Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 19 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 17:39
RAGUSA - 27/02/2018
Attualità - La prima fiction di un romanzo storico di Camilleri seguita da 8 milioni di telespettatori

"La mossa del cavallo" vincente: 8 milioni di telespettatori

Una Sicilia ottocentesca, malinconicamente desolata eppure bellissima. Personaggi ben caratterizzati per una storia intrigante Foto Corrierediragusa.it

Una storia del passato che parla della Sicilia di oggi, delle sue contraddizioni, delle connivenze strette tra apparati dello Stato e gruppi malavitosi, di una Sicilia che dice e non dice e che in questa ambiguità prova a sopravvivere. «La Mossa del cavallo» che il regista Gianluca Tavarelli presenta in maniera magistrale traendola da un romanzo storico di Andrea Camilleri, è ambientata subito dopo l’Unità d´Italia. Siamo nel 1877, ma ha parecchi rimandi al presente. Camilleri, da grande conoscitore della realtà siciliana, fa centro, tratteggia i personaggi in modo impeccabile ed il regista è bravo a calarli in un paesaggio autentico che il territorio ibleo con Ispica, Scicli, Ibla e Donnafugata sa offrire con i suoi scorci meravigliosi. Il Puparo, l´ispettore integerrimo, il prete lussurioso ammazzato, l´avaro psicotico, l´avvocato scaltro e altri personaggi interpretati in maniera convincente e azzeccata, condiscono una storia dai toni inizialmente leggeri, che poi vanno pian piano incupendosi, mutandosi in un giallo a tinte fosche, in un vortice di inganni e menzogne.

Tavarelli indugia in magnifici paesaggi di frontiera, una Sicilia desolata ma bella come poteva essere quella ottocentesca dove nella lotta tra i buoni, i brutti e i cattivi, tra l’integerrimo e il deviato, non si sa chi vince. Camilleri non ha una risposta certa, perché la verità è sfuggente e ha molte facce. Non ci riesce l’ispettore capo ai mulini inviato in Sicilia per scoprire gli intrighi sulla tassa del macinato. L´ispettore, ovvero il personaggio principale interpretato da Michele Riondino, sembra quasi sopraffatto dall´evolversi degli eventi ad incastro ai suoi danni, ma poi recupera il suo essere siciliano e viene a capo dell’omicidio del prete lussurioso che qualcun altro ha commesso, manovrato dal Puparo e forse con la connivenza della bella vedova amante del prelato, l´unica presenza femminile di rilievo di tutta la storia.

L’ispettore mostra tutte le sue debolezze, ma alla fine pur non potendo incastrare il colpevole, risulta comunque vincitore, perché non si piega e impone il suo essere uomo con la schiena dritta. Vince muovendo, da buon giocatore di scacchi quale dice di essere, giocandosi per l´appunto "La mossa del cavallo". E’ la mossa decisiva e si dimostra vincente in tutti i sensi, sia per Camilleri, che ancora una volta riesce a coniugare originalità, introspezione ed avventura, con qualche concessione anche all’umorismo, e sia per Tavarelli, bravo a rendere le atmosfere del romanzo. Molto suggestiva poi la scena finale, con il protagonista che si immerge nel mare per una nuotata liberatoria, proprio come fa il commissario Montalbano quando risolve i suoi intricati casi: una citazione d´obbligo per il "figlio prediletto" di Camilleri.

"La mossa del cavallo" è stata seguita da 7 milioni 966.000 spettatori, pari al 32,3% di share. Ascolti leggermente inferiori rispetto a quelli dell´inossidabile commissario Montalbano, ma innegabilmente un altro colpaccio messo a segno da Andrea Camilleri, che, dopo l´emozione per la prima trasposizione televisiva di uno dei suoi romanzi storici, può tirare un gran bel sospiro di sollievo: i suoi lavori in tv funzionano. E chissà che non si sia aperto un nuovo filone.