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Lunedì 20 Agosto 2018 - Aggiornato alle 23:15
RAGUSA - 26/01/2018
Attualità - Accorato appello delle famiglie alle istituzioni

Alunni sensoriali, servizi dimezzati con il nuovo anno

I genitori lamentano conflitti di competenze tra gli enti che dovrebbero garantire i servizi Foto Corrierediragusa.it

E’ accorata ma anche sferzante la lettera che i genitori degli alunni sensoriali hanno indirizzato alle autorità alla luce del dimezzamento dei servizi scolastici per i loro figli. I genitori parlano di «paradosso delle competenze» e mettono il dito nella piaga anche perché la loro situazione e soprattutto quella dei loro figli, praticamente con un servizio scolastico dimezzato, avrebbe bisogno di un approccio meno burocratico e più umano.

Scrivono i genitori: «Nessuno prende responsabilità, nessuno vuole fare chiarezza, a nessuno interessa capire dove sta l’errore legislativo e cercare di migliorare il sistema. Da Settembre 2017 le varie associazioni di riferimento attraverso colloqui e infine con note scritte cercano di dare l’allarme agli Enti Locali, ai politici di turno, ai politici in campagna elettorale, al Prefetto. Tutto tace a nessuno interessa cosa sta succedendo, Chi a questo punto tutela il diritto allo studio dei ragazzi Sordi e Ciechi? Nessuno! Ed è così che a metà anno scolastico alla chiusura del primo quadrimestre gli alunni Sordi e Ciechi si ritrovano in questa situazione. E le famiglie? Le famiglie siamo diventate delle palline di ping-pong. Chiamiamo in Provincia e una voce dolce e gentile risponde « il servizio non è più di competenza del Libero Consorzio spetta ai singoli Comuni attivare il servizio per le scuole primarie! Non preoccupatevi non cambierà nulla!» Chiamiamo i Comuni di riferimento e rispondono «Ci stiamo impegnando a far ripartire il servizio purtroppo non possiamo garantire lo stesso standard quantitativo e dovete venirci incontro, alla fine noi abbiamo la competenza solo sul servizio scolastico. L’extrascolastico è di competenza della Provincia». Richiamiamo la provincia e nuovamente la voce gentile risponde» Noi non possiamo farci nulla è la Regione che dice di fare così! La legge è chiara!». Una questione di competenze inaccettabile per le famiglie alle quali non resta che gridare forte la loro rabbia e la loro delusione.