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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Lettori online 832
RAGUSA - 11/07/2017
Attualità - Si attende la trasmissione del parere definitivo al Cipe

Autostrada Rg Ct: arrivano i pareri

Si tratta dell’ultimo passaggio formale verso l’apertura dei cantieri Foto Corrierediragusa.it

Pericolo scongiurato per la Ragusa Catania. Le sovrintendenze di Ragusa e Siracusa si sono impegnate a fornire i pareri necessari sul piano paesistico entro la fine del mese consentendo al presidente della conferenza di servizio di trasmettere il parere definitivo al Cipe. Si tratta dell’ultimo passaggio formale verso l’apertura dei cantieri, che, se la tempistica sarà rispettata, dovrebbero aprire già in autunno. La conferenza di servizio tenutasi a Roma, alla presenza dei sindaci Saverio Bosco di Lentini, Salvatore Palermo di Francofonte e Sebastiano Gurrieri di Chiaramonte, hanno preso atto della disponibilità delle due sovrintendenze coinvolte nel progetto per superare gli ostacoli finora emersi, come per esempio, quello ultimo emerse degli alberi da spostare in un appezzamento di terreno a valle di Chiaramonte. Le sovrintendenze si sono impegnate a rispettare i tempi fissati anche perché i sindaci hanno messo i funzionari di fronte alle loro responsabilità. Dice Sebastiano Gurrieri: «Non è accettabile che ancora oggi Ragusa chieda tre settimane e che addirittura Siracusa trasmetta una nota ma non ritenga di partecipare ai lavori. È finito il tempo dei rinvii sine die».

Dicono i sindaci all’unisono: «E’ stato possibile scongiurare un pericoloso rinvio che avrebbe potuto pregiudicare la definizione dell’iter realizzativo dell’opera ad un passo dal traguardo. Lo scongiurato pericolo ci mette nelle condizioni di poter richiedere un incontro urgente con il Presidente della Regione, al fine di velocizzare la produzione dei pareri per mettere in condizione il Presidente della Conferenza dei Servizi, l´architetto Giovanni Proietti, di concludere, come atto consequenziale, i lavori della conferenza e, finalmente, programmare l’apertura dei cantieri per iniziare i lavori per realizzare la strada. Il mancato rinvio ci mette in condizione di poter affermare che questa importante arteria si farà senza ulteriori ritardi, grazie al contributo del comitato ristretto della statale 514.

È importante sottolineare come, nel momento più critico della conferenza, ha inciso in maniera positiva la consegna da parte dei tre primi cittadini, di una drammatica rassegna stampa con le notizie degli incidenti in cui hanno perso la vita cinque giovani del nostro territorio nelle ultime settimane, senza contare l´ultimo in ordine di tempo verificatosi martedì con la morte di un bimbo di 6 anni e di un 27enne. Questo particolare episodio della conferenza, che ha colpito molto i presenti, ha determinato uno sbocco importante della seduta.

La Soprintendenza ha spiegato di aver finora operato in stretta sinergia con il gruppo di progettazione della società autostradale Ragusa – Catania con l’obiettivo di verificare le varie controdeduzioni rispetto ai rilievi che la stessa Soprintendenza aveva fatto per rispettare le norme contenute nel piano paesistico nel frattempo adottato dalla Regione. In questo senso dunque, dice la Soprintendenza, non si registreranno ulteriori ritardi considerato che il presidente della conferenza di servizi trasmettere il parere definitivo entro 30 giorni e in questo periodo la Soprintendenza concluderà le verifiche necessarie a termini di legge.

PER UN PUGNO DI ALBERI
La sovrintendenza di Ragusa sta cercando di venire a capo del problema. La decina di alberi che si trovano su un fazzoletto di terreno ed impediscono al momento l’approvazione del progetto esecutivo della superstrada da quasi un miliardo di euro, ovvero la Ragusa Catania, saranno spostati. Lo assicura il sovrintendente Calogero Rizzuto, ma serve tempo e probabilmente l’ufficio non riuscirà a presentare la variante richiesta alla conferenza di servizio già convocata per lunedì, quando si dovrebbe procedere all’approvazione del progetto esecutivo. Per fortuna c’è ancora tempo per tutto il mese, ma è stato certamente un bene che da tutte le parti sia partita una sollevazione, quando è stato posto il caso della nuova superstrada. Rizzuto ha spiegato che, quando la Sovrintendenza ha adottato il Piano paesaggistico, il cui iter è stato avviato nel 2009, nessuna comunicazione era pervenuta riguardante la Ragusa-Catania, e quindi si era proceduto senza tener conto di quanto in altra sede stava succedendo.

Insomma, due uffici che non si sono "parlati", con la conseguenza che quando si è passati alla fase operativa, si è scoperto l’inghippo. Storie di ordinaria burocrazia, che stavolta prendono le sembianze di ulivi e mandorli, ma che in altre occasioni sono stati casolari, edifici storici, tombe e reperti archeologici. La sovrintendenza è comunque al lavoro, ma affinché le «carte» risultino in regola, sarà necessaria una variazione del piano che dovrà essere approvata con decreto del dirigente generale dell’assessorato ai Beni cultuali.

