Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:00 - Lettori online 426
CHIARAMONTE GULFI - 05/07/2017
Attualità - Gli esiti del vertice tenutosi a Palermo

Bonifica pineta Chiaramonte e stato di calamità

Il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica dovrà individuare modalità e forme di controllo sul territorio Foto Corrierediragusa.it

Bonifica di ciò che resta della pineta, dichiarazione dello stato di calamità propedeutico al ristoro economico per le aziende danneggiate, sicurezza e aerei antincendio di stanza al «Pio La Torre» per prevenire altri disastri del genere, anche se la soluzione ricorda il vecchio adagio di "chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati". Alla luce di tutto ciò, il sindaco di Chiaramonte Gulfi Sebastiano Gurrieri si dice comunque soddisfatto dal vertice tenutosi a Palermo con il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, con gli assessori al Territorio, all’Agricoltura e con il responsabile regionale della Protezione civile. Insieme al sindaco di Chiaramonte anche quello di Patti che è stato l’altro comune più colpito dalle fiamme nell’ultimo fine settimana. Il presidente Crocetta, superando anche le resistenze dei tecnici, ha disposto che il lavoro di bonifica nella pineta di Chiaramonte, il cui paesaggio, dopo l´inferno di fuoco, appare desolato e surreale, prenda subito il via. Bisogna liberare il sottobosco da alberi bruciati, da cenere e soprattutto mettere in sicurezza quel che resta della pineta. Altro argomento è stato l’aiuto che dovrà essere dato ai titolari delle aziende agricole, le cui strutture sono state distrutte dal fuoco insieme agli animali e ai mezzi. Un sostegno economico per il quale l’assessorato all’Economia troverà un canale preferenziale nell´ambito della dichiarazione dello stato di calamità.

Sebastiano Gurrieri ha poi comunicato in sede di conferenza stampa che l’aeroporto di Comiso, insieme agli altri tre aeroporti siciliani, farà da base per i mezzi antincendio perché non succeda quello che è successo venerdì quando il primo Canadair è arrivato in zona solo nel tardo pomeriggio, ad incendio già ampiamente esteso. L´aeroporto di Comiso servirà tutta l’area del sud est in caso di emergenza ed ospiterà almeno un mezzo antincendio. Il sindaco di Chiaramonte, in attesa degli sviluppi dell’indagine in corso per accertare le cause dell’incendio, ha chiesto al prefetto la convocazione di una seduta del comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica per individuare modalità e forme di controllo sul territorio ed in particolare in aree fragili e particolarmente a rischio come la pineta di Chiaramonte e dei centri montani iblei.

IL "DE PROFUNDIS" ALLA PINETA DI CHIARAMONTE
E’ tempo di un primo consuntivo dopo il colossale incendio che ha di fatto distrutto tutta la pineta di Chiaramonte Gulfi, mentre alcuni focolai ardono ancora nella pineta di S. Marco e nella zona di Cassarello. La riunione in Prefettura con tutti i responsabili della Protezione civile e dei sindaci è servita a fare il punto della situazione in tutto il territorio ibleo, prendendo spunto dal disastro di Chiaramonte ma non dimenticando anche Comiso e la valle dell’Ippari. Il sindaco Sebastiano Gurrieri, a fine riunione, è stato cauto ma molto deciso: «Non do voti e pagelle a nessuno. Attendo le relazioni dei Vigili del Fuoco e della Forestale per capire come e perché è successo tutto questo. Attendo anche che l’Autorità giudiziaria faccia le sue indagini. Ho registrato di sicuro una criticità negli organici e nei mezzi insufficienti per affrontare quanto è successo. Avevo sollevato già il problema, la manutenzione nella pineta di Chiaramonte manca da anni. Chiederò al presidente Crocetta che mi spieghi perché, perché non ci sono mezzi. La mia battaglia continuerà fino alla fine - ha concluso Gurrieri -
perchè voglio risposte».

Nel corso della riunione è emerso che la Sicilia ha soli 5 canadair a disposizione e che tutti i mezzi nella mattinata di venerdì, nonostante fosse partito dalla Prefettura poco prima di mezzogiorno, erano impegnati tra Erice e Patti. Solo nel tardo pomeriggio i mezzi sono arrivati da Roma ma ormai era troppo tardi perché il buio incombeva. Un ritardo di quasi 12 ore che si è rivelato decisivo perché se i tempi fossero stati stretti come dovrebbe essere in una emergenza tutto il danno subito da Chiaramonte sarebbe stato circoscritto. Dalle modalità dello sviluppo dell’incendio e dai luoghi dove si sono sviluppate le fiamme sembra ormai chiaro che c’è stata la mano dolosa di qualcuno.

Troppe casualità, troppe coincidenze che non convincono, anche se nel corso della riunione nessuna ipotesi è stata fatta anche dai tecnici. Il prefetto Maria Carmela Librizzi, ha raccomandato ai sindaci di aggiornare i Piani di Protezione civile comunale, unico e decisivo strumento di intervento sul territorio nel momento della calamità. Era successo già a Modica e Scicli per l’alluvione dello scorso gennaio, a Chiaramonte è stato un incendio devastante ed ogni volta emergono criticità, ferite sul territorio create dall’uomo per poi alla fine contare danni e chiedere stati di calamità che riparano solo in parte il dramma vissuto.

FIAMME ANCHE A COMISO E RAGUSA
Solo all’alba di domenica è stato domato l’incendio che nel corso della notte ha interessato anche il centro abitato di Comiso. Le fiamme si sono sviluppate sulla strada all’uscita per Ragusa nella zona del PalaRoma e della parte alta di via Roma. I vigili del fuoco insieme alla Protezione civile comunale hanno lavorato per ore per circoscrivere prima e domare dopo l’incendio che rischiava di allargarsi ad altre aree del centro abitato. Il sindaco si è recato sul posto per un sopralluogo. Il vicesindaco Gaetano Gaglio ha riferito che via Roma e le aree limitrofe superiore e inferiore, via Mario Battaglia, quartiere Grazie sono state messe in sicurezza e contrada Manco e Canicarao sono sotto controllo. Pare che le fiamme non si siano sviluppate in modo spontaneo. Qualcuno dei residenti ha riferito di due giovani a bordo di uno scooter che si sono aggirati nella zona di via Roma e subito dopo si è verificato l’incendio. In corso indagini per individuare i due presunti piromani.

Anche alle porte di Ragusa è stato un pomeriggio di fiamme. L’incendio ha interessato l’entrata nord della città, zona Ipercoop all’ingresso della statale per Catania. Le fiamme hanno ostacolato la circolazione stradale e sfiorato alcuni insediamenti industriali per fortuna non provocando danni. Superlavoro per i Vigili del fuoco del Comando provinciale che sono intervenuti con un paio di autobotti.