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Mercoledì 19 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 12:34
RAGUSA - 06/01/2018
Attualità - La consigliera punta il dito contro la giunta pentastellata

Centro storico di Ragusa messo male

Analisi diffusa in queste ultime ore dall’associazione nazionale centri storici artistici Foto Corrierediragusa.it

«Non ci sono dubbi. Il centro storico di Ragusa superiore sta attraversando un momento pessimo e dobbiamo ringraziare per questo quattro anni e mezzo di politica grillina che non hanno saputo avviare il benché minimo tentativo di recupero». E’ questo il commento, di natura prettamente politica, che arriva dalla consigliera comunale del gruppo Insieme, Elisa Marino, dopo l’approfondita analisi diffusa in queste ultime ore dall’associazione nazionale centri storici artistici, in collaborazione con il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia, che ha fotografato quanto accade a livello nazionale. «Purtroppo – sottolinea Marino – il centro storico della nostra città si trova al terzo posto su 109 capoluoghi in Italia per numero di abitazioni vuote o occupate da non residenti. Al 90mo posto sempre su 109, quindi verso le zone meno nobili della classifica, anzi decisamente agli ultimi posti, per popolazione giovane che vi abita. E, ancora, al 18mo posto, sempre tra 109 capoluoghi, per centri storici abitati da popolazione anziana.

Insomma - continua la Marino - è stato dipinto un quadro a dir poco deprimente che mette in luce un periodo della durata di quasi un lustro in cui l’amministrazione comunale non ha prodotto il benché minimo atto riguardante l’attivazione di una ripresa. Nutrivamo parecchia speranza nel Piano particolareggiato. Ma tutto è rimasto, chissà per quale motivo, rinchiuso in un cassetto. Quanto si è verificato e si sta verificando è a dir poco drammatico per le sorti di quella che un tempo, e parlo di via Roma e delle zone limitrofe, era considerata l’area di maggiore pregio sul piano residenziale e commerciale della città. Oggi, invece, continua il fuggi fuggi da queste zone e nessuno tra quelli che stanno seduti nelle stanze dei bottoni a palazzo dell’Aquila ha saputo definire una sola proposta per cercare di invertire la tendenza».

Marino aggiunge: «Certo le responsabilità sono dovute anche a fattori contingenti come la crisi economica, la contaminazione commerciale, l’allargamento della città verso la cintura periferica. Ma proprio perché il problema era noto ormai da tempo ci si sarebbe atteso, da questa amministrazione, un tentativo per attivare una parvenza di cura. E, invece, nulla di tutto questo. Si è atteso soltanto che il degrado prendesse la mano e che la situazione degenerasse come, in effetti, è degenerata. E, come se non bastasse, ci sono ora le classifiche nazionali a ricordarcelo. Ormai è troppo tardi per fare in modo che la Giunta Piccitto intervenga in qualche modo. Un’altra occasione fallita. Speriamo che la nuova amministrazione, qualunque essa sia, prenda a cuore la questione per affrontarla di petto. Altrimenti - conclude la Marino - la lacerazione sarà ancora più devastante».