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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:33 - Lettori online 517
RAGUSA - 22/10/2017
Attualità - Le traduzioni tutt’altro che fedeli

Montalbano: dialetto stravolto ai limiti del ridicolo

Alcuni di questi aspetti sono stati trattati nel convegno che la Struttura didattica di Lingue di Ibla ha organizzato Foto Corrierediragusa.it

Quando Montalbano parla in inglese le arancine diventano «rice balls» e i polipetti intesi dal traduttore come «polpetti» si trasformano in «meat balls». Sono alcune delle amenità che emergono dalla diffusione ormai europea della maggiore serie televisiva italiana che spazia dal Belgio all’Olanda, dal Regno Unito fino al Circolo Polare Artico. C’è un evidente problema di comunicazione, se non di identità con il territorio ed il cibo che tanta importanza ha nel personaggio Montalbano. Alcuni di questi aspetti sono stati trattati nel convegno che la Struttura didattica di Lingue di Ibla ha organizzato con accademici ed esperti della comunicazione (nella foto di Fulvio Impoco). «Ragusa e Montalbano» ha avuto tre campi di indagini, le voci del territorio in traduzione audiovisiva, il cineturismo e la dimensione letteraria del racconto poliziesco italiano.

Federico Federici dell’University College di Londra ha messo in risalto il cibo come oggetto di identità fondamentale sia per il territorio sia per il commissario. Ecco perché traduzioni poco rispettose del patrimonio culturale del territorio, se non poco accurate, rischiano di non rendere il sostrato del suo autore, Andrea Camilleri, e rischiano di snaturarlo. Le arancine (o gli arancini), insomma, restano arancini a tutte le latitudini perché «croquettes» o peggio polpette di riso (rice balls) dicono di altri mondi. Anche Annalisa Bonomo (Kore Enna) and Giuseppina Di Gregorio (Catania) hanno affrontato il tema del sacro e del profano nella cultura culinaria del personaggio Montalbano, i suoi piaceri della tavola che sono anche strumento di interpretazione della realtà mentre Maria Concetta Sciacco (Catania) ha parlato del "Sacro e profano" nella serie Tv.

Il problema della resa della lingua originalissima di Andrea Camilleri, che anche al di là dello Stretto, resta a volte poco comprensibile, è stato oggetto di studio da parte di un giovane ricercatore modicano, Giulio Scivoletto dell’Università di Bergamo, che ha evidenziato le contraddizioni riportate nelle frasi sottotitolate in inglese che accompagnano la messa in onda all’estero. Se da questo punto di vista Montalbano è poco esportabile perché frutto di un sostrato culturale autenticamente siciliano, è anche vero che questa è la sua forza e l’elemento che lo fa piacere agli europei che vedono nel commissario e nel territorio che lo circonda autenticità e valori tanto da spingere il turismo verso zone prima fuori dai circuiti classici siciliani.

Michelangelo Messina, componente del direttivo del Festival di Ischia, ha richiamato l’esempio di film famosi come «Thelma e Louise» e «Il signore degli Anelli» quale traino per le location in cui sono stati girati. Da questo punto di vista il relatore ha rimarcato quanto molto resta da fare per incentivare ancora il turismo legato al fenomeno Montalbano perché l’aeroporto di Comiso ha pochi collegamenti, mancano i trasferimenti pubblici verso le città iblee e i turisti devono affidarsi al caro taxi. Vincenzo Asero (Catania) and Douglas Ponton (Catania) dal canto loro hanno parlato dell’urgenza di un «riposizionamento» del marchio Sicilia proprio grazie a Montalbano.

Vincenzo Asero ne ha parlato in termini di possibile crescita numerica mentre Douglas Ponton ha esaminato proprio la lingua, le parole, il messaggio più appropriato da parte dei tour operator per parlare non solo di Montalbano ma del Sud est siciliano perché, ha detto il docente inglese, bisogna innanzitutto liberarsi dell’idea ancora consolidata all’estero di stereotipi negativi proprio approfittando del traino di Montalbano, funzionario integro, che non scende a compromessi e dotato di umanità. Ci ha pensato l’agente Catarella, alias Angelo Russo, a scherzare e sgombrare il campo da pregiudizi che non hanno luogo d’essere con una delle sue performance nel ristorante alla moda dove relatori, studiosi ed autorità hanno concluso la due giorni.