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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Lettori online 777
RAGUSA - 24/10/2017
Attualità - Lombardia in testa con il 17,5%

Denunciati 2.333 episodi di stupro

Nella poco edificante classifica seguono Lazio ed Emilia Romagna Foto Corrierediragusa.it

L’eco della notizia che ha scosso il mondo del cinema e ha cambiato per sempre la percezione del dorato mondo di Hollywood è arrivata, con una scia di velenose polemiche, anche in Italia. Il potente produttore Harvey Weinstein, fondatore della Miramax, avrebbe molestato e stuprato centinaia di donne, attirandole ‘in trappola’ con la promessa di farle recitare nei suoi film. Il caso ha scatenato un altro acceso dibattito: può definirsi stupro un atto sessuale a cui la vittima acconsente per un tornaconto, come nel caso di quelle attrici che hanno ammesso di non essersi ribellate all’approccio per il timore che il produttore rovinasse loro la carriera? O si tratta di molestie, che pure hanno una connotazione di violenza, ma con esiti meno drammatici?

«Se il corteggiamento molesto si estrinseca mediante gesti a sfondo sessuale ed allusioni si può trasformare in tentativo di violenza sessuale, nel caso in cui la vittima non abbia possibilità di fuga - spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi (foto), fondatore di Sos Stalking, che chiarisce la differenza fra violenza e molestia - Secondo l´orientamento dominante in giurisprudenza, in tema di violenza sessuale la condotta sanzionata comprende qualsiasi atto che, risolvendosi in un contatto corporeo, pur se fugace ed estemporaneo, tra soggetto attivo e soggetto passivo, metta in pericolo la libera autodeterminazione della persona offesa nella sfera sessuale. Il reato di molestia sessuale avviene, invece, solo in presenza di espressioni volgari a sfondo sessuale ovvero di atti di corteggiamento invasivo ed insistito, diversi dall´abuso sessuale».

Secondo l’articolo 609bis del codice penale, le condotte punite sono di due specie: violenza sessuale per costrizione e per induzione. La costrizione avviene per violenza, minaccia o abuso di autorità, specificando che per violenza deve intendersi l´esercizio di forza fisica per contrastare la resistenza della vittima, per minaccia l´espresso avvertimento che in caso di opposizione alla violenza verrà arrecato un danno alla vittima, mentre abuso di autorità significa costringere il soggetto utilizzando la propria posizione di superiorità o preminenza. Per quanto riguarda l´induzione, la norma è più chiara: prevede che essa derivi dall´abuso di condizioni di inferiorità fisica o psichica della vittima o dall´inganno circa la propria identità. «Laddove manchi il dissenso, quindi, non sussiste violenza», specifica ancora Puglisi.

I reati di violenza in Italia restano una questione seria: i dati del Viminale evidenziano che in Italia da gennaio a luglio del 2017 sono stati denunciati 2.333 casi di stupro. L’anno scorso, nello stesso periodo, ne erano stati segnalati 2.345. Gli stupri commessi da italiani sono aumentati, da 1.474 nei primi 7 mesi del 2016 a 1.534 dello stesso periodo del 2017, mentre quelli compiuti dagli stranieri sono di fatto stabili (da 909 a 904). All’incirca il 61% dei casi è stato commesso da italiani e il 39% da stranieri (che rappresentano però solo l’8% della popolazione). Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner, nel 3,6% da parenti e nel 9,4% da amici.

In Lombardia, secondo i dati della Fondazione Ca´ Granda Policlinico di Milano, dove opera il Soccorso Violenza Sessuale e Domestica (SVSeD) guidato da Alessandra Kustermann, nel 2015 sono aumentate le donne che si sono rivolte spontaneamente al servizio. Il numero dei casi di violenza sessuale e domestica registrato dal Centro SVSeD nel 2015 è rimasto sostanzialmente stabile rispetto all´anno precedente: le violenze sessuali sono state 387 (rispetto alle 378 del 2014), quelle domestiche 417 (420 nel 2014). La buona notizia, però, è che nel 2015 il 90% circa dei casi di denuncia ha portato ad una condanna dell´aggressore. L´età media delle vittime di violenza che si sono rivolte all´SVSeD del Policlinico è concentrata prevalentemente tra i 18 e i 54 anni (pari al 77% dei casi); il 18% è su persone tra 0 e 17 anni, addirittura il 9% su bambini con meno di 14 anni, mentre il 6% riguarda donne sopra i 54 anni. Quasi la metà, comunque (47%) riguarda donne dai 25 ai 44 anni.

Sotto l’aspetto territoriale è la Lombardia, con il 17,5% dei casi, la regione con il triste primato del maggior numero di violenze sessuali. Seguono Lazio (9,8%), Emilia Romagna (9,1%), Piemonte (8,3%) e Toscana (7,7%).