«Attenti alla speculazione del fotovoltaico, l’altopiano ragusano rischia di subire un danno incalcolabile con la distruzione di muri a secco e carrubeti, patrimonio morale della civiltà contadina». Quello di Lucio Schembari (nella foto), sindaco di Santa Croce Camerina non è un semplice ammonimento, ma un urlo che soffia anche in direzione della sua stessa coalizione. Un attacco bipartisan, indirizzato persino alla componente del Pd, «che in altri tempi era pronto a fare le barricate contro questi scempi e adesso sta zitto».
Il campanello d’allarme, per il sindaco del piccolo comune che vanta un ampio territorio ricco di storia e di cultura contadina antica, viene dalla «discesa in campo di grossi gruppi internazionali che affittano grosse porzioni del territorio ibleo per realizzare mega impianti di fotovoltaico».
L’amministrazione camarinense, interpretando il pensiero del sindaco, avrebbe subodorato un pericolo imminente sul territorio ragusano, in particolare su quello di Santa Croce. E vuole correre ai ripari prima che non ci sia più rimedio.
«Proporremo al Consiglio- anticipa Schembari- una variante al piano esistente che in parte blocca lo sviluppo di questi impianti. Per contro faremo di tutto per incrementare gli impianti fotovoltaico in serra allo scopo di risolvere il problema dell’agricoltura, che oltre a climatizzare le strutture produrrebbe energia da affittare, esattamente come avviene in altre realtà dell’Europa, vedi l’Olanda».