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Sabato 21 Luglio 2018 - Aggiornato alle 1:00
COMISO - 03/04/2012
Attualità - Il presidente della Sac ribadisce che tutti stanno facendo la loro parte

Mancini parla del "Magliocco" e Digiacomo sciopera

Il deputato del Pd ed ex sindaco di Comiso non intende aspettare oltre risposte certe che non arrivano
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo due anni dalla prima plateale protesta scaturita dall´incatenamento del deputato regionale del Pd Pippo Digiacomo all´aeroporto di Comiso per la mancata apertura (foto), ancora silenzio sulla firma del decreto da parte del governo. Digiacomo annuncia quindi altre proteste. Intanto dell´aeroporto di Comiso si è parlato a Catania dove Gaetano Mancini, presidente della Sac, società socio di maggioranza della Soaco e gestore dell’aeroporto del capoluogo etneo, ha ribadito che la Sac sta facendo la sua parte per accelerare l´iter propedeutico all´operatività dell´aeroscalo casmeneo.

Eppure, onostante il sollecito per la firma del decreto di apertura inoltrato al Presidente del Consiglio Monti con lettera datata 15 febbraio 2012, nessuna risposta si è avuta, per cui il deputato regionale del Pd, dopo l´incatenamento dinanzi l´aerostazione del 27 luglio 2010 e l´occupazione pacifica dell´aeroporto di Catania del 3 luglio 2011, ha deciso di intraprendere una nuova clamorosa azione di protesta.

Il 27 aprile prossimo l´on Digiacomo tornerà ad occupare l´aerostazione di Comiso e inizierà lo sciopero della fame. «Siamo fortemente delusi dal silenzio del Governo – prosegue il parlamentare del Pd – e questo territorio ha il diritto di sapere quando partirà l´aeroporto per il quale la Regione Siciliana ha già stanziato 4 milioni e mezzo di euro per il pagamento dei controllori di volo per i primi due anni. E´ da oltre 24 mesi che attendiamo questo decreto interministeriale e in mancanza di un punto fermo c´è sempre una ragione per rimandare.

Noi, invece, non vogliamo più rimandare e chiediamo con forza al Governo e alla Soaco la data d´apertura di questa infrastruttura la quale, per inciso, risulterebbe ancora non collaudata. Eppure lo stesso presidente Monti ha indicato alla Comunità Europea l´aeroporto come obiettivo primario per la Sicilia e il Mezzogiorno d´Italia.

Cos´è intervenuto nel frattempo? Quali sono i motivi di questo assordante silenzio? Attendiamo ancora pochi giorni, poi torneremo ad occupare l´aeroporto, inizieremo lo sciopero della fame e questa volta non desisteremo fino a quando non vedremo le firme di Monti e Passera in calce al decreto, dove si legga chiaramente che dopo i primi due anni di accollo delle spese Enav da parte della Regione Siciliana, lo Stato provveda a garantire questo servizio in modo analogo a tutti gli altri aeroporti italiani, senza incorrere in una sperequazione odiosa che avrebbe un taglio antimeridionalista insopportabile.

Purtroppo siamo sempre alle solite e questa, caro Presidente Monti, è un´ulteriore protesta per scardinare le insipienze, i muri di gomma e le resistenze passive che finora hanno bloccato l´apertura di quella che rappresenta la più grande occasione di sviluppo del nostro territorio che siamo pronti a difendere con i denti, consapevoli del sacrosanto diritto che ha il popolo del sud-est siciliano d´avere una data prossima e certa dell´apertura dell´aeroporto di Comiso».