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Domenica 25 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 19:52
COMISO - 04/12/2011
Attualità - Il caso Comiso fa sempre discutere

Lavima ammonisce Alfano: "Ti possiamo staccare la spina da subito". E Digiacomo dice no al dissesto

«Potremmo togliere il sostegno ad Alfano e prenderci la gloria di non esserci stati nel momento più drammatico di Comiso, ma la decisione deve passare dagli iscritti e dai simpatizzanti»
Foto CorrierediRagusa.it

L’Udc prende posizione ma vuole il consenso della base del partito. Pinuccio Lavima (foto) segretario provinciale del partito di Casini parla chiaro: «Potremmo togliere il sostegno ad Alfano e prenderci la gloria di non esserci stati nel momento più drammatico di Comiso, ma la decisione deve passare dagli iscritti e dai simpatizzanti». Lavima si dissocia dall’ottimismo del sindaco di Comiso che vede il dissesto come il rimedio a tutti i mali.

«Il dissesto è una tragedia, una morte annunciata per la città e abbiamo già detto ufficialmente che non lo condividiamo e che si sarebbe potuto evitare cercando assieme soluzioni condivise, tant’è che i nostri assessori in giunta, non hanno firmato la delibera per la redazione degli atti di dichiarazione del dissesto».

L’udc infatti, tramite Orazio Ragusa deputato regionale, aveva proposto un governo di salute pubblica per gestire il comune assieme a tutti i partiti e lavorare per uscire dal guado. «Oggi – continua Lavima – questi presupposti pare non ci siano quindi coerentemente seguiremo una linea che ci appartiene e che è la salvezza della città. Se questo dovesse avvenire attraverso il non appoggio ad Alfano, lo faremo ma non possiamo calare questa decisione dall’alto della dirigenza. Quindi – ha concluso il segretario provinciale – dopo il congresso conclusosi oggi, ci confronteremo tramite assemblea cittadina, con tutti gli iscritti dell’ Udc di Comiso per sentire le loro ragioni e le loro determinazioni».

DIGIACOMO DICE "NO" AL DISSESTO: "SAREBBE UN DISASTRO"
Non è cosa che susciti meraviglia, registrare la diversità di opinioni tra l’attuale sindaco di Comiso, Giuseppe Alfano, e Digiacomo amministratore della città dal 1998 al 2008. Se Alfano reputa il dissesto come soluzione percorribile, Digiacomo invece pensa che sia opportuno scongiurarlo. «Se Alfano si dimette o viene sfiduciato e per la prossima primavera eleggiamo nuovo sindaco e consiglio, non è impensabile di potere rilanciare la città».

Secondo il deputato Pd, con una buona progettualità, da Palermo e da Roma si potrebbero avere risorse importanti per il rilancio dell´economia della città. Del resto è cosa risaputa in città, quante centinaia di milioni di euro sono stati investiti a Comiso, grazie a progetti finanziati con fondi europei. «Senza alcun progetto di investimenti, questo sindaco non ha portato a casa il becco di un quattrino, cosa che gli rimproverano anche i suoi stessi ex compagni di viaggio che da lui hanno preso le distanze. Potremo varare il Piano Regolatore Generale, bloccato da anni non per nobili ragioni, sbloccare le cooperative edilizie, ridare una boccata d´ossigeno all´economia locale, predisporre un serio piano di risanamento delle casse comunali per interrompere quella cosa gravissima, quella vera iattura che è il dissesto, iattura per l´ente ma, soprattutto, per i cittadini comisani. Viceversa, il galleggiamento per altri 18 mesi, tanto per rimanere attaccati alle poltrone, farà precipitare Comiso in un baratro ancora più profondo. Non è giusto assistere al funerale di Comiso senza tentare una svolta che potrebbe ancora salvarla».