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Giovedì 18 Gennaio 2018 - Aggiornato alle 23:20 - Lettori online 766
RAGUSA - 11/01/2018
Attualità - I controlli sono stati avviati sull’operato della ditta

Il Pd chiede revoca servizio refezione scolastica

A pochi giorni dall’avvio del servizio si è creato un vero e proprio pasticcio Foto Corrierediragusa.it

Si ingrossa ogni giorno che passa la bufera che ha investito il servizio di refezione scolastica per l´infanzia e le scuole primarie, partito lunedì scorso (con quasi 2 mesi di ritardo rispetto a quanto previsto) facendo registrare numerosi disservizi: dai pasti freddi e consegnati in ritardo al riso rancido, passando per le polpette di carne lasciate semicrude. Ad alzare le barricate è il Pd, che, in una nota, chiede al sindaco Federico Piccitto di revocare, o comunque sospendere, il servizio. "Lo chiediamo come forza politica - si legge nella nota - anche dopo avere preso atto del grande dissenso manifestato dai genitori dei piccoli alunni durante una convulsa riunione tenutasi in sala giunta a palazzo dell’Aquila (foto), in cui è stata criticata con durezza l’attività della ditta che si è aggiudicata il servizio con un ribasso del 30% rispetto alle altre due ditte concorrenti, che si erano fermate al 15%. Il sindaco, che ha tentennato sulla vicenda rimandando più volte a riferimenti normativi che, in questa fase, lasciano il tempo che trovano - prosegue la nota del Pd - ha il dovere di dare una risposta chiara alla cittadinanza perché stiamo mettendo in dubbio la salute dei nostri figli. E questo non può essere".

Insomma, per il segretario cittadino Peppe Calabrese la situazione va presa di petto mentre invece "La Giunta Piccitto, presente con il sindaco e con altri assessori all´incontro con i genitori – prosegue la nota del Pd – ha cercato di prendere tempo chiedendo qualche giorno di tempo per espletare gli opportuni controlli sulla vicenda. Noi riteniamo che, dopo quanto accaduto, ci siano già le condizioni per attuare la decisione da tutti attesa, ovvero la revoca o la sospensione del servizio. Tutto ciò per evitare che possano verificarsi conseguenze ancora più gravi anche nei confronti di qualche bambino celiaco.

E’ il sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria cittadina, che deve assumersi questa responsabilità con un’ordinanza urgente, che, intanto, va adottata e poi confermata. Serve cibo di qualità che, in questo caso - conclude il Pd - non è ancora stato servito». Anche il capogruppo in consiglio comunale Mario D’Asta, è intervenuto durante la riunione con i genitori, sottolineando che "Non è possibile fare i conti con un disagio del genere, a maggior ragione perché stiamo parlando di una ditta che in passato aveva fatto registrare problemi simili. Le verifiche hanno già dimostrato tutto quello che c’era da sapere anche perché il malcontento dei genitori - ha evidenziato Chiavola - è diffuso".

Il servizio di refezione scolastica dovrebbe garantire 1.500 pasti al giorno ma in appena tre giorni di attività è scoppiato il putiferio per la qualità dei pasti e alcune situazioni al limite segnalate in primis dai genitori, anche su Facebook, che li hanno fatti infuriare. Quattro le criticità che l’amministrazione ha già messo nel mirino: i pasti arrivano in ritardo, sono freddi, la quantità delle porzioni è insufficiente e non è stata prevista alcuna differenziazione per bambini con allergie e intolleranze. Il sindaco ha messo subito in chiaro che non è possibile rescindere il contratto di punto in bianco, come hanno reclamato i genitori. "C’è un contratto da rispettare, una procedura da seguire, viviamo in uno stato di diritto", ha detto Federico Piccitto. La ditta che gestisce il servizio di refezione scolastica avrà dunque la possibilità di fornire le sue controdeduzioni ai rilievi posti dall’amministrazione e sulla scorta di ciò si deciderà sul da farsi. Ma intanto la refezione è diventata un grande pasticcio perché l’amministrazione deve rispettare il contratto, i genitori non possono fornire autonomamente un pasto ai figli direttamente a scuola e la maggior parte di loro non può prelevarli per la pausa pranzo per poi riportarli in classe.

