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Domenica 9 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 19:23
RAGUSA - 04/01/2018
Attualità - Interviene Mario Chiavola sulla vicenda

Attesa di 18 ore al pronto soccorso. Asp: "Allarmismi"

La vicenda non ha avuto comunque conseguenze Foto Corrierediragusa.it

Lunghe attese al pronto soccorso di Ragusa? Lo denuncia l´associazione politico culturale Ragusa in Movimento in una nota. «Abbiamo appreso con un misto di stupore e indignazione - si legge testualmente - la storia di una donna che è stata visitata al pronto soccorso dopo ben 18 ore. Per fortuna la vicenda ha avuto un lieto fine e non ci sono state conseguenze per la signora, ma questo caso deve farci riflettere: che fine hanno fatto le buone intenzioni del sindaco, che fino a prova contraria è la massima autorità cittadina, tese a sollecitare i vertici dell’Asp per garantire le dovute risposte, in termini di erogazione dei servizi sanitari, alla cittadinanza?». E’ l’interrogativo posto al sindaco di Ragusa Federico Piccitto dal presidente dell’associazione politico culturale, Mario Chiavola, che auspica una maggiore attenzione su questioni che riguardano da vicino la salute dei ragusani.

«La Sanità, lo sappiamo – continua Chiavola – è un pianeta articolato e molto complesso. Ma proprio per questo, realtà istituzionali come il comune dovrebbero creare le condizioni per attivare dei percorsi di verifica chiamati, periodicamente, ad accertare che tutto funzioni per il verso giusto. Non è possibile apprendere di episodi come questo che minano alla base il diritto alla salute di ciascun paziente. Se accadono fatti simili significa che c’è più di qualcosa che non funziona e un sindaco - conclude Chiavola -deve fare tutto ciò che è in suo potere per ottenere delle risposte in proposito».

LA REPLICA DELL´ASP 7: "BASTA ALLARMISMI"
Non si è fatta attendere la replica dell´Asp 7 secondo cui "Questa informazione ha solo lo scopo di creare nella comunità preoccupazione e allarmismo sociale. Purtroppo allo stato attuale - prosegue la nota - i pronto soccorso italiani sono sotto «assedio» per il picco dell’influenza che sta colpendo cittadini di tutte le età per un totale di circa 2.168.000 di casi dall’ inizio della sorveglianza. I più colpiti sono i bambini, al di sotto dei cinque anni, ma si segnala anche un brusco aumento negli anziani. Infatti, nelle ultime settimane del 2017 l’ ascesa della curva epidemica, e il livello dell´ incidenza dei virus "è superiore a quello osservato nella precedente stagione" influenzale. Questo stato di cose non aiuta la situazione alquanto delicata dei Pronto Soccorso dell’Asp di Ragusa, sofferenti per la carenza di pedonale, soprattutto medico, nonostante i numerosi avvisi di incarico banditi negli ultimi tempi, il più delle volte non si presenta nessun candidato. Sui 41 medici, previsti in pianta organica - prosegue la nota - attualmente il numero è decisamente sottostimato: al ps dell’ospedale Civile sono in servizio 10 unità, 8 al Guzzardi e 7 al Maggiore".

Il dottore Giovanni Noto, direttore del pronto soccorso di Ragusa, interviene sulla vicenda affermando: "Spero che la notizia non venga strumentalizzata a fini politici. Il triage consente di razionalizzare i tempi di attesa in funzione delle necessità dei pazienti e delle risorse disponibili, utilizzando quale criterio di scelta le condizioni cliniche degli stessi e non il criterio dell’ordine di arrivo. Sono i codici giallo e i codici rosso quelli prioritari in quanto individuano pazienti che hanno necessità di interventi in urgenti o in emergenza. I codici verde e bianco sono suscettibili di tempi di attesa più prolungati in quanto sono assegnati a pazienti che non presentano segni e sintomi di stressrespiratorio, instabilità emodinamica e alterazione del sensorio.

Quindi - prosegue Noto - è bene utilizzare i servizi del Pronto Soccorso per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra di libera scelta o dai medici della continuità assistenziale (guardia medica): un corretto utilizzo delle strutture sanitarie evita disservizi per le strutture stesse e per gli altri utenti. Infine, occorre rispettare i pazienti che ricorrono al Pronto Soccorso, ma nello stesso tempo non sminuire il lavoro, svolto sempre con abnegazione e senso di responsabilità, dagli operatori sanitari, medici, infermieri e ausiliari, a cui - conclude il medico - va il mio personale ringraziamento e anche di tutta la Direzione strategica aziendale».