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Sabato 18 Agosto 2018 - Aggiornato alle 15:35
RAGUSA - 20/01/2018
Attualità - Il servizio continua a non soddisfare i genitori e il Pd resta sul piede di guerra

Refezione scolastica: metà degli alunni mangia a casa. Lunedì nuova protesta

Al momento l’assessore all’istruzione predica cautela Foto Corrierediragusa.it

In attesa delle analisi, è "mezza fuga" dalla refezione scolastica. Le prenotazioni da parte delle famiglie dei bambini che frequentano asili nido e scuola dell’obbligo sono in pratica dimezzate. Le famiglie preferiscono sottoporsi a disagi notevoli, prima andando a prendere i figli per pranzare a casa e poi riportandoli a scuola, piuttosto che usufruire di un servizio che viene bollato dai genitori stessi, anche con numerosi post su Facebook, come insoddisfacente. Le polemiche non si sono spente a distanza di parecchi giorni e i menu serviti non sono giudicati dalle mamme garanzia di bontà e soprattutto di qualità. Il tam tam dei social, con dovizie di foto e commenti spesso in libertà assoluta, alimentano un clima di sfiducia pur se non suffragato, almeno per ora, da dati certi ed incontrovertibili. Da parte sua l’amministrazione rinvia ogni decisione all’esito delle analisi che sono state effettuate nelle cucine della impresa appaltatrice del servizio e sulle porzioni servite. I campioni sono stati prelevati in varie scuole, le analisi sono state completate assieme ad un rapporto circostanziato consegnato all’assessore all’istruzione Gianluca Leggio.

Quest´ultimo non vuole anticipare nulla sugli esiti delle analisi e ha chiesto la massima discrezione a funzionari e impiegati, vista la delicatezza del caso. Se le analisi dovessero confermare le perplessità e i timori delle famiglie, non sarebbe esclusa nemmeno la risoluzione del contratto con la ditta che gestisce il servizio di refezione scolastica. Leggio ha confermato che nelle cucine dove sono preparati i pasti sono intervenuti i vigili sanitari dell’Asp e un funzionario del comune per controllare le procedure. Inoltre è stato disposto, come da capitolato d’appalto, che un pasto al giorno sia conservato per un certo numero di ore a temperatura di refrigerazione e per altrettante ora a temperatura di surgelamento. L’amministrazione vuole dare risposte certe alle famiglie non facendosi trovare impreparata sgombrando il campo da ogni dubbio anche se il malcontento è cresciuto i questi giorni come confermano le disdette.

LUNEDI´ NUOVA PROTESTA A PALAZZO DELL´AQUILA
Il Pd di Ragusa tornerà a protestare sulla vicenda della refezione scolastica. E lo farà lunedì, alle 18, assieme alle mamme e ai papà che già avevano fatto sentire la propria voce, in occasione della programmata seduta del Consiglio comunale. «La situazione che riguarda questo servizio in città – spiega il segretario cittadino Peppe Calabrese – diventa ogni giorno meno accettabile. I genitori dei piccoli delle materne e delle elementari non fanno altro che lamentarsi, e lo attestano le numerose segnalazioni che riceviamo, sulla qualità e sulla quantità del cibo fornita ai propri figli: non sarebbero idonee al servizio che dovrebbe essere corrisposto in funzione al contratto. E non è un caso che circa il 50% delle famiglie aventi diritto abbiano deciso di rinunciarvi.

E’ un problema che si protrae da quando - si legge nella nota - è stato dato l’appalto a questa impresa che ha avviato la propria attività dallo scorso 8 gennaio. Sul piano politico, grande è la nostra delusione per il fatto che il sindaco, più di una settimana fa, aveva affermato che avrebbe sollecitato la ditta a migliorare la qualità del servizio. E invece, a parte una serie di contestazioni avanzate da palazzo dell’Aquila, nulla di concreto è accaduto. E ciò ci spinge a ritornare a protestare. Infatti, noi chiediamo che il servizio intanto sia sospeso e poi, se ci sono le condizioni, revocato. Abbiamo già preso atto che si tratta di un appalto che non soddisfa la città. Ritorneremo di nuovo, partito e gruppo consiliare, a fare sentire la nostra voce a palazzo di Città assieme ai genitori delusi. E’ una situazione - conclude la nota del Pd - ormai impossibile da reggere».