Insomma, pochi alberi, ma veramente "ingombranti" che hanno fatto gridare allo scandalo sindaci e amministratori. L’ultimo in ordine di tempo Enzo Bianco, sindaco di Catania, secondo cui «E´ inconcepibile che si blocchi un’infrastruttura di fondamentale importanza non solo per lo sviluppo della Sicilia del Sud Est ma anche per la sicurezza di migliaia di automobilisti per un vincolo paesaggistico apposto dalla Soprintendenza di Ragusa dopo l’approvazione del progetto e che riguarda venti metri quadrati di bosco.

Trovo assurdo che si blocchi un’infrastruttura di questa importanza per dieci alberi: spostiamoli altrove e triplichiamone il numero, ma procediamo subito con l’autostrada Catania-Ragusa. Peraltro – aveva aggiunto Bianco – l’alternativa sarebbe quella di aggirare il boschetto, realizzato dall’uomo tra Ragusa e Chiaramonte Gulfi, da un viadotto dall’impatto ambientale ben più pesante. Insomma, spero proprio che prevalga il buon senso e lunedì prossimo tutto venga risolto facendo partire i cantieri».

L´opinione di Bianco è stata alla fine condivisa anche dalla sovrintendenza di Ragusa e la massima attenzione è ora rivolta alla riunione di lunedì, anche se è già scontato, come accennato, che la documentazione non potrà essere completa e bisognerà prevedere un altro incontro.

IL NOCCIOLO DELLA PARADOSSALE VICENDA
La Ragusa-Catania diventa terreno di scontro tra il Governo Crocetta e Legambiente. L’apertura dei cantieri già annunciati per l’autunno di quest’anno si allontana e la superstrada da 850 milioni di euro rischia di protrarre nel tempo il già lungo iter di realizzazione. Il caso è sorto nel momento in cui l’assessore al Territorio ed Ambiente, Maurizio Croce, in sede di commissione Ars, ha posto il caso della superstrada che per un vincolo paesaggistico, intervenuto successivamente alla definizione del progetto esecutivo del tracciato, ne blocca l’approvazione definitiva e quindi il via ai lavori In ballo ci sono poco più di dieci alberi che ricadono in un striscia di bosco appena sotto Roccazzo, attraverso il quale dovrebbero passare due delle quattro corsie della superstrada veloce. "Il vincolo paesaggistico non consente di rimuovere gli alberi, pur di recente piantumazione e non di particolare pregio", ha riferito l’assessore Croce in commissione, ed in questo caso il progetto dovrebbe essere rivisto con una variante che consenta di bypassare il tratto in questione.

Un paradosso vero e proprio perché per tutelare un piccolo appezzamento di terreno e una decina di alberi le imprese sarebbero costrette ad un impatto ambientale causato da un ulteriore viadotto. Insomma, per salvaguardare venti metri ci vorrebbe quasi un km di strada in più. Il tutto perchè la Sovrintendenza ai Beni ambientali di Ragusa ha posto ed approvato il vincolo paesaggistico nella zona a progetto già definito. Un’opera pubblica da 850 milioni di euro, di cui la metà pubblici, 149 di Anas e 217 milioni dello Stato e l’altra metà garantiti dal consorzio di imprese, che si è aggiudicato l’appalto grazie al sistema del project financing, resta con un bel punto interrogativo proprio quando ormai sembrava tutto in dirittura di arrivo e l’attesa che dura da inizio millennio sembrava destinata a concludersi.

La proposta dell’assessore Croce di spostare gli alberi grazie ad una norma, già presentata in passato in commissione, che dà potere alla giunta regionale di derogare dai vincoli per grandi opere "strategiche", ha fatto andare su tutte le furie Legambiente perché la norma lascerebbe una grandissima libertà di scelta a un organo politico, la giunta regionale, per decidere cosa considerare "opera strategica o meno» e parla di un emendamento «osceno» dettato dagli interessi e dai poteri forti di Confindustria Sicilia.

Denuncia Legambiente: «Neanche precedenti governi guidati da presidenti accusati o condannati per rapporti con la mafia erano mai arrivati a tanto. Il governo Crocetta ci riprova, e tenta, ancora una volta, di smantellare i piani paesaggistici. Sarebbe l´ennesima vergogna, un’altra ragione in più per non sentirsi degni di essere siciliani. La norma è gravissima - conclude la nota - e interviene a ritroso pure su opere per cui si sono definiti i provvedimenti di diniego per contrasto con i piani recentemente approvati». La Ragusa-Catania resta dunque "sospesa", oggetto dell’ennesima battaglia politica, simbolo di una incapacità antropologica tutta siciliana di andare avanti, innovare, cambiare, ammodernare. E in tutto questo gli alberi c’entrano veramente poco.