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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Lettori online 951
RAGUSA - 29/10/2017
Attualità - Al centro della vicenda anche i momenti concitati in consiglio

Pericentro: "Serve la Digos per vedere il sindaco"

Sotto accusa anche il consigliere Tumino che ha replicato a tono Foto Corrierediragusa.it

"Una condanna. Dura. Senza se e senza ma. E la consapevolezza che non è questo il modo di fare politica": è il sunto del pensiero dell´associazione Pericentro. Dopo il momento caldo dell’altra sera in Consiglio comunale a Ragusa, l’associazione rappresentata dal presidente Peppe Calabrese, con i componenti del direttivo Nanni Frasca, Gianni Carfì, Natalia Palazzolo e Francesca Schembari, che sono intervenuti a dire la loro, oltre a tutti gli altri che erano presenti, ha annunciato che si rivolgerà al prefetto e al ministro dell’Interno, Marco Minniti, per denunciare la mancanza di agibilità democratica all’interno di palazzo dell’Aquila «dove in cinquant’anni – hanno sottolineato gli esponenti dell’associazione – non si era mai visto che un presidente del Consiglio comunale non concedesse una sospensione per discutere assieme ai cittadini i bisogni che questi ultimi avevano sollevato».

Momenti concitati quelli dei giorni scorsi nell’aula consiliare solo perché è stato chiesto di incontrare il sindaco Federico Piccitto allo scopo di sottoporgli gli interrogativi legati a comprendere le ragioni che hanno impedito l’appostamento in bilancio delle somme necessarie per la realizzazione della condotta fognaria a Puntarazzi quando, invece, gli impegni presi erano stati completamente differenti. «Basti pensare – ha sottolineato Calabrese – che, a oggi, non abbiamo ancora un appuntamento con il primo cittadino. Per ottenerlo c’è addirittura la Digos che si sta facendo nostro tramite. Siamo all’assurdo. E meno male che parliamo dei rappresentanti di un movimento politico che dovrebbero avere come loro principio ispiratore quello di confrontarsi con la base dell’elettorato. E, invece, niente».

E’ stato chiarito che nel corso delle fasi più concitate, alcuni cittadini sono stati strattonati, verosimilmente perché aizzati in questa direzione dal presidente del civico concesso, da alcuni agenti della polizia municipale ai quali è stato richiesto di sgombrare lo spazio dell’aula riservato al pubblico. «Per un attimo – ha aggiunto Calabrese – ci siamo sentiti come all’interno di un regime, senza avere la possibilità di dire la nostra. Qualcuno ha rischiato di farsi male sul serio. E questo è inconcepibile per una realtà associativa, quale è la nostra, che ha solo chiesto spiegazioni rispetto a scelte che sono state fatte e che continuano a penalizzare in maniera fin troppo evidente le periferie». La mancanza di democrazia e la pessima gestione dei lavori in Aula al centro delle contestazioni sollevate dai dirigenti di Pericentro che, comunque, hanno assicurato che non finirà qui.

Poi intendo rispondere anche al consigliere Maurizio Tumino che ha sostenuto che quella gente sarebbe stata portata in Aula dal sottoscritto per motivi strumentali legati al periodo elettorale. Credo che Tumino intanto offenda i cittadini in questione perché evidentemente non li ritiene abbastanza intelligenti e poi, prima di parlare, ergendosi ad oppositore dei Cinque Stelle, forse solo a parole, dovrebbe ripensare a tutte le volte che lui, assieme al suo gruppo, entrando o uscendo dall’aula, è riuscito a garantire la salvezza a questo sindaco. Quindi dovrebbe dire a tutti qual è il prezzo politico che sarà pagato. Ma questo aspetto, a noi di Pericentro, non interessa. Possiamo, piuttosto, dire a Tumino, così come a tutti gli altri, che noi andremo avanti nella nostra battaglia civica sino a quando non arriveranno le risposte che attendiamo ormai da tempo. E’ così complicato avere un semplice confronto con il sindaco di questa città su una materia di interesse generale? Chissà, forse è questa la domanda che tutti coloro che ci criticano - conclude Calabrese - dovrebbero porsi».

LA REPLICA DI TUMINO
A stretto giro di posta è arrivata la replica del consigliere Maurizio Tumino di Insieme: "La paura fa novanta. Il tempo è galantuomo ed alle imminenti elezioni regionali si farà chiarezza. Che poi l’ex consigliere Calabrese voglia polemizzare sui nostri atteggiamenti tenuti in consiglio comunale faccia pure, ma evidentemente è stato male informato. Con orgoglio noi di Insieme rivendichiamo il fatto di essere stati una tra le opposizioni più ferme e risolute al M5S. In tal senso, e gli atti parlano - prosegue Tumino - abbiamo sempre votato negativamente gli strumenti economici e finanziari proposti. I residenti di Puntarazzi, come tutti i residenti delle contrade iblee, hanno diritto di fare valere le loro ragioni e noi condividiamo questa battaglia, tuttavia, forse, hanno sbagliato da chi farsi rappresentare. La città di Ragusa è matura, a partire dal 5 novembre - conclude Tumino - saprà scegliere il meglio».

QUANTO E´ SUCCESSO IN CONSIGLIO COMUNALE
Urla e spintoni, alla fine sono i vigili urbani ad accompagnare fuori dall’aula alcuni residenti di contrada Puntarazzi. I cittadini erano intervenuti ai lavori del consiglio comunale per rappresentare l’urgenza della realizzazione della condotta fognaria nella contrada dove risiedono circa 150 famiglie, che è stata inserita nel Piano regolatore della città ed è urbanizzata a parte la fognatura. I residenti hanno soprattutto lamentato le inadempienze dell’amministrazione che da due anni a questa parte ha iscritto la somma necessaria per la fognatura in Bilancio e successivamente ha spostato la somma verso altre opere.

«E’ una presa in giro per tutti noi» hanno gridato insieme al coordinatore dell’associazione Pericentro Giuseppe Calabrese ed hanno chiesto a più riprese di potere parlare con il sindaco. Il vice presidente del consiglio comunale Zaara Federico, ha comunicato che Federico Piccitto era fuori sede e quindi indisponibile alimentando così la rabbia dei presenti pur se l’amministrazione si è impegnata a ricevere a breve l’associazione Pericentro per discutere del caso.

Nella foto, da sx Carfì, Sebastiano Lupo, Schembari, Frasca, Calabrese, Palazzolo, Maria Criscione, Floriana Scrofani, Isabella Giusto