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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Lettori online 438
SCICLI - 26/09/2017
Attualità - Della vecchia struttura è ormai ben visibile il canale centrale

Sventrata la ciminiera della Fornace Penna

Per il cosiddetto «stabilimento bruciato» servono soldi e un buon progetto di recupero Foto Corrierediragusa.it

Gli appelli non si contano, i convegni si sprecano, marce e fiaccolate sono state all’ordine del giorno. Tutto questo, però, ai fini del recupero della Fornace Penna, non è servito a nulla perchè gli agenti atmosferici stanno erodendo il rudere fino al cuore. Il vento e la pioggia di questi giorni hanno portato via qualche altro mattone in quel che resta della ciminiera centrale, di cui è ormai ben visibile addirittura il canale centrale (foto). La parte sommitale è crollata da tempo, ora tocca alla parte esterna che il vento di questi giorni ha portato via in buona parte. Qualche altro mese, o anche un inverno severo, e poco resterà della ciminiera, vero e proprio topos della baia di Sampieri, cara al commissario Montalbano ed amata da bagnanti, turisti e residenti. Il degrado della fornace è evidente e non si ferma. L’ultimo appello partito in direzione Roma per il ministro Franceschini è stato un solletico, i droni che a giugno hanno studiato lo stato della fabbrica hanno certificato il grado di decomposizione della muratura.

Per il cosiddetto «stabilimento bruciato» (vero e proprio gioiello dell´architettura industriale) servono soldi e soprattutto un progetto di intervento prima che sia troppo tardi per salvare almeno l’esistente. Senza un minimo di messa in sicurezza le speranze che la fabbrica, pur poderosa, possa resistere alle intemperie, è flebile anche perché lo stabilimento è attraversato ormai da quasi un secolo di incuria. La Regione aveva stanziato mezzo milione di euro per il recupero della Fornace Penna, nella fiction del commissario Montalbano nota come la «Mannara», ovvero luogo di omicidi più o meno perfetti della serie tv del personaggio di Camilleri, ma i soldi non sono stati mai spesi e sono scomparsi dal capitolo di bilancio relativo.

La sovrintendenza di Ragusa non ha risorse per intervenire, i fondi promessi a più riprese dalla Regione non sono disponibili ed anzi i 300 mila euro stanziati sono stati decurtati. Dal punto di vista giuridico c’è anche un altro intoppo perché la fornace e tutta l’area circostante è stata sequestrata dai carabinieri lo scorso anno su mandato della Procura alla luce del mancato intervento da parte dei 35 proprietari che non hanno inteso mettere in sicurezza la struttura, appartenuta al Barone Penna e andata distrutta da un incendio. «La Mannara» è diventata, suo malgrado, un caso, un esercizio per la politica e per la burocrazia ma il tempo sembra ormai veramente scaduto, o quantomeno nei minuti di recupero.