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Giovedì 13 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 23:12
RAGUSA - 06/12/2018
Attualità - L’amministrazione comunale illustra i motivi di tale scelta

I ragusani devono aggiornare i dati catastali per le tasse sotto le feste

I consiglieri comunali grillini insorgono Foto Corrierediragusa.it

Circa 10.000 raccomandate per aggiornare dati catastali ed immobiliari: l’amministrazione comunale, tramite la Lamco, ditta affidataria della realizzazione di un´Anagrafe Immobiliare, Catastale, Tributaria e Territoriale, vuole acquisire dati certi ed aggiornati in modo da rendere efficaci e soprattutto congrui i tributi riguardanti Tari ed Imu. In questi giorni i contribuenti si sono visti recapitare la raccomandata con il perentorio invito a provvedere alla comunicazione dei dati entro 20 giorni per poi consegnare il tutto agli uffici della Lamco. Una ricognizione a tappeto che vuole «allineare» dati che spesso non risultano veritieri perchè rilevati con approssimazione dagli interessati o dagli stessi uffici comunali mentre tramite il catasto degli immobili certifica il dato di fatto. L’iniziativa ha indotto l’amministrazione a chiarire che si tratta solo di una indagine conoscitiva «ai fini dei riscontri sugli obblighi dichiarativi della Tari come si legge nella delibera- e si è reso necessario acquisire informazioni integrative per le quali non è possibile procedere con un´acquisizione massiva dei dati catastali da parte del Comune, procedura utile invece ai fini del tributo Imu, in quanto il soggetto passivo è il proprietario dell´immobile. Ai fini Tari, il soggetto intestatario è il detentore dell’immobile, che non ne è necessariamente proprietario».

I cinque consiglieri pentastellati di Palazzo dell’Aquila hanno tuttavia sollevato delle perplessità per le modalità scelte dall’amministrazione per la comunicazione da parte dei contribuenti. Scrivono i consiglieri Zaara Federico, Antonio Tringali, Sergio Firrincieli, Giovanni Gurrieri e Alessandro Antoci: «La Lamco aveva invece la possibilità e il tempo a disposizione da luglio, agosto, settembre, ottobre per fare con calma senza costi e senza infine ora affollare i propri uffici? Perché questo deve diventare, ora invece, uno stress per i cittadini e soprattutto un costo? Cosa accade se il dato non viene fornito entro 20 giorni come indicato? I cittadini devono per forza prendere un giorno di ferie, un permesso per recarsi presso l’ufficio della Lamco dove, come chiarito dal Comune, ci sono file ridotte? Ma, ci chiediamo ancora - concludono i consiglieri comunali grillini - come ci potranno essere code ridotte, se in 20 giorni vi si devono recare 10.000 persone, e cioè 500 al giorno?»