Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 22 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:01 - Lettori online 805
RAGUSA - 12/08/2017
Attualità - Le uova incriminate non sono mai arrivate nei supermercati

Negli Iblei niente uova al pesticida. Tutto sotto controllo

Le nostre uova vengono prodotte in loco dal rinomato polo avicolo degli Iblei Foto Corrierediragusa.it

Lo scandalo delle uova al fipronil si allarga, e ormai coinvolge più della metà dei Paesi Ue, tra cui l’Italia, che come altri 14 (Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Irlanda, Polonia, Romania, Danimarca, Slovenia, Slovacchia, Lussemburgo, Hong Kong e Svizzera) ha importato uova da aziende coinvolte nello scandalo. Fatto però, che di per sé, non significa abbia ricevuto uova contaminate dall’insetticida. Roma comunque ha già alzato il livello di guardia. Il ministero della Salute ha confermato che in Italia, per ora, non risultano uova o ovoprodotti contaminati dall’antiparassitario, il cui uso, in Ue, è proibito nella catena alimentare. Ma, in via cautelativa, è stato predisposto un piano di campionamenti con le autorità sanitarie regionali e i Carabinieri del Nas «in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti».

E le autorità hanno già sequestrato prodotti provenienti da un’azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nello scandalo. Prodotti che non sono mai arrivati sugli scaffali per la vendita grazie alla segnalazione della Francia, lo scorso 8 agosto.

In territorio ibleo si può stare ancora più tranquilli in quanto le uova vengono prodotte in loco, dal momento che il nostro polo avicolo, rinomato anche al di fuori dei confini nazionali, è uno dei più importanti e prolifici su ampia scala.

Intanto Bruxelles ha convocato per il 26 settembre un incontro di alto livello con le autorità interessate dalla vicenda. «Non è una riunione di crisi», ha chiarito un portavoce della Commissione Ue, l’obiettivo è «migliorare l’efficacia del sistema di allerta dell’Unione sulla sicurezza alimentare».