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Venerdì 24 Novembre 2017 - Aggiornato alle 0:31 - Lettori online 353
RAGUSA - 20/10/2017
Attualità - La relazione sanitaria sul 2016 del Commissario Asp di Ragusa

Tasso di natalità alto negli Iblei e allarme suicidi

Nel 2016 sono morte 2.975 persone di cui 1.446 maschi e 1.529 femmine Foto Corrierediragusa.it

Tasso di natalità al di sopra della media. Negli Iblei si nasce di più e, contrariamente a quanto accade in altre zone d’Italia, i maschi superano le femmine. La relazione sanitaria sul 2016 presentata dal Commissario dell’Asp di Ragusa, Salvatore Lucio Ficarra, parla chiara. Il tasso grezzo di natalità di 8.74 riferito alla popolazione della provincia iblea risulta superiore al tasso di natalità per mille abitanti della popolazione italiana con una lieve diminuzione rispetto all’anno scorso (8.74 contro 8,75). Negli ospedali iblei sono nati 3.328 bambini, un numero superiore ai bambini nati da genitori residenti, il che presuppone una fascia di utenza degli ospedali della provincia che proviene sempre più dalle province confinanti. I nati durante l’anno sono stati 2.811 con una prevalenza di maschi (1.472) rispetto alle femmine (1.339). Acate con l’11,64% è il comune dove il tasso di natalità è più alto. Nei comuni iblei si vive più a lungo e Vittoria, Acate, Pozzallo, Scicli e Ispica fanno registrare un saldo attivo a favore delle nascite. La vita media della popolazione provinciale è di 77,84 anni per i maschi e 81,98 anni per le femmine. Come nel resto d’Italia le femmine vivono almeno 5 anni in più rispetto agli uomini. Con un trend in aumento nell’ultimo decennio. Gli ultracentenari al 31 dicembre del 2016 erano 55; 15 maschi e 40 femmine e tale valore è diminuito rispetto al 2015 ( 60 ).

Nel 2016 sono morte 2.975 persone di cui 1.446 maschi e 1.529 femmine; per il secondo anno di seguito il numero delle donne decedute supera quello degli uomini. Il tasso grezzo di mortalità è di 9,25 per mille abitanti, che risulta essere al di sotto del tasso di mortalità per mille abitanti relativo all’intera popolazione italiana che è di 10.76 . Per quanto riguarda l’analisi dei dati di mortalità per causa specifica si evidenzia come le malattie dell’apparato cardiovascolare, in accordo al dato nazionale, rappresentano per entrambi i sessi la principale causa di morte. Il tasso di mortalità per tale patologia per 10.000 abitanti è di 34,29 nei maschi e di 43,76 nelle femmine. La seconda causa di morte è invece rappresentata dai tumori con un tasso di mortalità per 10.000 abitanti di 25,88 per i maschi e di 19,54 per le femmine. Anche in questo caso, in accordo al dato nazionale, il tasso maschile prevale su quello femminile mentre entrambi si mantengono ben al di sotto dei valori riferiti alla popolazione nazionale (maschi 34.8; femmine 19.2 nel 2011 ultimo dato pubblicato dall’Istat).

La vita media della popolazione provinciale è di 77,84 anni per i maschi e 81,98 anni per le femmine . Come nel resto d’Italia le femmine vivono almeno 5 anni in più rispetto agli uomini. Con un trend in aumento nell’ultimo decennio. Gli ultracentenari al 31 dicembre del 2016 erano nella Provincia 55; 15 maschi e 40 femmine e tale valore è diminuito rispetto al 2015 ( 60 ). Interessanti le cause della mortalità così come registra l’indagine sugli ultimi dieci anni (2007-2016). La mortalità per malattie dell’apparato cardiovascolare è aumentata per gli uomini dal 34,1 x 10 mila abitanti al 34,3, è aumentato il tumore del polmone da 5,6 a 8,00 x 10mila (uomini) e da 1,1 a 2,2 (donne). E’ diminuita, invece, la mortalità per tumore dell’utero dal 1,8 a 1,3 x 10mila così come quella per i tumori della mammella da 3.9 a 3.5. del colon retto da 3,6 a 3,3 (uomini) e da 2,9 a 2,5 (donne) e allo stomaco, e al fegato.

I tumori nel loro complesso sono aumentati di poco per gli uomini (da 26.67 da 25,5 (2007) a 25,9 (2016) x 10.000 ab.); costanti per le donne 19,6 e 19,6. Sono invece in diminuzione i suicidi 26 nel 2007 – (17 m 9 f), contro 18 (13m – 5 f) nel 2016. Nessun omicidio nel 2016; 1 nel 2011, 2 nel 2012, 3 nel 2013 e 2014. Sono diminuiti anche i morti in incidenti stradali, da 27 a 17. Un capitolo della relazione si occupa del confronto dei dati della provincia di Ragusa con le altre 8 province siciliane e con 5 province italiane (2 del Nord, 2 del Centro e 1 del Sud) simili per popolazione alla nostra. I dati riferiti al 2015 dicono che a Ragusa (-1,29%) la popolazione decresce meno che a Catania (- 0,23) , Palermo ( - 0,88 ) e Ragusa (- 1,29). Per il primo anno tutte le province siciliane hanno avuto un saldo negativo della popolazione. Il raffronto con altre province prese in considerazione (Cremona, Ferrara, Viterbo, Benevento e Catanzaro) ci pone al primo posto anche in in considerazione che tutte hanno un saldo della popolazione negativo molto alto.

Alla nostra provincia spetta purtroppo la maglia nera per numero di suicidi (seppure in lieve diminuzione) che la pone al secondo posto dopo Enna nell´Isola e ai primi posti a livello nazionale. La città dove si sono verificati più suicidi è Modica.