontrato parla di un uomo che non ha tradito il minimo dubbio su una ricomposizione positiva della sua vicenda giudiziaria. Riccardo Minardo si è stretto attorno alla sua fede, ha invocato Padre Pio e la grazia divina ma non ha manifestato incertezze e dubbi sul fatto che lui c’è e ci sarà per guidare il partito sia a Modica sia in provincia perché fa parte della sua missione.

Qualcuno in sede di riunione si sarebbe forse aspettato un minimo passo indietro ma Riccardo Minardo ha invece rotto ogni indugio ed è rientrato a tutto tondo in politica lasciando alle aule del tribunale la sua vicenda personale e familiare. Dice il parlamentare : «Gli amici mi sono stati vicini e sono solidali. Da parte mia c’è voglia di lavorare e colgo tanta solidarietà attorno alla mia persona. La gente me lo dice e lo hanno manifestato anche i compagni di partito».

Cosa c’è da dire dopo cinque mesi ai domiciliari?

«Durante la mia permanenza a casa ho letto la Bibbia ed ho letto in un salmo «L’uomo saggio tace al tempo giusto». Io mi ispiro a questa massima ma voglio dire a tutti che sono a posto con la mia coscienza e che ho massima fiducia nella magistratura. In questi momenti mi hanno aiutato la preghiera e la fede. Ho letto anche tanto e fatto molte passeggiate all’interno della mia villa».

Come trovo la ritrovata libertà?

«Assolutamente normale; vado in campagna, ho incontrato gente, ho ripreso la mia routine in segreteria. Martedì o mercoledì al massimo sarò a Palermo per riprendere l’attività parlamentare visto che il ruolo si riacquisisce dal momento in cui è pubblicata la sentenza».

Cosa dirà al presidente Raffaele Lombardo?

«Abbiamo mantenuto uno splendido rapporto. Mi ha telefonato non appena ha saputo della mia remissione in libertà. Ha continuato a telefonarmi per sapere di me, delle mie condizioni,incitandomi a riprendere».

Cosa c’è da fare subito in politica?

«Riprendere in mano il partito, hanno bisogno di un leader, di un punto di riferimento che è mancato in questi mesi. Ho trovato un gruppo motivato e caricato quanto me, voglioso di rimettersi al lavoro. Abbiamo già affrontato alcune questioni amministrative.

Cosa ha detto ai suoi amici?

«Dio mi protegge e non ho nulla da temere. Ho invocato la benedizione di padre Pio, ho in me la rinnovata convinzione di essere al servizio della gente. Non porto rancore a nessuno e spero che a breve si possa chiudere questa vicenda sulla quale dal punto di vista giudiziario non intendo pronunziarmi».