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Sabato 18 Agosto 2018 - Aggiornato alle 15:35
RAGUSA - 23/01/2018
Attualità - Non vogliono essere assegnati in sedi lontane dalle città di provenienza

Comitato Docenti Mobilitati contesta la "Buona Scuola"

Sono in maggioranza iblei e minacciano la cancellazione in massa dai sindacati Foto Corrierediragusa.it

Sono in maggioranza docenti ragusani i componenti del «Comitato docenti mobilitati siciliani». Contestano la legge cosiddetta della «Buona Scuola» e preparano la cancellazione in massa dai sindacati. I docenti chiedono ai sindacati un impegno concreto a sostegno degli insegnanti entrati di ruolo con la legge 107/2015, ma assegnati a sedi lontane dalle città di provenienza, prevalentemente nel Nord Italia.

Il Comitato Docenti Mobilitati Siciliani ha promosso un’azione dura: «I sindacati non ci rappresentano più e non fanno abbastanza per sostenere le nostre richieste, se non ci sarà un cambio di rotta, revocheremo la nostra iscrizione al sindacato». Una lettera, firmata da 101 docenti, è stata inviata alle segreterie provinciali e regionali di Cgil, Cisl, Uil, Snals, Cisal, Gilda e Anief.

I docenti chiedono che, in vista dei prossimi pensionamenti (e della conseguente possibilità di altre cattedre libere in Sicilia) si riveda la previsione secondo cui il 60 per cento dei posti liberi sarà assegnato alle nuove assunzioni (vincitori degli ultimi concorsi e insegnanti delle graduatorie ad esaurimento), il 30 per cento ai trasferimenti interprovinciali e il 10 per cento ai trasferimenti provinciali. Il Comitato chiede che il 100 % dei posti venga destinato a favorire la mobilità, privilegiando i docenti che attualmente insegnano in sedi lontane, con notevoli disagi per loro e le loro famiglie. Il comitato sorto nell’estate scorsa ha effettuato molte azioni di protesta: un manifestazione a Palermo il 2 agosto scorso, un sit-in davanti alla sede del Provveditorato di Ragusa il 22 agosto, un convegno pubblico con i parlamentari e i candidati all’Ars il 30 settembre.