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Domenica 25 Febbraio 2018 - Aggiornato alle 13:10
RAGUSA - 17/01/2018
Attualità - Sulla vicenda interviene Territorio

A Ragusa 4 furti in 5 attività commerciali

La circostanza è emersa nella seduta della commissione Affari generali presieduta dalla consigliera Manuela Nicita Foto Corrierediragusa.it

«E’ da qualche settimana che gli esercenti di alcune attività commerciali presenti nella zona del centro storico compresa tra via Garibaldi e corso Vittorio Veneto (foto) fanno i conti con la microcriminalità. In pratica, su cinque esercizi commerciali, ben quattro sono stati visitati dai ladri. Una situazione intollerabile a cui bisogna porre in qualche modo rimedio». E’ quanto denuncia il segretario cittadino del movimento Territorio Ragusa, Michele Tasca, con il vicesegretario Emanuele Distefano. «L’ultimo furto – proseguono ancora Tasca e Distefano – è proprio avvenuto nei giorni scorsi ai danni di un salone da barba. I ladri hanno potuto racimolare pochissimo (cosa c’è da portare via in un salone da barba?) ma intanto hanno procurato danni consistenti al locale, forzando l’ingresso, oltre ad alimentare quel senso di insicurezza che continua a prendere piede tra i cittadini della zona. Sono tutti molto spaventati. Ci chiediamo: ma che cosa bisogna fare per stare più sicuri? Rispettiamo il lavoro di tutti. Non vogliamo polemizzare su un argomento così delicato. Ma i cittadini pretendono attenzione. Siamo arrivati al punto che, tra poco, occorrerà organizzare le ronde notturne per evitare il peggio.

Non vogliamo essere tacciati di demagogia o peggio ancora populismo. Ma si prenda atto che la situazione, in alcune zone della città, è molto grave. E per questo chiediamo alle autorità competenti di intervenire in modo radicale ed efficace. Altrimenti questa, tra poco, sarà destinata a diventare la terra di nessuno. Anzi, no - conclude la nota - la terra dei malviventi».

NICITA: "TELESORVEGLIANZA CARENTE"
Prima seduta della commissione Affari generali presieduta dalla consigliera Manuela Nicita e subito riflettori puntati sulla questione sicurezza. L’organismo ha ospitato in audizione il capitano della polizia locale, Umberto Ravallese, rispetto a cui ha ottenuto informazioni specifiche in ordine alla questione telesorveglianza in città. «Più volte, in queste ultime settimane – afferma la presidente Nicita – ci siamo posti una serie di interrogativi su quale potesse essere la reale incidenza della telesorveglianza nell’ambito comunale, quali i problemi e gli eventuali malfunzionamenti. Bene, abbiamo ottenuto delle specifiche indicazioni e cioè che il numero delle telecamere di controllo, dislocate in varie zone strategiche della città, ammonta a 90 unità.

Di queste, però, una decina non sono funzionanti. Per cui abbiamo ritenuto opportuno che sia avviato un percorso specifico teso a garantirne la riattivazione». E’ stato poi appurato come altre trentadue telecamere dovrebbero entrare in funzione così come contemplato nel protocollo denominato «Patto per la sicurezza» che il Comune aveva redatto due anni fa con la Prefettura, sfruttando al meglio un progetto in tema di pubblica sicurezza voluto dal ministero dell’Interno. «Peccato, però, che da due anni ad oggi – afferma Nicita – nessuno si sia preso la briga di sollecitare l’entrata in funzione di queste telecamere di sorveglianza che sono state acquistate ma non collocate dirimpetto agli istituti scolastici cittadini con lo scopo di dissuadere fenomeni quali lo spaccio ed eventuali altri problemi legati all’ordine pubblico.

Il capitano Ravallese ci ha fornito la propria disponibilità a contattare subito le autorità competenti affinché questi dispositivi possano essere installati ed entrare al più presto in funzione. E diremmo finalmente visto che ci sono voluti due anni e nessuno, in seno all’amministrazione comunale, ha sentito l’esigenza di sollecitare gli interventi adeguati per dare attuazione al protocollo. Ci dispiace che la stessa amministrazione comunale, benché invitata alla riunione, abbia deciso di non intervenire. Ringraziamo invece il capitato Ravallese per la sua disponibilità. Peccato perché la giunta municipale, che in questo caso avrebbe dovuto essere rappresentata dall’assessore al ramo, Massimo Iannucci, delegato alla polizia municipale - conclude la Nicita - abbia perso una occasione per esporre i propri intendimenti».