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Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 10:36 - Lettori online 603
RAGUSA - 17/10/2017
Attualità - Il Libero Consorzio Comunale di Ragusa gravemente danneggiato

Cartabellotta diffida la Regione sui fondi

Ecco le argomentazioni addotte Foto Corrierediragusa.it

Il Libero Consorzio Comunale di Ragusa non ci sta. Il decreto di riparto operato dall’assessorato regionale Autonomie Locali, di concerto con quello dell’Economia, è giudicato errato e gravemente lesivo della capacità finanziaria dell’Ente, ingiustamente mortificato e discriminato nell’assegnazione delle risorse necessarie per garantire lo svolgimento delle funzioni assegnate dalla legge regionale di istituzione dei Liberi Consorzi. Non a caso il Commissario straordinario Dario Cartabellotta (foto) ha diffidato la Regione siciliana a procedere all’immediato annullamento o alla revoca del decreto per assicurare una corretta ripartizione dell’importo di euro di 25 milioni 230 mila euro. E’ stata la Conferenza Regione/Autonomie Locali nella seduta dello scorso 20 settembre scorso ad applicare i quattro criteri proposti (riferiti alla popolazione, alla superficie, alla lunghezza delle strade ed al numero delle sezioni delle scuole provinciali) soltanto per il riparto dei milioni destinati a finanziare le funzioni delle ex province e non per i complessivi 91 milioni 50 mila euro.

Nella diffida alla Regione si sottolinea infatti come «L’importo di euro 65.819.315,56 è stato determinato sulla base della sommatoria dell’incremento del suddetto contributo a carico di ciascuna delle nove ex province siciliane che non concorre a garantire il funzionamento dei Liberi Consorzi Comunali e delle Città Metropolitane e non può che essere ripartito secondo la quota di contributo alla finanza pubblica effettivamente a carico di ogni ex provincia; mentre, i quattro criteri utilizzati dall’assessorato alle Autonomie locali non possono riguardare anche l’importo di euro 65.819.315,56 in quanto determinano l’aberrante ed assurdo risultato di assegnare ai vari enti interessati una somma non corrispondente al rispettivo incremento del contributo alla finanza pubblica: si verifica, infatti, che dei 65.819.315,56 euro viene attribuita alla ex Provincia di Ragusa una somma/quota inferiore a quella che è il proprio incremento di contributo alla finanza pubblica, mentre altri enti si vedono assegnare una somma/quota superiore al loro carico allo stesso titolo.

Un’altra conseguenza palesemente erronea ed inaccettabile che si produce dal riparto operato con il Decreto Assessoriale contestato è che enti, i quali concorrono in misura inferiore rispetto all’ex Provincia di Ragusa al contributo alla finanza pubblica, si vedono assegnare per il proprio funzionamento una somma finale ben maggiore (anche fino a quasi il triplo) rispetto a questo Ente».

PER LE EX PROVINCE E´ CAOS TOTALE
Per le ex province è caos totale e per Ragusa è ancora peggio. A Palazzo del Fante sono infatti arrivati solo spiccioli, poco meno di un milione, nella ripartizione reginale dei fondi e non si può chiudere il bilancio. La notizia comunicata dall’assessore Luisa Lantieri è che sono stati «trovati» altri 25 milioni nelle pieghe della Finanziaria che potranno essere ripartiti tra i 9 enti. Ragusa, penalizzata nella prima distribuzione delle risorse, dovrebbe ottenere i fondi che servono per non andare in dissesto. Nel frattempo Il Consiglio dei Ministri ha complicato la vicenda province con l’impugnazione della legge regionale che aveva introdotto nello scorso agosto il voto diretto nei nuovi Liberi Consorzi di Comuni. Per il Consiglio dei Ministri il voto diretto non deve essere previsto e bisogna ritornare allo spirito della legge, ovvero la nomina dei consiglieri da parte dei comuni e poi l’elezione all’interno del consiglio. Il CdM ritiene che le modifiche apportate dall’Ars non rientrano nell’alveo della Costituzione e quindi bisogna provvedere di conseguenza.

La legge originaria resta dunque in vigore fino a una eventuale pronuncia di incostituzionalità da parte della Consulta. Un intreccio giuridico complicatissimo anche perché l’Ars è ormai stata sciolta e non può modificare nulla e bisognerà dunque attendere il nuovo governo regionale per intervenire secondo le indicazioni date dal Consiglio dei ministri. Le elezioni per i Liberi Consorzi in Sicilia erano state fissate a febbraio ma a questo punto tutto torna in discussione.

SECONDO I SINDACATI "TUTTO QUESTO E´ UN VERO SOPRUSO"
"Ennesimo sopruso ai danni dell´ex provincia di Ragusa nel decreto di riparto dei finanziamenti dell´assessore regionale alle Autonomie locali": a denunciare la circostanza in questi termini sono le rappresentanze sindacali di base del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, dopo che è stato cambiato in corsa il criterio di riparto. "La Regione siciliana - denunciano le Rsu - si è rimangiata la decisione assunta dalla Conferenza Regione/Autonomie locali del 28 giugno scorso e il relativo decreto assessoriale n.175 del 12 luglio. E´ accaduto che la Conferenza Regione-Autonomie locali aveva stabilito "quale primo criterio di riparto della somma di 65 milioni e 819 mila euro di ´neutralizzare´ l´incremento del contributo alla finanza pubblica previsto per l´anno 2017 (il cosiddetto prelievo forzoso dello Stato)" e di procedere invece per i restanti 25 milioni di euro (seduta della Conferenza del 20 settembre 2017) al criterio riferito ai parametri della popolazione, della superficie, della lunghezza delle strade provinciali e del numero di sezioni delle scuole provinciali. Con un colpo di mano ora si procede ad utilizzare il criterio previsto per i soli 25 milioni di euro a tutti i 91 milioni dell´intera posta contravvenendo così a precise disposizioni di legge inserite nella Finanziaria nazionale.

PER L´ON ORAZIO RAGUSA "TUTTO QUESTO E´ INACCETTABILE"
«Non ci si può rimangiare la parola data come se nulla fosse. Al Libero consorzio comunale di Ragusa servono in tutto 6,5 milioni di euro per chiudere in pareggio il bilancio. Altrimenti è default». Lo dice l’on Orazio Ragusa che sta seguendo con apprensione l’evolversi della vertenza concernente il futuro del personale dell’ex Provincia regionale di Ragusa che, da ente piccolo e virtuoso, si trova, adesso, costretto a fare i conti con decisioni scellerate che ne stanno mettendo seriamente a rischio il cammino. «Il fatto che il decreto assessoriale delle Autonomie locali cambi in corsa, adesso, il criterio già adottato e approvato dalla conferenza Regione-Autonomie locali del giugno scorso – continua l’on. Ragusa – testimonia, così come denunciato dai segretari aziendali e dalle Rsu del personale dell’ente, quanta poca attenzione, da Palermo, continui ad essere riversata su questo territorio. Non siamo disposti a pagare per gli errori commessi da altri enti.

E soprattutto non possiamo essere penalizzati per aiutare chi, nel corso di questi anni, ha invece dimostrato, al di fuori del contesto territoriale della nostra provincia, di infischiarsene del basso profilo economico oltre che della spending review spendendo e spandendo come se nulla fosse. Oltre ad esprimere la mia vicinanza ai dipendenti, sto cercando di adoperarmi, assieme al resto della deputazione regionale, affinché questo inaccettabile sopruso non si consumi».