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Domenica 25 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 12:52
RAGUSA - 25/01/2018
Attualità - Non ci sono mai stati rischi per la salute dei piccoli alunni

Avviata revoca servizio di refezione scolastica

Bisogna però migliorare la qualità complessiva dell’igiene nella preparazione e nel conferimento dei pasti Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco Federico Piccitto (foto) ha avviato la procedura di revoca del servizio di refezione scolastica, ma la relazione dell’Asp 7 di Ragusa fotografa una situazione diversa rispetto a quella descritta da genitori e consiglieri comunali. Sulla base dei controlli dell’autorità sanitaria l’Asp, nel documento consegnato al sindaco, scrive che «Non si rilevano specie batteriche patogene o pregiudizievoli per la sicurezza alimentare e quindi per la salute della collettività. Le forme batteriche rilevate indicano la presenza di criticità relative all’igiene dei processi di lavorazione, eliminabili o controllabili con una attenta prassi igienica conformemente a quanto previsto nel piano di autocontrollo». Non c’è quindi pericolo per la salute, ma bisogna migliorare la qualità complessiva dell’igiene nella preparazione e nel conferimento dei pasti.

Il sindaco ha contestato alla ditta l’inosservanza di alcuni punti fondamentali del capitolato d’appalto, come aveva già evidenziato la scorsa settimana, applicando già sei penalità. Ora tocca al titolare dell’impresa presentare le controdeduzioni ai rilievi dell’amministrazione. Sulla base delle risposte, l’amministrazione deciderà se rescindere il contratto o andare avanti, pur se si dovrà cautelare rispetto alle criticità elencate nel rapporto dell’Asp. Le famiglie dovranno attendere almeno due settimane prima che la matassa venga sbrogliata e nel frattempo sono molti a provvedere con cibo portato da casa grazie alla flessibilità e alla duttilità dei dirigenti scolastici che hanno così reso più facile il «caso refezione».

LA SECONDA PROTESTA DEI GENITORI A PALAZZO DELL´AQUILA
L’amministrazione comunale ha avviato la procedura per rescindere il contratto della refezione scolastica per inadempienze contrattuali, sanzioanndo peraltro la ditta che ha in appalto il servizio, ma le famiglie non intendono attendere oltre. Il sindaco Federico Piccitto si è mantenuto cauto nell’affollato e caotico incontro tenutosi lunedì pomeriggio a palazzo dell’Aquila e ha chiesto almeno dieci giorni di tempo per procedere, mentre i funzionari hanno spiegato le varie fasi per arrivare alla risoluzione del contratto. Ma le mamme sono state irremovibili. Vogliono che il servizio sia sospeso subito e quindi riaffidato, o in alternativa, che sia consentito loro di portare pasti, e non solo panini, ai loro figli direttamente nelle scuole. Un pugno di ferro che al momento non ha portato ad alcuna soluzione concreta ma che ha già visto i genitori, o almeno una parte di loro, come avevano preannunciato, presentarsi a scuola con verdure, carne e minestra fatta in casa.

Il legale del comune ha chiarito che l’articolo del capitolato mette a rischio l’ente difronte ad un ricorso al Tar che potrebbe comportare un risarcimento sostanzioso, come già avvenuto qualche anno fa con ben 200 mila euro che l’amministrazione del tempo dovette rifondere. Questo fatto lo ha ricordato anche il sindaco, che, non intendendo correre rischi, si è affidato ai funzionari. Ma il primo cittadino è stato attaccato per non avere voluto adottare una soluzione immediata per imprimere una svolta rispetto ad una situazione che in molti giudicano a rischio. I genitori hanno intanto prodotto, ancora una volta, foto e video di pasti non graditi. Qualcuno ha fatto intervenire anche il Nas, ovvero il nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, per certificare l’inadeguatezza dei pasti serviti.