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Domenica 18 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 0:44
RAGUSA - 23/01/2018
Attualità - L’affollato e caotico dibattito di lunedì pomeriggio a palazzo dell’Aquila

Refezione scolastica: si va verso la revoca dell´appalto dopo le proteste

Il sindaco si mantiene cauto ma le famiglie invocano una soluzione radicale e immediata Foto Corrierediragusa.it

L’amministrazione comunale ha avviato la procedura per rescindere il contratto della refezione scolastica per inadempienze contrattuali, sanzioanndo peraltro la ditta che ha in appalto il servizio, ma le famiglie non intendono attendere oltre. Il sindaco Federico Piccitto si è mantenuto cauto nell’affollato e caotico incontro tenutosi lunedì pomeriggio a palazzo dell’Aquila e ha chiesto almeno dieci giorni di tempo per procedere, mentre i funzionari hanno spiegato le varie fasi per arrivare alla risoluzione del contratto. Ma le mamme sono state irremovibili. Vogliono che il servizio sia sospeso subito e quindi riaffidato, o in alternativa, che sia consentito loro di portare pasti, e non solo panini, ai loro figli direttamente nelle scuole. Un pugno di ferro che al momento non ha portato ad alcuna soluzione concreta ma che ha già visto i genitori, o almeno una parte di loro, come avevano preannunciato, presentarsi a scuola con verdure, carne e minestra fatta in casa.

Il legale del comune ha chiarito che l’articolo del capitolato mette a rischio l’ente difronte ad un ricorso al Tar che potrebbe comportare un risarcimento sostanzioso, come già avvenuto qualche anno fa con ben 200 mila euro che l’amministrazione del tempo dovette rifondere. Questo fatto lo ha ricordato anche il sindaco, che, non intendendo correre rischi, si è affidato ai funzionari. Ma il primo cittadino è stato attaccato per non avere voluto adottare una soluzione immediata per imprimere una svolta rispetto ad una situazione che in molti giudicano a rischio. I genitori hanno intanto prodotto, ancora una volta, foto e video di pasti non graditi. Qualcuno ha fatto intervenire anche il Nas, ovvero il nucleo antisofisticazioni dei carabinieri, per certificare l’inadeguatezza dei pasti serviti.