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Domenica 27 Maggio 2018 - Aggiornato alle 16:24
ISPICA - 26/10/2011
Attualità - Comizio conclusivo per la fsta del partito

Il Pd si oppone alla privatizzazione del cimitero

Dura presa di posizione del segretario Gianni Stornello e dei consiglieri Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo Foto Corrierediragusa.it

Si sono principalmente riferiti alla privatizzazione del cimitero comunale, che la giunta di centrodestra intenderebbe perseguire, il segretario Gianni Stornello (foto) e dai consiglieri Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo durante il comizio di chiusura della prima Festa democratica che si è svolta lo scorso fine settimana in piazza Brancati.

«Non permetteremo che – ha affermato Stornello – la sacralità del luogo sia profanata, trattando il cimitero come una palestra o un ristorante». Risulta chiaro, in questo caso, il riferimento alle privatizzazioni di spazi pubblici effettuate dall’amministrazione comunale nel Centro sportivo Brancati e nel vecchio Mercato. «Affidando ai privati la gestione del cimitero – ha aggiunto Stornello – aumenteranno i costi per la costruzione di cappelle e per la concessione dei suoli, si toglierà lavoro alle imprese edili locali e si avallerà un business che specula sulla memoria dei nostri cari defunti».

Stornello, poi, ha rivendicato la vittoria della battaglia sull’anticipo dell’apertura delle mense scolastiche, che il sindaco aveva predisposto per la fine di novembre. Ed è tornato a denunciare la mancata apertura del canile municipale e l’assenza di una politica di rigore finanziario, considerato che, questo mese, i dipendenti comunali non percepiranno lo stipendio.

Il segretario ha inoltre evidenziato l’assenza di politica nell’operato dell’amministrazione. «L’unico problema – ha detto Stornello – è il futuro da rappresentante della casta del sindaco, già al secondo mandato. Lui e suoi emissari stanno facendo le «madonne pellegrine» per le segreterie dei potentati politici siciliani di tutto l’arco costituzionale a caccia di una collocazione che dia visibilità, prestigio di stampo medievale e potere a chi non può più ricandidarsi per fare il sindaco. I problemi della città sono piegati a quest’esigenza al punto che Ispica rischia di ritrovarsi nel suo territorio una discarica provinciale proprio come contropartita dell’appoggio di una eventuale candidatura del sindaco in una delle prossime competizioni elettorali».

Non meno forti i temi toccati da Muraglie e Roccuzzo. Il Piano regolatore il tema dominante di entrambi, ribadendo la necessità di una sua revoca per consentire la lottizzazione pubblica: «Il Comune – hanno affermato – venderebbe suoli a prezzo politico per le giovani coppie portando denaro nelle casse comunali prosciugate da anni di sprechi ed esercitando un’azione calmierante nelle lottizzazioni private i cui costi a metro quadro sono proibitivi, con la conseguenza che costruire una casa è sempre più difficile e l’artigianato edile è in profonda crisi».

Stornello ha concluso il comizio ribandendo solidarietà ai giornalisti, anzi, «alle giornaliste» insultate dal sindaco. Quest’ultimo ha definito le professioniste «stampa assoldata» per aver scritto un articolo sul ritardo nell’apertura delle mense scolastiche. Un fatto denunciato dal Partito democratico, a cui ha fatto seguito la libera protesta di un gruppo di genitori che ha costretto il sindaco a fare dietrofront e avviare il servizio mensa un mese prima di quanto egli stesso avesse disposto, anche se senz’acqua e senza frutta per i bambini della scuola dell’infanzia.

«Appare strano che – ha addirittura scritto Stornello in una lettera – un sindaco perda il suo tempo ad insultare gli avversari politici e i giornalisti (anzi, «le giornaliste») invece di amministrare. Non volendosi rassegnare ad una stampa che non scrive sotto dettatura, il sindaco di Ispica preferisce gli improperi, lanciati col chiaro intento di alzare cortine di fumo attorno al suo operato, il cui livello è sotto gli occhi di tutti. Ma c’è un’altra cosa che mi preme chiarire. Il Partito democratico, la visibilità sulla stampa, se la conquista con il lavoro disinteressato dei suoi rappresentanti. Non la compra, né l’ottiene con i ricatti e la logica dello scambio. Lo sappia il sindaco che, evidentemente, sono questi i metodi che conosce per fare parlare di sé. Ripensiamo a questo punto ai soldi pubblici spesi dal Comune di Ispica per pubblicità istituzionale e promozione di eventi. Per fortuna, gli organi di informazione che conosciamo noi non sono di stampo sovietico come piacciono al sindaco. Preso dall’ira e dal delirio di onnipotenza, in un impeto di sessismo gratuito, il sindaco parla addirittura di «giornaliste» che, prima di scrivere un pezzo, dovrebbero chiamare lui per rispetto della deontologia professionale. Nell’esprimere la solidarietà, mia, personale, e del partito alle giornaliste oggetto di questa caduta di stile del primo cittadino, mi permettano i lettori di chiosare non da segretario del Pd, ma da giornalista che conosce un po’ di questo mestiere: sindaco, ma mi faccia il piacere!».