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Domenica 18 Novembre 2018 - Aggiornato alle 18:34
RAGUSA - 05/02/2018
Attualità - Dati Osservatorio mensile realizzato da Findomestic in collaborazione con Doxa

Fake news: anche se "certificate" in molti ci cascano

I siti internet sono considerati i più credibili Foto Corrierediragusa.it

E’ una bufala "certificata", eppure tre persone su dieci continuano a credere che la presidente della Camera Laura Boldrini abbia una sorella che gestisce centinaia di cooperative che offrono assistenza ai migranti. E’ uno dei risultati del nuovo Osservatorio mensile realizzato da Findomestic in collaborazione con Doxa, focalizzato sul tema delle fake news. La bufala virale, circolata lo scorso novembre, della bambina musulmana di 8 anni data in sposa a Padova a un uomo di 35 anni è ritenuta una notizia vera da quasi 2 intervistati su 3 (63%), mentre uno su 4 (26%) è convinto che Donald Trump abbia effettivamente dichiarato che la Statua della Libertà incoraggia l´immigrazione. Dal test risulta che in media oltre il 40% non riconosce notizie inventate e già smascherate.

UNO SU DUE CADE IN TRAPPOLA
Più del 50% degli italiani – emerge dal sondaggio di Findomestic, società di credito al consumo del Gruppo Bnp Paribas – ammette di essere caduto nel tranello delle fake news almeno una volta nell’arco dell’ultimo anno. Addirittura il 13% confessa di aver ‘abboccato’ a più di 5 notizie costruite ad arte.

I SITI WEB SONO CONSIDERATI LE FONTI PIÙ ATTENDIBILI
A quali media si affidano, dunque, gli italiani per non inciampare nell’inganno? I siti Internet sono considerati i mezzi di informazione più attendibili da quasi tre persone su dieci (29,4%); seguono la televisione (26,5%), i blog e i forum (18,1%) e i quotidiani (10,1). E i social network (7,7%) sono reputati più veritieri delle radio (6,3%). Sono soprattutto i più giovani a fidarsi dei siti Internet: quasi il 36% nella fascia tra i 18 e i 24 anni. I quotidiani, invece, registrano il massimo tasso di credibilità (20,5%) tra gli over 60.

IL POTERE CONDIZIONANTE DELLE FAKE NEWS
Il potere persuasivo delle bufale – la cosiddetta post verità – è riconosciuto dalla maggioranza: secondo l’80% degli intervistati le fake news condizionano l’opinione pubblica, mentre solo l’1,4% ritiene che non abbiano alcun tipo di influenza.

CREDIBILITÀ E FACT CHECKING
La diffusione delle fake news ha contribuito a minare la credibilità del mondo dell’informazione; mentre il 51,8% del campione dell’indagine Findomestic afferma di credere alle notizie diffuse da una fonte conosciuta, il 43,7% ha sempre qualche dubbio sull’attendibilità di quelle che legge o sente. La platea mediatica è sempre più chiamata, perciò, a verificare in qualche modo le notizie: per mettere in pratica il cosiddetto ‘fact checking’ il 71,2% controlla se la notizia è riportata anche su altre fonti e il 66,6% valuta la fonte da cui proviene la notizia.

CONTROLLI, NECESSARI MA NON TROPPO
Se un intervistato su 2 si esprime a favore di un ‘controllo’ che certifichi che cosa è vero e che cosa no (meglio se ad opera di un ente imparziale), il 39% si dice contrario all’introduzione di controlli, evitando ‘censure’ e preferendo lasciare così al cittadino la capacità di saper distinguere cosa è attendibile da cosa non lo è.