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Mercoledì 20 Settembre 2017 - Aggiornato alle 23:57 - Lettori online 613
RAGUSA - 13/07/2017
Attualità - La riunione della commissione sanità all’Ars sulla vicenda

Il Nuovo ospedale di Ragusa non aprirà subito

Nei confronti di un dipendente dell’Asp 7 è stato aperto un procedimento disciplinare Foto Corrierediragusa.it

Clima pesante nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila per la riunione della commissione sanità all’Ars sulla vicenda del Nuovo ospedale di Ragusa (foto). Una seduta allargata a sindaci, presidenti del consiglio e consiglieri dei comuni iblei. Pippo Digiacomo ha concluso i lavori dall’alto del suo scranno rivolgendosi al manager dell´Asp di Ragusa Maurizio Aricò senza mezzi termini: «Lei oggi è solo un commissario e non è un direttore generale, quindi stia attento a firmare atti che non rientrano nella sua competenza. E’ delegittimato per quanto è successo. La Commissione prenderà le redini della vicenda del Nor. Intanto mi scuso con tutta la popolazione iblea per quanto è successo perché non meritava questa presa in giro». Parole come macigni nei confronti dei tre componenti della direzione aziendale, Pino Drago, Elvira Amata e soprattutto il già citato Maurizio Aricò, che, come era facilmente prevedibile, è stato oggetto di attacchi nel corso della seduta, pur se il direttore generale ha mantenuto il suo consueto aplomb.

Del trasferimento completo dei reparti dai 2 vecchi ospedali Civile e Paternò Arezzo (al momento di nuovo operativi) al Nor non si sono avuti dettagli ed anzi il direttore amministrativo ha affermato che i tempi non sono ipotizzabili. La sanità ragusana ritorna dunque allo stato pre-Nor e da lunedì tutti i reparti, sia al Civile sia al Paternò Arezzo, ha annunciato Maurizio Aricò, saranno pienamente operativi. La Amata ha poi reso noto che nei confronti di un dipendente dell’azienda è stato aperto un procedimento disciplinare ed è partita una denuncia alla Corte dei conti per il danno economico che il mancato trasferimento al Nor ha comportato.

«Basti specificare - ha detto la Amata - che il solo spostamento e ritrasferimento dell’angiografo è costato 33 mila euro. Qualcuno dovrà pagare». Un disastro economico di centinaia di migliaia di euro se si calcola tutto il resto e che è imputabile, secondo quanto riferito da Maurizio Aricò, ad un controllo degli atti non inappuntabile e poco severo. «Ci siamo fidati – ha detto il manager - avrei dovuto controllare meglio, mi sono fidato degli atti che l’ufficio mi ha sottoposto. Avrei dovuto verificare».

Secondo la versione di Aricò i tecnici dell’azienda hanno assicurato che tutto era pronto al Nor per accogliere strumentazioni e pazienti ed invece non è stato così. Quando il sequestro, partito da una denuncia, ha bloccato il processo ed il cronoprogramma è andato a farsi benedire sono emerse tutte le magagne. A cominciare dal ritardo con cui la documentazione per la Scia, riguardante la sicurezza dei locali, è stata presentata. Poi tutto è precipitato e la marcia indietro inevitabile.

Ecco perché l’Azienda ha preso tempo fino al 21 per presentare la nuova Scia ma soprattutto non vuole accelerare di nulla perché i vertici vogliono ora controllare ogni singolo atto per cui non è ipotizzabile alcuna data di apertura del Nor. Elemento che ha lasciato insoddisfatto il sindaco Federico Piccitto che ha parlato di «sconfitta». Il sindaco ha detto di non volere accettare la risposta del direttore amministrativo e ribadito la necessità dell’arrivo di un commissario per gestire la situazione.

Dal punto di vista dei servizi Maurizio Aricò ha confermato che la continuità assistenziale è garantita a tutti i cittadini, che non c’è emergenza e che emergenze ed urgenze sono gestite. Aricò si è scusato ha ribadito che il piano operativo del ripristino dei servizi sanitari è stato valutato positivamente e che continuerà a lavorare e seguire da vicino la situazione.

IL DISSEQUESTRO DELLE SALE OPERATORIE DEL NOR
E´ stato dissequestrato nel tardo pomeriggio di lunedì il nuovo ospedale di Ragusa di contrada Cisternazzi. Su disposizione del giudice per le indagini preliminari Andrea Reale, che l´ha motivata per difetto di presupposti di legge, si è proceduto alla rimozione dei sigilli delle sale operatorie. Il gip ha quindi ritenuto di procedere in tal senso per consentire il completamento della struttura. I sigilli erano stati apposti in buona parte dei locali lo scorso 30 giugno dalla guardia di finanza, nell´ambito delle indagini scaturite dall´inchiesta che vede iscritti nel registro degli indagati una decina di nomi.