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Lunedì 16 Luglio 2018 - Aggiornato alle 1:07
COMISO - 27/11/2012
Attualità - Tutta la situazione resta nella più assoluta incertezza

Apertura Magliocco, chi ci crede più?

Le ultime notizie sui contratti con le compagnie di volo sono già vecchie di circa tre settimane Foto Corrierediragusa.it

Circa novanta giorni "all’alba", ma del reale futuro dell´aeroporto Magliocco di Comiso non si hanno più notizie. Sono finti i giorni dei grandi comunicati ufficiali che annunciavano passi da gigante verso l’operatività della struttura aeroportuale. Le ultime notizie relative ad eventuali contratti con le compagnie di volo, sono già vecchie di circa tre settimane e risalgono al viaggio in Inghilterra di Nico Torrisi, amministratore delegato di Sac, che aveva comunicato di avere stretto importanti accordi con compagnie di volo.

Accordi ma non contratti. Intanto sta per arrivare la scadenza dei 150 giorni entro i quali la Soaco dovrebbe avere tutto pronto per il fatidico «decollo» e dal 5 di aprile, dovrebbe cominciare a scattare anche il tassametro dei controllori di volo Enav. Sul rifacimento della caserma dei vigili del fuoco? Nessuna notizia. Sui bandi per la gestione e realizzazione cisterne carburanti? Idem. Il presidente della Soaco, Rosario Dibennardo, continua a dirsi fiducioso sul rispetto dei tempi nonostante l’ultimo inghippo legale, riguardante l’annullamento di tutto il cda della Sac, anzi ha dichiarato che sono già state inviate lettere a diverse compagnie di volo e che a breve saranno pubblicate le mappe.

Giannone/Torrisi è un ticket per il momento incerto perché non si sa se il 10 dicembre i consiglieri della CamCom accetteranno la riconferma. Intanto grava sull’aeroporto un´altra grande incognita: i finanziamenti regionali. Quattro milioni e mezzo già stanziati che dovrebbero coprire due anni il servizio Enav, ma di cui dopo non ci sarà certezza e questo sembrerebbe il nodo più grosso per firmare contratti con le compagnie di volo. Anche sui costi degli «uomini radar» comincia a trapelare qualche legittimo dubbio.

Nella convenzione firmata il 5 novembre, c’è solo l’elenco dei servizi che saranno erogati al Magliocco, ma nessuna voce specifica e dettagliata che giustifichi un costo di due milioni all’anno. La cosa meno auspicabile sarebbe che alla data prevista, decollassero solo pochi voli presi in prestito da Catania. Questo si che darebbe man forte a tutti i detrattori dell’aeroporto che vedrebbero una struttura come questa, sfruttata solo per qualche migliaio di passeggeri durante i mesi estivi. Si attendono comunque notizie confortanti in modo da mettere fine a questa telenovela poco edificante che rappresenta a pieno le lungaggini «all’italiana».

Nella foto la sala imbarco del Magliocco, mestamente vuota