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Domenica 25 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 18:22
ISPICA - 29/06/2011
Attualità - L’ennesimo "j’accuse" del presidente del comitato Marina Marza – Santa Maria del Focallo

I problemi della costa secondo Tiziana Scuto

"L’intera fascia costiera è vittima di una disattenzione paurosa da parte degli amministratori"
Foto CorrierediRagusa.it

Discariche abusive, illuminazione inadeguata e mancato ampliamento della rete idrica, sono i problemi che investono la fascia costiera ispicese. Giunge, puntuale, l’ennesimo «j’accuse» di Tiziana Scuto (foto), presidente del comitato Marina Marza – Santa Maria del Focallo, che, periodicamente, denuncia il perenne degrado della zona marittima. Un degrado addirittura certificato dalla Bandiera Blu, conferita ad una spiaggia senza sabbia, a causa dell’erosione marina, e provvista di fogne per poche centinaia di metri, rispetto a 14 chilometri di litorale.

Scuto è lapidaria nella denuncia: «L’intera fascia costiera è vittima di una disattenzione paurosa da parte degli amministratori. Mi riferisco anzitutto alle discariche abusive in via del Gorgo Salato (pieno di eternit), negli scogli di Cirica e nel piccolo villaggio di case abbandonate. Sono luoghi, giusto per citarne alcuni, in cui abbondano i rifiuti di ogni genere: pc, copertoni, vecchi vestiti, materiale edilizio, vecchi frigoriferi, materassi; un disastro ambientale che mal si coniuga con l’assegnazione della Bandiera Blu».

L´altro problema è quello della pubblica illuminazione lungo la litoranea. Scuto riferisce che «gli iscritti del comitato hanno verificato gli impianti e la situazione è risultata drammatica: mancano all´appello almeno 7, 8 pali andati distrutti da incendi o da incidenti stradali. Mentre in molti di quelli esistenti, le lampadine sono fulminate e non vengono mai sostituite. L´impianto nell’incrocio di via Ucca a Marina, su 12 pali, vi sono 5 lampade non funzionanti. Al km 8, dopo il viale Kennedy, ci sono almeno 5 lampade non funzionanti. Due anni fa, furono avviati i lavori per sostituire i famosi 75 corpi illuminanti. In quell’occasione qualcuno ha controllato se il lavoro fu completato e realizzato a regola d’arte?».

Occorre inoltre, denuncia Scuto, creare gli accessi a mare per i disabili che sono veramente inesistenti.

Ed infine, il mancato ampliamento della rete idrica, dove l’approvvigionamento dell’acqua avviene con autobotti o cisterne. «L’acqua dei trivellini – spiega Scuto – non sempre è sicura ed è, spesso, facilmente inquinabile. Le tante firme raccolte e presentate all’amministrazione non sono bastate a far capire il disagio che ogni cittadino vive per la mancanza a mare dell’acqua comunale. Chiediamo quindi di – conclude – avviare un programma di ampliamento della rete idrica che può realizzarsi reinvestendo sulla fascia costiera il gettito delle entrate comunali che provengono proprio da quella stessa zona. Una simile scelta consentirebbe di realizzare l’intera rete idrica».