UN AVVIO DEL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA DA DIMENTICARE
L’atteso avvio del servizio di refezione scolastica a Ragusa, inizialmente previsto per novembre ma iniziato soltanto lunedì scorso, è cominciato con vari disservizi. Pasti arrivati in alcuni casi freddi e in netto ritardo, circa un’ora dopo, intorno alle 13, come segnalato da alcuni genitori alla nostra redazione. Era il primo giorno del servizio che il comune di Ragusa, dopo una procedura negoziata, ha affidato per quest´anno, e qualche "problema di rodaggio" ci può anche stare, anche se alcuni genitori non l´hanno presa affatto bene, postando il loro malcontento anche su Facebook.

I consiglieri comunali dem Mario D´Asta e Mario Chiavola hanno intanto diramato una nota a loro firma in cui dichiarano addirittura di aver avuto contezza "Della distribuzione in un plesso scolastico - si legge testualmente nel comunicato del Pd - di riso con verdure che sarebbe risultato rancido sia all’olfatto che al gusto. Per fortuna un medico - aggiungono i 2 consiglieri-per una serie di circostanze fortuite, se n’è accorto prima che il pasto venisse somministrato ai piccoli e ha consigliato alle maestre di intervenire. Chiediamo subito al sindaco e all’assessore al ramo - concludono - di verificare come stanno le cose perchè on possiamo scherzare con la salute dei nostri figli".

«E’ bastato il primo giorno di svolgimento del nuovo servizio mensa scolastica per far andare su tutte le furie tanti genitori, una rabbia che non si può biasimare»: è il commento che arriva dal direttivo del Laboratorio politico 2.0 in merito all’avvio del servizio di refezione scolastica. Per la nuova gara, la ditta aggiudicataria ha presentato il 30% di ribasso mentre le altre due ditte partecipanti avevano previsto un ribasso intorno al 15%. «Temiamo - concludono dal Lab 2.0 - che l’anomalo ribasso del 30% presentato dalla ditta aggiudicataria del servizio possa essere alla base di questi inconvenienti o generarne altri ancora più spiacevoli". Il servizio è stato affidato per tre mesi, ma, allo stato, non è esclusa una proroga.

IL COMUNE RISPONDE: "SONO STATE AVVIATE LE VERIFICHE DEL CASO"
il Settore VIII – Politiche per la famiglia, Pubblica istruzione, Politiche educative ed asili precisa in una nota arrivata da palazzo dell´Aquila che, da subito, è stata attivata una serie di verifiche in ordine alle presunte problematiche inerenti principalmente i ritardi nella consegna dei pasti e la qualità degli stessi. In ordine al primo punto, secondo una prima verifica, i ritardi sono stati dovuti principalmente alle difficoltà di prenotazione per via telefonica. Tali criticità, prontamente rilevate nei confronti del gestore, sono in fase di risoluzione attraverso l’installazione dell’apposito link per la prenotazione dei pasti sui tablet in dotazione dei vari plessi scolastici, in fase di completamento.

L’ufficio, inoltre, sta attivando analoghe verifiche, anche rispetto alle modalità di consegna dei pasti, relativamente al personale utilizzato ed al numero di mezzi impiegati. Infine in ordine al secondo punto, l´ufficio comunale competente ha prontamente eseguito una serie di controlli e verifiche sui pasti somministrati in sette plessi scolastici, facendosi carico delle problematiche riscontrate, dando mandato di effettuare controlli specifici sul cibo somministrato, con particolare riferimento ad una valutazione di qualità dello stesso. Sono state inoltrate specifiche note nei confronti del gestore del servizio, richiamando lo stesso al pieno rispetto del capitolato. L’attività di controllo proseguirà anche nei prossimi giorni con specifiche verifiche nei plessi scolastici cittadini.