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Sabato 21 Luglio 2018 - Aggiornato alle 15:18
COMISO - 17/05/2012
Attualità - Accertamento della polizia su 25 copie dei manifesti al comune dopo la denuncia

Il Pdl: "Ecco i responsabili del dissesto a Comiso"

La reazione del Pd e del vicesegretario Gaetano Gaglio
Foto CorrierediRagusa.it

La Polizia arriva al comune e accerta se sono state pagate le tasse per alcuni manifesti a firma Pdl (foto). Ieri sui muri di Comiso, sono spuntati alcuni manifesti a danno di componenti del Partito Democratico. Nello specifico, si leggeva a chiare lettere che Digiacomo, Bellassai e Fianchino, sono stati la causa del dissesto. Immediatamente è stata sporta denuncia presso il prefetto, il questore ed il commissario Amarù. Oggi, agenti di polizia si sono recati presso gli uffici affissione del comune per gli accertamenti.

Sull’accaduto, è intervenuto non solo tutto il Pd di Comiso, ma anche il vice segretario Gaetano Gaglio che ha dichiarato: « Il Pdl di Comiso ha deciso di avviare in anticipo sui tempi previsti e nel peggiore dei modi la campagna elettorale per le amministrative 2013 oltrepassando, all’atto di esordio, tutti i possibili limiti di decenza.

Sarebbe meglio dedicare il tempo residuo ad occuparsi della città e dei suoi abitanti piuttosto che alzare un muro di calunnie e confusione dietro cui nascondersi per gli ultimi 11 mesi. A Comiso il Pdl locale ha avviato la campagna elettorale di affissione un anno prima del voto amministrativo e lo ha fatto nel peggiore dei modi sostituendosi alla Corte dei Conti, alla procura e ai Commissari prefettizi e istituendo un «Tribunale della Libertà» che, in assenza di qualunque regola, provvedimento amministrativo o giudiziario, individua false colpe e falsi colpevoli del dissesto e li addita all’opinione pubblica al posto dei responsabili reali.

L’imbarbarimento dell’interlocuzione politica di questi tempi ci ha purtroppo abituato a tutto, ma additare a responsabili del dissesto singoli individui, in un periodo di disagio sociale diffuso che rasenta la disperazione, è un atto infantile, irresponsabile, vile, pericoloso, incivile ed indecente, che può esporre a rischi personali gli esponenti politici «segnalati» e le loro famiglie.

A Pippo Digiacomo, Gigi Bellassai e Fabio Fianchino va la solidarietà dell’intero Partito Democratico e di tutti i cittadini che questi metodi calunniatori scorretti non possono tollerare. Ci sono atti, nella vita come in politica, che qualificano più chi li compie che non certo chi li subisce, e questo è uno di quelli. Sarebbe meglio che il Sindaco Alfano si dissociasse immediatamente dal contenuto e dalla forma dei manifesti affissi dal suo partito e che il Pdl di Comiso, per se stesso e per la città, chiedesse scusa per un errore marchiano, rimuovesse i manifesti affissi, e si concentrasse, con le altre forze politiche cittadine, a salvare il salvabile nell’interesse dei cittadini, restituendo alla politica la sua funzione naturale con un sussulto di dignità».

Anche l’onorevole Pippo Digiacomo, a nome di tutto il Pd, ha dichiarato: «Il manifesto, nel suo contenuto, oltre a arrecare un danno all´immagine dei Commissari liquidatori appena insediatisi, ne strumentalizza la delicatissima funzione. Tengo a sottolineare che addossare la responsabilità del dissesto finanziario ai tre esponenti del Pd, senza alcun dispositivo amministrativo e/o giuridiziario ha il solo scopo di ledere il sottoscritto e il partito di cui faccio parte, sia dal punto di vista morale che, eventualmente, fisico, giacché questo modo così brutale di diffondere informazioni false può arrecare grave pregiudizio alla mia incolumità e a quella di Bellassai e Fianchino».