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Mercoledì 23 Agosto 2017 - Aggiornato alle 11:59 - Lettori online 838
MODICA - 22/09/2007
Attualità - Modica - Se ne è discusso a Frigintini in un convegno regionale

Salute mentale: troppi casi
sommersi in provincia

"Le parole ritrovate" approda per la prima volta nel Ragusano Foto Corrierediragusa.it

«C’è un numero impressionante di casi sommersi in provincia. Sono i pregiudizi familiari le prime barriere da infrangere: è questo lo scopo di questo convegno regionale». E’ Mario Bonanno (nella foto da dx con la ex paziente Maria Teresa Asta), coordinatore dell’associazione «Difendimi», a fornire un conciso quadro della situazione non troppo rosea della salute mentale, o meglio, del modo d’intenderla.

Di questo si è discusso ieri nel centro sociale di Frigintini, nell’ambito de «Le parole ritrovate», un appuntamento che, per la prima volta, tocca la nostra provincia, fungendo da prologo all’ottavo convegno nazionale che si svolgerà dall’undici al tredici ottobre prossimi a Trento. Un appuntamento, quello di ieri, che ha travalicato i soliti formalismi che caratterizzano eventi del genere.

Si aveva l’impressione d’essere in famiglia. E proprio i nuclei familiari hanno portato le loro testimonianze, a tratti toccanti, di vita vissuta. Grazie alla poesia, Maria Teresa Asta è venuta fuori dal tunnel in cui si era involontariamente cacciata. La mostra fotografica dell’utente psichica Maria Balteo ha arricchito il convegno.

«Spesso ? dichiara Bonanno ? l’arte funge da faro per queste persone che soffrono di problemi mentali. Ma attenzione ? ammonisce Bonanno ? i matti non sono solo quelli stereotipati che ci propinano i media. Tutti siamo potenzialmente fuori di testa. A volte neanche ce ne rendiamo conto». O si preferisce ignorare il problema per evitare i commenti altrui. Questo fanno alcune famiglie, «nascondendo» quello che vivono come un profondo dramma.

«Niente di più errato ? ha detto alla platea Renzo De Stefani, coordinatore nazionale del progetto dal quale ha preso le mosse il convegno ? perché bisogna parlarne e confrontarsi. Solo con il dialogo quello che appare come un macigno può ridursi ad un sassolino». Dello stesso avviso il responsabile distrettuale di sanità mentale Franco Vanella. All’iniziativa ha collaborato anche il centro terapeutico «Cafeo».