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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Lettori online 797
SCICLI - 17/08/2017
Attualità - Dopo Favignana il Professore ha presentato il suo ultimo libro in città

Scicli, Romano Prodi e il suo "Piano inclinato"

Nel cortile dell’Opera Pia Carpintieri toccati tanti temi tra economia, politica e sociale Foto Corrierediragusa.it

Romano Prodi (foto) chiude il suo «giro» di Sicilia a Scicli. Dopo Favignana e le Egadi è la città barocca ad ospitare l’ex Presidente del Consiglio per la presentazione di «Il Piano inclinato», l´ultimo saggio-intervista pubblicato da Il Mulino nella collana Voci. Al cortile delll’Opera Pia Carpintieri c’è il pienone per l’occasione dell’incontro moderato da Edoardo Morana, organizzatore dell’evento, e Bartolo Lorefice per la presentazione di Pinuccio Tidona. Romano Prodi in abbigliamento informale spazia con una visione a 360° sui temi più attuali della politica e dell’economia. La sua è una analisi fredda, che forse non lascia molte speranze per un roseo futuro ma che vale la pena ascoltare da uno dei testimoni privilegiati e diretti degli ultimi 20 anni. Non poteva mancare il tema dell’emigrazione «Puro strumento politico, non vedo leader europei comportarsi come tali. Francia e Germania trattano l’Italia come la Croce Rossa. Le Ong? Credo sia indispensabile la regolamentazione, il salvataggio delle vite umane però non deve essere messo in secondo piano".

E sulla Libia Romano Prodi ha una convinzione: "Le migrazioni sono incontrollate perchè frutto della guerra in Libia, che doveva durare solo poche settimane sta durando più della seconda guerra mondiale. Non bastano gli accordi tra i governi occorre coinvolgere con un accordo con le 20 tribù libiche che detengono molto potere, ma anche qui non vedo una seria volontà di nessun politico europeo". L’Europa e il suo ruolo è uno dei temi più cari a chi ha investito tanto ed ha portato l’Italia in Europa con l’introduzione dell’euro.

Fiducioso il professore: "Sta rinascendo l’idea che se non ci mettiamo insieme siamo finiti". E L’Italia? Serve una forte politica industriale, volta a favorire crescita dimensionale delle imprese e innovazione, urge il potenziamento dell’istruzione ed una gestione più incisiva e innovativa dei beni comuni perchè la manutenzione dei nostri luoghi misura il grado di civiltà di uno Stato. Per finire c’è anche la stoccata per il «caruso» Matteo Renzi e poi tanti autografi.