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Martedì 19 Giugno 2018 - Aggiornato alle 19:08
ISPICA - 15/05/2012
Attualità - Il primo cittadino Piero Rustico dice no alla stangata

Il sindaco di Ispica non aumenterà aliquota Imu

Disposta l’affissione di un manifesto sui muri della città dove esprime tutto il suo disappunto e scrivendo una lettera ai cittadini

Il sindaco Piero Rustico dice no all’Imu e agli aumenti che essa comporterà. Dalle parole passa ai fatti, disponendo l’affissione di un manifesto sui muri della città dove esprime tutto il suo disappunto e scrivendo una lettera ai cittadini, informandoli che «non aumenterà di un solo centesimo le percentuali minime stabilite dal Governo», guidato dal presidente del Consiglio, Mario Monti. E abbatte le scure, affermando: «Questa Imu non è dei Comuni». La frase rappresenta l’incipit del manifesto, condividendo la campagna d’informazione e di sensibilizzazione sull’Imu promossa dall’Anci.

«I miei concittadini – spiega il sindaco Rustico – è giusto sappiano che l’Imu non è una tassa comunale, ma è una nuova tassa dello Stato per la quale i sindaci non possono certo sottrarsi dal determinarne l’aliquota. Per quanto mi riguarda – annuncia – ho deciso di non aumentare di un solo centesimo le percentuali minime stabilite dal Governo Monti, essendo quotidianamente testimone e partecipe della gravissima difficoltà economica in cui si dibattono le famiglie e le imprese ispicesi. L’Imu – sottolinea – non è l’Ici: sostituisce la vecchia imposta sugli immobili e vale più del doppio dell’Ici.

La nuova imposta è però «municipale» solo nel nome, perché, nonostante gli aumenti all’Ici, non porterà risorse aggiuntive nel bilancio del Comune. I Comuni – evidenzia – tenuto conto dei tagli alle risorse, avranno nel loro bilancio solo il 73% del gettito dell’Ici, nonostante il prelievo immobiliare ammonti ad oltre il doppio (il 133% rispetto all’Ici 2011). Infatti, una buona parte del gettito è riservata allo Stato (oltre il 40% del totale previsto con l’applicazione delle aliquote di base indicate dalla legge) e inoltre i Comuni non possono ricevere più della vecchia Ici attraverso forme di compensazione con i trasferimenti statali. Per il 2012, quindi, i Comuni perdono risorse per un ammontare del 27,2% della vecchia Ici.

Oltre tutto, i governi attuale e precedente hanno deciso ulteriori tagli ai bilanci dei Comuni che nel solo 2012 è pari ad una riduzione del 18% delle risorse trasferite. Di fatto, tutti i Comuni italiani, a seguito di questa macchinosa previsione, si trovano ad affrontare una situazione di estrema difficoltà: lo Stato, che già negli anni precedenti ci aveva imposto sacrifici, con quest’ultima manovra sull’Imu, ha reso ancora più precari i bilanci locali e con essi la possibilità di continuare ad erogare servizi essenziali alla cittadinanza. È ora che – conclude il sindaco – il Governo si renda conto che la ripresa economica dell’Italia passa per la vicinanza dei Comuni italiani con i problemi dei cittadini e per la loro capacità di fare investimenti utili per le comunità che amministrano».