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Venerdì 20 Luglio 2018 - Aggiornato alle 23:46
RAGUSA - 07/03/2018
Attualità - La vicenda seguita da Confconsumatori

Maxi bolletta Tari da 2.000 euro a Ragusa: una donna vince causa

L’avvocato Samantha Nicosia Raccomanda: "Bisogna sempre approfondire prima di pagare" Foto Corrierediragusa.it

La tassa sulla spazzatura che continua a lievitare fino a oltre 2.000 euro nel silenzio "tombale" degli uffici comunali rispetto alle richieste di spiegazioni dell’utente: è quanto denunciato da Confconsumatori Ragusa, che ha sbrogliato una situazione complessa e per certi versi paradossale. Per la commissione tributaria, interpellata dall’associazione, non solo l’importo richiesto alla donna non era effettivamente dovuto, ma ha pesato anche la «carente e contraddittoria motivazione» avanzata dal comune di Ragusa. Tutto ha inizio nel 2012: una donna di Ragusa, dopo aver regolarmente versato la Tari, aveva ricevuto dal Comune una richiesta di integrazione relativa a una superficie di 50 mq superiore a quella dichiarata per la propria casa. La donna aveva, quindi, regolarmente versato anche l’integrazione. Ma, ancora, a distanza di 3 anni, nel 2015, era arrivata una nuova richiesta, sempre riferita allo stesso immobile e alla stessa annualità: il comune questa volta pretendeva oltre 2.000 euro, sulla base di altri, presunti, 232 mq di superficie. L’opinione del Comune era che fossero da assoggettare a tassazione pure una mansarda non abitabile e un’area esterna all’abitazione. A quel punto la signora aveva richiesto chiarimenti agli uffici, senza ricevere alcuna risposta.

Angosciata e decisa ad arrivare in fondo alla questione, la ragusana si era rivolta allo sportello locale di Confconsumatori, dove l’avvocato Maira Crocco, consulente tributaria, le aveva consigliato di procedere con la perizia di parte e di portare la controversia innanzi alla commissione tributaria. Così, tramite i legali di Confconsumatori, la cittadina ha impugnato l’avviso di accertamento. «Una dettagliata perizia in corso di causa ha evidenziato che la superficie dell’immobile sottoposto a tassazione corrispondeva a quella dichiarata dalla signora e non a quella presunta dal Comune – ha spiegato l’avvocato Samantha Nicosia (foto), responsabile Confconsumatori Ragusa – il comune, inoltre, non ha contestato i dati emersi dalla documentazione e dalla relazione tecnica presentata dalla nostra associata». Così la ragusana ha ottenuto dalla commissione tributaria l’annullamento dell’avviso di accertamento. I giudici, come accennato, hanno motivato la loro decisione con «la carente e contraddittoria motivazione» del comune di Ragusa.

«Non allarmatevi quando vi trovate di fronte a bollette "salate" e tasse anomale – raccomanda l´avvocato Nicosia - perchè prima di pagare è necessario approfondire bene le richieste: è diritto dell’utente ricevere i chiarimenti da parte dell’Ente impositore e si ha sempre la facoltà - conclude il legale -di dimostrare e far valere i propri diritti e le proprie ragioni».