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Sabato 21 Ottobre 2017 - Aggiornato alle 11:15 - Lettori online 862
CALTANISSETTA - 20/12/2016
Attualità - Esposta al museo di Aidone accanto alle statue di Demetra e Kore

La testa di Ade ritorna in Sicilia dopo 40 anni

Grazie alla restituzione del Paul Getty museum di Malibù che l’aveva acquisita per mezzo milione di dollari Foto Corrierediragusa.it

Ha una testa piena di riccioli rossi e un volto con la barba azzurra increspata. Si presenta così Ade, dio degli Inferi, fratello di Zeus. E’ la scultura, databile nel IV secolo avanti Cristo, che da mercoledì sarà esposta al museo di Aidone accanto alla grande statua della dea Demetra, madre di Persefone, rapita proprio dal dio degli Inferi. Nel museo sono anche esposti gli ed agli acroliti di Morgantina, due grandi statue che presumibilmente raffigurano Demetra e Kore.


La novità assoluta è comunque la testa di Ade, trafugata tra il 1977 e il 1978, che dopo quarant´anni torna a casa grazie alla restituzione del Paul Getty museum di Malibù. La scelta di riunire i tre pezzi pregiati del museo non serve solo a riportarli al contesto storico e artistico di provenienza ma rimarca anche un destino comune: la dea, gli acroliti e la testa di Ade erano stati trafugati a Morgantina, acquistati dai musei americani e, a partire dal 2009, restituiti e riportati nel loro sito naturale. Il museo americano aveva acquistato la testa di Ade nel 1985 per mezzo milione di dollari dal magnate americano Maurice Tempelsman, l´ultimo compagno di Jacqueline Kennedy. Alla statua mancava un ricciolo. Due studiose siciliane, Lucia Ferruzza e Serena Raffiotta, lo hanno riconosciuto in un pezzo recuperato dai carabinieri nel sito dello scavo, il santuario di Demetra e Kore in contrada San Francesco Bisconti, a Morgantina. Un archeologo americano ha poi ritrovato altri tre riccioli: insieme con quello scoperto in precedenza sono stati messi a confronto con la testa. E’ stato così possibile risalire con assoluta certezza alla provenienza della scultura.

Al rientro da Malibù il reperto è stato sequestrato, e ora dissequestrato, dalla Procura di Enna. Una volta restituito alla Regione siciliana, l’assessore ai Beni culturali Carlo Vermiglio ha deciso con la direttrice del polo museale ennese, Giovanna Susan, l’esposizione permanente della scultura nel museo di Aidone.