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Giovedì 20 Settembre 2018 - Aggiornato alle 15:21
RAGUSA - 01/03/2018
Attualità - I ritardi di comuni e Regione sono la causa dei mancati investimenti

Rischio idrogeologico: negli Iblei chiusi 3 cantieri su 16 previsti

Secondo un calcolo elaborato dai tecnici della Protezione civile regionale in Sicilia servirebbe un investimento di due miliardi e 800 milioni per 962 interventi Foto Corrierediragusa.it

I comuni siciliani bussano a soldi per arginare il dissesto idrogeologico, ma i progetti mancano. A fronte delle risorse che il governo ha stanziato nell’ambito del programma Italia Sicura emerge che i ritardi di comuni e Regione sono la causa dei mancati investimenti che non solo metterebbero in sicurezza il territorio ma assicurerebbero anche lavoro per maestranze ed imprese. Dai dati ufficiali consultabili sulla mappa di Italia Sicura, si rileva, per esempio, che a Ragusa gli interventi programmati sono ben 16 per un importo di quasi 24 milioni ma solo 3 cantieri sono stati chiusi per un investimento totale di 5 milioni. Altri cinque cantieri sono in corso per un importo di quasi 13 milioni ma all’appello mancano ben altri otto interventi già finanziati e cantierabili per 6 milioni 300 mila euro. Uno dei cantieri in esecuzione è quello sulla spiaggia di Punta Zafaglione e Scoglitti dove l’investimento è di un milione 650 mila euro. Virtuoso anche il comune di Chiaramonte che ha speso 660 mila euro per opere di prevenzione di rischio idrogeologico nel centro storico.

A Modica, invece, si attende ancora il progetto per realizzare il consolidamento delle colline Giganta e Monserrato per un importo di 3 milioni di euro. Nel capoluogo ci sono un milione 600 mila euro da spendere per la prevenzione del rischio idrogeologico tra la via Nicastro e la via Addolorata. Scicli, Pozzallo ed Ispica hanno invece portato avanti opere di prevenzione nelle spiagge di Arizza e S. Maria del Focallo.

Secondo un calcolo elaborato dai tecnici della Protezione civile regionale in Sicilia servirebbe un investimento di due miliardi e 800 milioni per 962 interventi su tutto il territorio. Di questi 153 interventi per mitigare il rischio alluvioni, 718 per le frane, 64 per l’erosione costiera e 27 per altri tipi di rischio (classificato come misto). Un costo altissimo ma che rischia di restare sulla carta non solo per insufficienza di risorse ma anche perché quando i finanziamenti vengono messi a disposizione la macchina burocratica non è pronta, è impreparata perché non ha i progetti esecutivi pronti e così i tempi si allungano a dismisura fino alla successiva emergenza.