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Mercoledì 17 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 10:56
VITTORIA - 10/12/2017
Attualità - Della vicenda si è occupato "Chi l’ha visto"

Dall´Arizona a Vittoria per trovare la mamma

Il 55enne ha finora trovato solo l’anziana ostetrica che lo fece nascere Foto Corrierediragusa.it

Ha commosso migliaia di telespettatori la storia (purtroppo non del tutto a lieto fine, almeno per ora) di Vito Pisciotta (nato Buricelli), il 55enne siciliano di origini vittoriesi ma da anni trapiantato negli Usa, in Arizona. Del caso di Vito, adottato da una famiglia americana quando aveva 2 anni, e determinato a scoprire le sue vere origini, se n’è occupato per 2 puntate la trasmissione «Chi l’ha visto» di Rai 3. Vito è nato a Vittoria il 4 maggio 1962, ed è questo tutto ciò che sa con certezza. Troppo poco. Battezzato alla parrocchia sacra famiglia Cappuccini di Ragusa il 3 giugno 1962, Vito è stato in seguito affidato alle cure di un istituto per bambini abbandonati, sempre a Ragusa. Nel frattempo a New York c’era una coppia di origini italiane che desidera tanto un figlio. Così, all´età di 2 anni, Vito è partito per gli Usa. Sei anni dopo ha scoperto di essere stato adottato. Oggi fa l’assistente di volo e vive a Phoenix, in Arizona, ma nella sua vita c’è un grande vuoto da colmare, un desiderio per il quale ha chiesto l´aiuto di "Chi l´ha visto?": ritrovare la sua famiglia d´origine.

Purtroppo, la ricerca della sua mamma è stata finora vana: Vito Pisciotta, nel corso del suo viaggio in Sicilia, alla scoperta delle proprie origini, è riuscito a trovare a Vittoria solo Adelaide Boscarino (foto), l’anziana ostetrica che l´aveva fatto nascere. Purtroppo la signora, che ora ha 88 anni, non ricorda più nulla della nascita di Vito, a distanza di circa mezzo secolo e dopo aver aiutato a mettere al mondo oltre 2.000 neonati. Incredibile a scriversi, non si trova nessuna documentazione relativa al periodo trascorso a Vittoria da Vito, che nel frattempo ha pure presentato istanza al tribunale di Catania per chiedere alla madre biologica anonima di contattarlo. Non vi è peraltro nessuna certezza sul fatto che la donna sia ancora viva. Ma Vito, che conserva gelosamente ancora il corredino della sua infanzia, non perde la speranza, da buon siciliano verace.