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Martedì 20 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 19:33
ISPICA - 23/02/2012
Attualità - I consiglieri comunali del Popolo delle libertà denunciano l’assordante silenzio

Accordo europeo contro Sicilia, insorge Pdl Ispica

La liberalizzazione del mercato sui prodotti agricoli e ittici rappresenta di fatto la morte dell’economia siciliana

I consiglieri comunali del Popolo delle libertà denunciano l’assordante silenzio sull’accordo sancito dal parlamento europeo e il Marocco inerente alla liberalizzazione del mercato sui prodotti agricoli e ittici. L’accordo rappresenta la morte dell’economia siciliana. E, sull’argomento, invitano i colleghi consiglieri ad adottare un ordine del giorno a sostegno dei comparti.

I consiglieri Massimo Dibenedetto, Massimo Donzello, Carmelo Padova e Piero Zocco scrivono in un documento: «Il problema deve essere denunciato, evidenziandone la gravità, perché i cittadini non sanno che, durante la votazione delle liberalizzazioni, si sono registrate diverse defezioni di deputati italiani. Poi, è giusto rendere noto che questa decisione penalizza soprattutto l`agricoltura siciliana. Il testo prevede infatti l`apertura delle frontiere del Paese ad un`economia, quella marocchina, che non è chiamata a rispettare le stesse regole in materia di scambi commerciali e di tutela della salute del consumatore, che, invece, devono rispettare gli operatori dei settori agricolo e ittico in Europa. Si tratta, quindi, di una sfida concorrenziale che si gioca con un netto vantaggio per l`avversario. Ma il dato più allarmante riguarda il fatto che l’accordo sancito dal Parlamento europeo e il Marocco mette a repentaglio la sicurezza alimentare. I dati di allerta della Commissione europea su clementine e pesce in scatola importati dal Marocco sono infatti allarmanti. Occorre quindi irrigidire i controlli sui prodotti importati dal Marocco, restituendo garanzie agli imprenditori agricoli e ai consumatori».

Come ha affermato l’europarlamentare Giovanni La Via «non possiamo permettere che i nostri mercati, giustamente sottoposti a rigide regole di controllo e di sicurezza alimentare per il rispetto e la tutela della salute dei consumatori, competano con altri che queste regole non sono chiamati a rispettare. Significherebbe giocare sullo stesso campo ma con mezzi a disposizione completamente a favore degli avversari».